Biblioteca: quasi 60 mila ingressi nel 2017. Fra gli obiettivi orari più ampi e un caffè letterario
La Commissione Cultura ha fatto un nuovo punto sulla Biblioteca cittadina, spaziando dallo stato di salute dei diversi servizi offerti alla situazione del personale, dalle problematiche legate ai lavori più urgenti di ristrutturazione fino al numero esiguo di volumi acquistati e le difficoltà nella catalogazione...
La Commissione Cultura ha fatto un nuovo punto sulla Biblioteca cittadina, spaziando dallo stato di salute dei diversi servizi offerti alla situazione del personale, dalle problematiche legate ai lavori più urgenti di ristrutturazione fino al numero esiguo di volumi acquistati e le difficoltà nella catalogazione...
ALESSANDRIA – Periodicamente la Commissione Cultura di Palazzo Rosso dedica un incontro per fare il punto sullo stato di salute della Biblioteca Civica intitolata a Francesca Calvo: l’ultimo è stato compiuto la scorsa settimana e ha portato con sé diversi spunti di riflessione, illustrati dalla responsabile del servizio, la dr.ssa Patrizia Bigi.
I NUMERI E ORARI
La Biblioteca ha attualmente circa 17 mila iscritti, anche se gli utenti che prendono effettivamente in prestito dei volumi sono un numero significativamente minore. Attualmente l’orario di apertura va dal lunedì al sabato, con modulazioni che cambiano di giorno in giorno (il che, è stato sottolineato in diversi interventi durante la commissione, può creare disagi) per un totale di 36 ore settimanali. Le opere custodite sono circa 185 mila, ma il dato è presunto perché solo una parte di esse è già catalogata (circa 102 mila volumi). I volumi fruibili per il pubblico sono consultabili online grazie ai servizi offerti da ISBN e libriinlinea. L’anno scorso i libri e i dvd acquistati sono stati circa 2110, solo 750 dei quali già catalogati. Nel 2017 le presenze sono state circa 59500: l’ingresso è libero e conente di consultare i libri in sede e di usufrire della sala multimediale, mentre è necessaria la tessera (che è comunque gratuita) per ottenere il prestito e accedere ai servizi interbibliotecari e ai servizi di fotocopiatura (disponibili solo per il fondo moderno e contemporaneo, mentre per i volumi antichi occorre fare richiesta al servizi interno di riproduzione).
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La sezione è stata recentemente rinnovata, con un importante progetto di rifunzionalizzazione finanziato con 33 mila e 500 euro dalla Compagnia di San Paolo, e consente a chi lo desidera di utilizzare i pc presenti anche per servizi che pochi utenti ancora conoscono e utilizzano, come per esempio l’impiego gratuito di software di fotoritocco. Recentemente è stato attivato un servizio di consultazione di riviste online, con alcuni abbonamenti sottoscritti che sostituiscono almeno in parte quelli cartacei, dismessi nel corso del tempo. Il servizio è però attualmente ancora poco conosciuto e pertanto sottoutilizzato.
I DIPENDENTI
Sono in tutto 20 (due dei quali andranno però preso in pensione), dei quali 12 comunali e 8 dell’azienda Costuire Insieme. Non sempre – ha spiegato la responsabile, dr.ssa Bigi, c’è la disponibilità da parte di tutto il personale a turnare, e questo ha impedito fino ad ora di progettare un orario di apertura più ampio e servizi di maggiore qualità, un tema su cui è stato però espressa grande determinazione da parte di diversi commissari, sia di maggioranza che di opposizione, perché si intervenga, facendo un’ipotesi di nuova organizzazione, con orari più estesi. Fra i prossimi obiettivi ci sarà anche quello di riorganizzare l’attività di chi desidera svolgere volontariato presso la biblioteca e di rendere i locali più facilmente fruibili da quelle realtà associative che desiderano organizzare eventi culturali in città e che spesso si trovano costrette ad affittare altri spazi, con un aggravio di costi.

Sono già stati compiuti importanti lavori di sistemazione del tetto della biblioteca per evitare le infiltrazioni e sostituite alcune porte con l’obiettivo di migliorare il comfort termico, con una spesa di circa 43 mila euro. Gli ascensori dopo lunghi periodi di funzionamento a intermittenza sono stati ripristinati. Restano però diverse microfessurazioni che vanno monitorate – come sottolineato da diversi commissari – per evitare che eventuali macchie di umidità, come nel caso di quella presente ora nella sala che contiene i volumi più antichi – possano peggiorare. Un discorso analogo va fatto anche per le crepe presenti in alcuni corridoi.
Fra i lavori più urgenti da ultimare c’è quello dedicato alla sistemazione dei fondi librari, ufficialmente già assegnato a una ditta di Novi Ligure. La biblioteca ha problema di spazi e finché non verranno sistemati i depositi sarà impossibile cogliere opportunità che pure il territorio potrebbe offrire, come quella di accettare donazioni provenienti da personaggi illustri della città, desiderosi di offrire libri anche di interesse storico rilevamente ma che oggi non vengono accettati perché non si saprebbe dove collocarli.

Le sale della biblioteca si sono prestate e si prestano tutt’ora ad ospitare alcune mostre, ottendo anche un certo successo. Fra le problematiche connesse vi è però quella della fruizione dei volumi nelle sale dove vengono allestite, che in alcuni casi viene in parte compromessa, come con la mostra dedicata a Chagall, che di fatto ha precluso l’accesso a una serie di libri che si trovano nei depositi (e che sono stati inibiti alla consultazione da metà dicembre fino ai primi di febbraio). Al momento però non è semplice trovare soluzioni alternative.
IN FUTURO CI SARA’ SPAZIO PER UN CAFFE’ LETTERARIO?
Fra le proposte più suggestive poste dai commissari, vi è quella relativa alla creazione di un punto ristoro interno alla Biblioteca, per facilitare la piena fruizione da parte dei visitatori e fornire un introito indipendente al servizio. Al momento non ci sarebbero gli spazi per ospitarlo, ma se il progetto legato al recupero dell’ex ospedale militare andrà in porto, con lo spostamento eventuale delle Sale d’Arte in un unico spazio espositivo legato alla chiesa di San Francesco, nei locali lasciati vuoti potrebbe essere creato un caffé lettarario, la cui gestione andrebbe assegnata a una realtà commerciale del territorio, dopo un apposito accordo.