L’amministrazione dichiara guerra a chi chiede l’elemosina in città
L'approvazione in Consiglio Comunale del regolamento anti accattonaggio, che converte l'ordinanza presentata a luglio, estende le aree in cui non è possibile chiedere la carità e prevede, oltre alle multe, la confisca di quanto eventualmente ottenuto dal questuante. La decisione della maggioranza fa però discutere
L'approvazione in Consiglio Comunale del regolamento anti accattonaggio, che converte l'ordinanza presentata a luglio, estende le aree in cui non è possibile chiedere la carità e prevede, oltre alle multe, la confisca di quanto eventualmente ottenuto dal questuante. La decisione della maggioranza fa però discutere
ALESSANDRIA – Dopo un mese di “buco”, durante il quale l’ordinanza anti-accattonaggio già introdotta dal Sindaco nel mese di luglio, è ufficialmente decaduta (il 31 dicembre 2017), il Consiglio Comunale, durante l’ultima seduta, ha provveduto a inserire la stessa all’interno del Regolamento di Polizia Urbana, rendendone quindi l’effetto permanente (almeno fino a una sua nuova eventuale modifica).
Per la città si tratta di un segnale invocato a gran voce da una parte dei cittadini, che identificano nel problema della questua uno degli elementi che renderebbero la città meno sicura, e anche per questo il provvedimento è stato approvato dalla maggioranza in tempi stretti, ponendolo fra le priorità da perseguere, con l’obiettivo evidente di dare un segnale prima della prossima votazione nazionale in programma il 4 marzo.
Il regolamento è stato ulteriormente inasprito grazie ai due emendamenti accolti dalla maggioranza e presentati dal presidente del Consiglio Comunale e di Alessandria Migliore, Emanuele Locci, che precisa: “l’accattonaggio sarà ora vietato oltre che negli spazi già individuati dalla precedente ordinanza (piazza Libertà, Garibaldi, Gobetti, piazzale Berlinguer, piazza Madre Teresa di Calcutta), anche presso le intersezioni stradali, nelle aree adibite a parcheggio, all’interno o in prossimità delle aree mercatali, nelle 
Il precedente provvedimento, vale a dire l’ordinanza emessa a luglio e in vigore fino a dicembre, ha portato al riscontro di 46 violazioni (delle quali 10 per accattonaggio molesto e 9 per l’attività di parcheggiatore abusivo) con un importo complessivo delle sanzioni di circa 10 mila euro, cifra però che è rimasta di fatto virtuale perché in realtà non è mai stata incassata”.
Se una parte di cittadini esulta, diverse sono state le critiche giunte da una parte del mondo del sociale, dalle opposizioni e da altri cittadini, uniti nel considerare il nuovo regolamento vessatorio nei confronti di chi fa la questua (anche non molesta, ma limitandosi a stendere una mano per chiedere un aiuto, in maniera per nulla pericolosa), problematico perché lederebbe il diritto di chi desidera fare la carità per strada, inutile da un punto di vista della deterenza e incapace di toccare nel profondo il tema della sicurezza, concentrando l’attenzione su di un provvedimento che finirebbe per colpire le vittime di eventuali racket legati alla raccolta dell’elemosina e non gli sfruttatori. Tali polemiche si sommano a quelle conseguenti alle parole razziste utilizzate la scorsa settimana dall’assessore al welfare Piervittorio Ciccaglioni.