Accorpamento Asl-Aso: “una nuova idea di futuro per dare migliori servizi ai cittadini”
Sulla decisione della giunta regionale di accorpamento Asl-Aso a partire da gennaio 2019 sono arrivati i commenti di Domenico Ravetti che fece la proposta con una mozione in Consiglio regionale e anche dell'assessore Saitta sul percorso che si vuole intraprendere con questa nuova idea per il futuro della sanità
Sulla decisione della giunta regionale di accorpamento Asl-Aso a partire da gennaio 2019 sono arrivati i commenti di Domenico Ravetti che fece la proposta con una mozione in Consiglio regionale e anche dell'assessore Saitta sul percorso che si vuole intraprendere con questa nuova idea per il futuro della sanità
SANITA’ – “A novembre dell’anno scorso in Consiglio Regionale avevamo approvato una mozione che impegnava la Giunta ad adottare la proposta propedeutica all’accorpamento ASL AL e AO SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria. L’atto è stato adottato dalla giunta solo qualche giorno fa e ora il confronto ripartirà in IV Commissione e successivamente passerà al vaglio del Consiglio Regionale”. Queste le prime parole del presidente della commissione regionale Domenico Ravetti. I sostenitori del nuovo progetto hanno chiaro “che l’obiettivo è quello di creare una nuova azienda sana e forte per garantire migliori servizi ai cittadini di tutta la provincia di Alessandria. In questo senso ho colto con piacere l’atteggiamento di ‘apertura’ dimostrato da molti consiglieri e assessori del Comune di Alessandria durante i lavori della Commissione Sanità” . Al contrario in questi giorni “mi sono parsi del tutto strumentali e sterili le affissioni di manifesti, così come alcuni mesti comunicati stampa. A questi esponenti, pregiudizialmente contrari al progetto di rafforzamento della sanità alessandrina, rinnovo, e questa volta pubblicamente, la disponibilità ad uno o più confronti pubblici ovunque e nei momenti da essi ritenuti più opportuni; rilevo che di norma chi non vuole accettare il confronto è perché non ha solidi argomenti e preferisce nascondersi dietro la comodità degli slogan”.
Anche in un’altra occasione, tanto il consigliere regionale Ravetti quanto lo stesso assessore regionale Antonio Saitta hanno voluto precisare come questa nuova idea per il futuro della sanità locale non sia un “peggioramento”, ma anzi un miglioramento nell’ottica del risparmio e anche dell’evoluzione verso una “piattaforma unica” del sistema informatico ospedaliero.
“Tutto ora deve essere approvato dal Consiglio regionale, intanto” come ha voluto sottolineare Saitta. Dopodiché con un bando sarà scelto il nuovo direttore unico che dovrà fare parte come pre-requisito dell’albo nazionale . “Fino a allora la gestione resterà in capo ai due direttori attuali”. Anche la scelta di far partire tutto da gennaio 2019 è stata fatta per una questione di “bilanci” delle due aziende, che devono chiudere l’anno. “In realtà, molte delle paure sono state sfatate: l’ospedale di Alessandria resta un hub e il progetto di accorpamento non inibisce nemmeno il percorso come Istituto di ricerca, né influisce sulla possibilità della facoltà di medicina in città.
“Sappiamo bene che dopo il salvataggio della sanità pubblica piemontese abbiamo tutti il dovere di programmare il futuro che riguarda la salute delle persone; una discussione seria che merita sobrietà, toni adeguati, studio e approfondimento. La condizione finanziaria, il Piano Nazionale Esiti, alcuni evidenti disservizi e i dati della mobilità passiva ci dimostrano che dobbiamo avere coraggio e onestà intellettuale nell’ambire a modificare il senso di marcia. In particolare dobbiamo dimostrare freddezza verso chi custodisce prevalentemente i propri particolari interessi senza curarsi del più vasto mondo di cui fa parte” ha proseguito Domenico Ravetti.
“Esiste un modello vestito addosso al territorio della nostra provincia, che è policentrico, che gira cioè attorno ai nostri centri zona. Abbiamo bisogno di una azienda che si occupi dell’ambito ottimale della provincia stessa”. Stesse risorse, si garantisce. Ma anche “definizione” puntuale dell’organizzazione della nuova azienda e degli obiettivi che si vuole dare. “Ci si è resi conto che spesso le aziende svolgono attività a valenza regionale”: centralizzare alcune di queste significa “più risparmio e maggiore controllo”. Uno su tutte è l’aspetto “informatizzazione” che non ha solo il compito di migliorare il dialogo tra le aziende, ma soprattutto in favore del paziente. Un Cup unico, e soprattutto una piattaforma informatica unica (50-60 milioni in arrivo da fondi europei?) che ha come obiettivo togliere carico di mansioni e spostarle su asse regionale.