Stop alle slots: polemica per la mancanza di una mappature delle distanze
Il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, si dichiara "orgoglioso per una legge così avanzata" e la Giunta ribadisce che non sono previste proroghe contro lo stop alle slots machine che non rispettano le distanze previste da un lungo elenco di luoghi sensibili. Ma chi fornisce il calcolo ufficiale di queste distanze?
Il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, si dichiara "orgoglioso per una legge così avanzata" e la Giunta ribadisce che non sono previste proroghe contro lo stop alle slots machine che non rispettano le distanze previste da un lungo elenco di luoghi sensibili. Ma chi fornisce il calcolo ufficiale di queste distanze?
ALESSANDRIA – A pochi giorni dall’entrata in vigore della legge regionale che impone il blocco delle slots machine nei locali che non distano almeno 500 metri (nella città con più di 5 mila abitanti) da un lungo elenco di luoghi sensibili, la polemica si muove su più fronti.
La gran parte dei commercianti ha effettivamente spento gli strumenti di gioco diventati non a norma, e in diversi casi sono stati direttamente le società che li gestiscono in remoto a imporre il blocco, almeno in attesa di un’eventuale proroga, che però, ribadisce la giunta regionale, non arriverà.
“Esprimo l’orgoglio che il Piemonte sia una delle prime Regioni ad aver approvato una legge netta, e mi auguro efficace, contro la ludopatia, terribile patologia che colpisce soprattutto le fasce più povere e indifese della popolazione. E che il Consiglio e la Giunta regionale abbiano espresso la volontà di avanzare unanimemente sulla via che essa ha tracciato”. Con queste parole il presidente della Giunta regionale Sergio Chiamparino ha aperto il proprio intervento, richiesto dalla Commissione Sanità, nella seduta pomeridiana dell’Assemblea regionale di martedì 21 novembre, dopo un chiarimento chiesto a livello regionale.

Intanto diversi commercianti lamentano la difficoltà a dover stimare da soli se il proprio locale dista o meno 500 metri da luoghi quali chiese, bancomat, centri sportivi, etc, senza che sia consegnata una mappa chiara dei locali divenuti non a norma. La legge ha concesso un “preavviso” ai commercianti di 18 mesi, ma sono pochi quelli che hanno effettivamente provveduto a dismettere progressivamente le macchinette, lavorando per affrancarsi da quelle entrate economiche, che per tanti erano diventate fondamentali per sostenere l’attività commerciale.

“Per venire incontro al mancato introito sarebbe bello che le Amministrazioni locali diano sgravi fiscali a chi dismette le slots machines. Lo avevamo già proposto mesi fa – spiegano dal coordinamento di Libera – e ci fu anche un impegno del precedente Consiglio comunale a proseguire la mappatura dei locali, ma poi la cosa è stata messa in stand by. Per ora non abbiamo avuto contatti al riguardo con la nuova Amministrazione ma saremmo lieti di riprendere il lavoro”.