Inaugurazione nuovo Moccagatta, una bella festa senza parecchi invitati
Ieri sera, mercoledì 29, è andata in scena la cerimonia di inaugurazione del nuovo stadio Moccagatta condotta da Fabio Caressa. Coreografie, giochi di luci ed amarcord con le 'vecchie glorie', ma sulle tribune tanti spazi vuoti...
Ieri sera, mercoledì 29, è andata in scena la cerimonia di inaugurazione del nuovo stadio Moccagatta condotta da Fabio Caressa. Coreografie, giochi di luci ed amarcord con le 'vecchie glorie', ma sulle tribune tanti spazi vuoti...
ALESSANDRIA – Non si può dire ci fosse il cosiddetto pubblico delle grandi occasioni ieri sera, mercoledì 29, sulle gradinate dello stadio Moccagatta, in grande spolvero per la cerimonia di inaugurazione organizzata per celebrare la conclusione dei lavori di ristrutturazione iniziati lo scorso giugno. Vuoi il grande freddo, vuoi i risultati sin qui a dir poco deludenti, senza contare l’annunciato ‘boicottaggio’ da parte dello zoccolo duro della curva, in aperta polemica con la società per la fallimentare accoppiata Sensibile-Stellini. Ad ogni modo, chi ha scelto di esserci ha potuto certamente godere di uno spettacolo, questo sì, da grandi occasioni.
Un suggestivo volo d’angelo sopra il terreno di gioco ha dato il via alle danze, di seguito una carrellata di immagini sulle gradinate della Curva Nord raffiguranti i momenti più importanti nella storia dell’Alessandria, il tutto accompagnato da un trascinante sottofondo musicale. “Questo deve diventare uno stadio inespugnabile per gli avversari”, ha rimarcato con il suo inconfondibile timbro di voce Fabio Caressa, anfitrione dell’evento. Dopodiché il ‘Mocca’ ha iniziato a parlare di sé (prendendo in prestito la voce del telecronista sportivo Nicola Roggero), ripercorrendo le tappe che hanno portato alla sua realizzazione in piena epoca littoria, fino all’apertura ufficiale il 29 ottobre 1929. 
Lo stadio vive glorie e lustrini fino all’inizio degli anni ’60, poi per l’Alessandria inizia una crisi che culmina nel 67′ con la retrocessione in Serie C. Il 1968 sarà l’anno che vedrà correre sul prato del Moccagatta il più grande di tutti, Edson Arantes do Nascimiento meglio noto come Pelé. Il Santos e una modesta Alessandria si affrontarono in un’amichevole celebrativa per gli 800 anni della città. In uno stadio ovviamente stracolmo, i grigi si fecero onore incassando solo due gol, il primo dei quali segnato proprio da ‘O Rei’.
La luce torna nel ’74 con la risalita in Serie B con Dino Ballacci in panchina. Edy Reja, ospite d’eccezione, snocciola la formazione che lo vide centrocampista, “uno senza particolari doti tecniche ma molto utile tatticamente”, si autodefinisce l’ex mister di Napoli, Lazio e Atalanta.

La serata sta per concludersi, non prima però di aver dato la parola a colui che tra gioie e dolori dal 2013 ad oggi ha riportato l’Alessandria ai vertici di una categoria che inizia quasi a stare stretta. Il presidente Luca Di Masi, emozionato, legge alcune righe dedicate allo stadio in cui da tifoso è entrato per la prima volta nell’agosto del 2000 “in una scialba partita di Coppa Italia. Quando entro al ‘Mocca’ sento un profumo particolare. E’ come tornare da un lungo viaggio e vivere la sensazione di essere di nuovo a casa. Siamo tutti grigi, ogni giorno più fieri ed orgogliosi di esserlo”. Quindi il saluto del sindaco Gianfranco Cuttica – “la ristrutturazione del Moccagatta è stata come la restituzione alla città di un monumento, di un pezzo del passato e di storia” – infine l’omaggio a Giovanni Ferrari e Adolfo Baloncieri, ai quali d’ora in avanti saranno dedicati la ‘pitch view’ ed il settore ospiti.
Fuochi d’artificio in curva nord, giochi di luci e colori si innalzano nel cielo freddo e scuro. Lo spettacolo è finito. Da domani tocca ai giocatori, da troppo tempo in questo non si ha alcun motivo per fare festa.