Question Time: che fine ha fatto il Piano di Mobilità Sostenibile?
Oggi presentiamo la risposta del vicesindaco a un'altra delle vostre domande, questa volta relativa alla viabilità urbana e al piano commissionato alla società Trt di Milano, costato decine di migliaia di euro e che oggi è chiuso in un cassetto. Ecco la posizione della Giunta la riguardo
Oggi presentiamo la risposta del vicesindaco a un'altra delle vostre domande, questa volta relativa alla viabilità urbana e al piano commissionato alla società Trt di Milano, costato decine di migliaia di euro e che oggi è chiuso in un cassetto. Ecco la posizione della Giunta la riguardo
ALESSANDRIA – In attesa che Palazzo Rosso approvi una modalità per coinvolgere direttamente i cittadini durante i consigli comunali, con la possibilità di porre direttamente una domanda a un membro della Giunta e ottenere una risposta in aula, abbiamo deciso di offrire uno spazio analogo su nostro giornale, impegnandoci a porre noi le domande che ci invierete al sindaco o all’assessore di competenza. Dopo la risposta presentata ieri, e relativa alla situazione di Piazza Santa Maria di Castello, oggi presentiamo un nuovo quesito. Ecco cosa chiede alla Giunta Claudio Pasero:
Sarebbe un importante strumento – sviluppato da tecnici del settore – per pianificare lo sviluppo futuro della mobilità urbana, anche in relazione alle gravi problematiche dell’inquinamento atmosferico.
Oltretutto l’investimento è stato considerevole, e sarebbe assurdo non dare seguito a uno studio così dettagliato, costato ai cittadini più di 70.000 euro, e che – se adottato – permetterebbe anche di avere accesso ai bandi di finanziamento europei per progetti legati alla mobilità sostenibile nelle città.
Risponde Davide Buzzi Langhi, vicensindaco e assessore ad urbanistica e viabilità:
Dalla precedente amministrazione è stato dato mandato alla società di Milano Trt di studiare la situazione della mobilità alessandrina e di elaborare una serie di soluzioni. A mio avviso il prezzo concordato è stato fin troppo alto, e il risultato ha portato a un prodotto che ha caratteristiche molto particolari. Nel Pums, il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, rientrano diversi ambiti, che riguardano il traffico veicolare, la sosta e i trasporti.
Da quando è stato pensato però alcune condizioni sono cambiate in maniera profonda: è cambiata l’amministrazione, e le nostre idee non coincidono con quelle della Giunta precedente, specialmente per il centro cittadino. Non siamo per una chiusura così restrittiva di piazza della Libertà: ci provò già l’amministrazione di Mara Scagni e finì con i commercianti imbufaliti che agitavano delle scope sotto Palazz Rosso. Questo aspetto andrà rivisto, ma essendo centrale nel piano, abbiamo chiesto modifiche che richiedono tempo. In più, oggi c’è Amag Mobilità che è una realtà privata, un’azienda che ha voce in capitolo su investimenti e risorse che possono essere messe in campo. E’ con loro che va rivisto il piano di mobilità, partendo anche dalle loro necessità e possibilità. Sarebbe inutile elaborare strategie che poi restino solo sulla carta. Certamente non vogliamo sprecare i soldi investiti e vogliamo arrivare all’approvazione del Pums, il che speriamo avvenga nel corso del 2018, ma alcuni aspetti vanno rivisti.