Personale carente e poco ‘flessibile’, tra pensioni e mobilità i giovani restano fuori
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G. P. - redazione@alessandrianews.it  
1 Febbraio 2018
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Personale carente e poco ‘flessibile’, tra pensioni e mobilità i giovani restano fuori

Sedici dipendenti del Comune andranno in pensione nel 2018, altri sei ci sono quasi. Previsti reclutamenti ma sempre con priorità ad altre PA. "Dipendenti troppo settoriali rispetto al lavoro privato, difficile sopperire alle carenze"

Sedici dipendenti del Comune andranno in pensione nel 2018, altri sei ci sono quasi. Previsti reclutamenti ma sempre con priorità ad altre PA. "Dipendenti troppo settoriali rispetto al lavoro privato, difficile sopperire alle carenze"

 ALESSANDRIA – Eurostat ha classificato che anche per ‘colpa’ della pubblica amministrazione, in Italia si lavora meno che nel resto del Europa. Il vecchio luogo comune dell’impiegato fantozziano troverebbe riscontro in questa classifica, in cui tutti potranno avere conferma o smentita in base alle esperienze personali al di qua e al di là degli sportelli.

L’assessore al personale del Comune di Alessandria, Michela Formaiano difende comunque la sua squadra, seppur conosciuta da pochi mesi. Per l’avvocato eletta in Forza Italia il personale è preparato e professionale, grazie ai continui corsi di aggiornamento. Che sono obbligatori, peraltro.

Palazzo Rosso ha ben altri problemi: “Non è un mistero che siamo in affanno per la carenza di personale, soprattutto in certi settori la mancanza si fa sentire”.

597 dipendenti evidentemente non bastano: “Ci troviamo in grave affanno per la situazione pregressa e per l’impossibilità di assumere personale giovane, in sostituzione di chi va in pensione”. Nel 2018 le domande di pensionamento già depositate sono 16 di cui un dirigente. Ma ci sono altri sei dipendenti che nell’anno in corso hanno già maturato l’anzianità contributiva per ritirarsi a vita privata, ma non hanno ancora lasciato la scrivania.

In ogni caso l’età media dei dipendenti è molto alta, anche perché i pochi bandi di reclutamento che si possono fare danno la priorità a ‘spostamenti’ da altri enti. In ogni caso questa mobilità non produce nuovi posti di lavoro, li trasloca solamente. E se arrivano da altri Comuni va da sé che non possono essere neolaureati… “E’ la legge Madia: solo se non rispondono i dipendenti in mobilità, allora possiamo aprire bandi pubblici”.

Intanto si è provveduto a rivedere la ‘macro struttura’: “Un minimo di rotazione periodica ci vuole”, commenta, “Abbiamo anche riorganizzato gli spazi, spostando il servizio scolastico in via S. Giovanni Bosco”.

Ammettiamo che tutti i dipendenti siano super professionali, qual è la carenza maggiore nelle Pubbliche Amministrazioni? “Sono troppo settoriali, poco multi-mansione”. In pratica anche volenti o nolenti molti non possono essere spostati da dove sono perché sanno fare solo quello, o per dirlo in modo diplomatico, sono talmente specializzati da essere inutilizzabili nell’ufficio accanto. La carenza di personale si avverte maggiormente nella Polizia Municipale – anche se sono appena stati formati 26 vigili volontari – e nel settore demografico, in cui gli sportellisti sono ridotti “Lì è più difficile sopperire alle carenze, anche per le ragioni di cui sopra”.

In ogni caso, tra i quattro bandi di assunzioni ‘ereditati’ e quelli previsti dal piano del fabbisogno, nel 2018 si procederà con le assunzioni di due persone a tempo indeterminato, poi quattro di categoria D, sei cat. C, uno a tempo determinato. Nel 2019 gli assunti in totale saranno 9, nel 2020 se ne prenderanno altri otto. “Vorremmo anche aumentare il settore tributi”.

Sulle assunzioni politiche che hanno fatto un po’ discutere per la scelta quasi immediata del sindaco di dotarsi di un capo di gabinetto, ovviamente Formaiano sta dalla parte di Cuttica: “Tutti i sindaci hanno avuto una figura del genere e proprio perché deve godere della fiducia del primo cittadino e lavorare fianco a fianco è giusto che lo scelga bene. È una figura delicata proprio per le informazioni e le decisioni a sua disposizione”. Su altri contratti ‘Bassanini’ legati cioè alla durata del mandato di questa amministrazione, l’assessore resta vaga.

Figlia di Piero, già assessore (socialista) all’economia del Comune di Alessandria, la Formaiano non nasconde la sua passione per la res publica e per l’impegno in primo piano. E non nasconde che l’esperienza a Palazzo Rosso potrebbe essere solo la prima in ordine di tempo: ”Mi piacerebbe fare politica attiva anche in altri livelli”, confessa.

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