Violenza sulla ex moglie, condannato dal tribunale
Condannato ad una pena di 8 anni e 5 mesi un alessandrino, ora ottantenne, per aver usato violenza nei confronti della moglie più giovane. Il pubblico ministero aveva chiesto 7 anni
Condannato ad una pena di 8 anni e 5 mesi un alessandrino, ora ottantenne, per aver usato violenza nei confronti della moglie più giovane. Il pubblico ministero aveva chiesto 7 anni
CRONACA – Il pubblico ministero chiedeva di condannarlo alla pena di 7 anni di reclusione. Il collegio giudicante, presieduto dal giudice Tirone, ne ha inflitti anche di più, 8 anni e 5 mesi, a Francesco Bucolo. Era accusato di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti. I due furono sposati circa anno, lui già in là con gli anni, lei molto più giovane e di nazionalità marocchina. La donna ha raccontato di essere stata picchiata e, in una occasione, abusata. Di lui ne è uscito il ritratto di un carattere irascibile, che si adirava se alla Tv sentiva una notizia relativa all’aumento di tasse.
Era stata in ospedale, ma successivamente ad uno degli episodi poi denunciati. E i referti medici avevano refertato le ecchimosi, che la donna aveva documentato anche con delle foto.
L’episodio più grave, che ha fatto scattare la denuncia, risalirebbe al gennaio 2013. Lui aveva già presentato una istanza di separazione presso il tribunale, ma si erano rivisti, in quella che era stata la casa coniugale. Secondo la deposizione della donna, che si è costituita parte civile, lui le aveva fatto sbattere la testa con il muro, facendole perdere i sensi e le avrebbe stretto un foulard attorno al collo. Poi la violenza sessuale.
Un racconto completamente diverso quello reso invece dall’uomo. Era la donna, secondo la difesa, ad essere insistente con richieste sempre più pressanti di denaro. Lui si era allontanato più volte e, quel giorno di gennaio, lei le si era parata davanti alla porta, per impedirgli di fuggire. Ma l’uomo era riuscito ad uscire per rifugiarsi dal vicino. La difesa non ha negato che la donna possa avere subito violenza, ma ha escluso che sia stato l’imputato ad infliggerla, “uomo mite, che non ha mai avuto neppure una contravvenzione”.
Ascoltate le arringhe degli avvocati, di parte civile e di difesa, il tribunale ha infine condannato l’uomo. La difesa, sostenuta dagli avvocati Romano e Genovese, valuterà il ricorso in appello appena saranno depositate le motivazioni della sentenza.