Lerma: conto da 54 mila euro dal canile di Alessandria
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
8 Dicembre 2017
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Lerma: conto da 54 mila euro dal canile di Alessandria

In un primo momento i costi sono stati sostenuti dal Ministero della Giustizia. Poi, dopo averli dati in affidamento a vari comuni della Provincia, è arrivata la doccia gelata da Alessandria. Un'ingiunzione da 54 mila euro riferita ai 15 cani custoditi nel canile cittadino

In un primo momento i costi sono stati sostenuti dal Ministero della Giustizia. Poi, dopo averli dati in affidamento a vari comuni della Provincia, è arrivata la doccia gelata da Alessandria. Un'ingiunzione da 54 mila euro riferita ai 15 cani custoditi nel canile cittadino

LERMA – Arriva da Alessandria una tegola sulla vicenda degli 80 cani rinchiusi a cascina Manuale Superiore, nel Comune di Lerma. L’intervento dei Nas, congiunto al lavoro dell’Asl e dei volontari dell’Enpa, portò alla luce la presenza degli animali, tenuti in condizioni precarie da una donna, poi denunciata per non aver rispettato le ordinanze del sindaco (che intimava di regolarizzare la situazione dal punto di vista igienico e di sterilizzare le femmine). Il ruolo dell’amministrazione comunale locale divenne preponderante nel 2015, con il passaggio dal sequesto alla confisca dei cani, divenuti 53, tra adozioni e decessi, che avrebbero dovuto “gravare” sulle casse pubbliche per un totale di 62 mila euro. In un primo momento i costi sono stati sostenuti dal Ministero della Giustizia. Poi, dopo averli dati in affidamento a vari comuni della Provincia, è arrivata la doccia gelata da Alessandria. Un’ingiunzione da 54 mila euro riferita ai 15 cani custoditi nel canile cittadino. 

«Abbiamo trovato un accordo con tutti gli altri canili – spiega il sindaco di Lerma, Bruno Aloisio -. Tortona, Novi, Ovada, Fresonara, dove abbiamo pagato la manutenzione dei cani solo per il primo anno. Avremo un incontro con Alessandria, dove ci vengono chieste cifre assurde. Il Comune era d’accordo con la nostra richiesta di pagare solo una tantum, ma il gestore ha detto no». Lerma si è appellata più volte al prefetto Romilda Tafuri, chiedendo aiuto per una situazione che si prospetta insostenibile per un paese di 870 abitanti. Già due anni fa si parlava inevitabilmente di un rischio default per un ente che deve fare i conti con il bilancio ed i relativi servizi da offrire ai cittadini. L’incontro dei prossimi giorni si preannuncia cruciale per il futuro di una vicenda (inizialmente) già archiviata e particolarmente intricata.

 

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