Stop alle slots: polemica per la mancanza di una mappature delle distanze
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Marco Madonia - marco.madonia@alessandrianews.it  
24 Novembre 2017
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Stop alle slots: polemica per la mancanza di una mappature delle distanze

Il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, si dichiara "orgoglioso per una legge così avanzata" e la Giunta ribadisce che non sono previste proroghe contro lo stop alle slots machine che non rispettano le distanze previste da un lungo elenco di luoghi sensibili. Ma chi fornisce il calcolo ufficiale di queste distanze?

Il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, si dichiara "orgoglioso per una legge così avanzata" e la Giunta ribadisce che non sono previste proroghe contro lo stop alle slots machine che non rispettano le distanze previste da un lungo elenco di luoghi sensibili. Ma chi fornisce il calcolo ufficiale di queste distanze?

ALESSANDRIA – A pochi giorni dall’entrata in vigore della legge regionale che impone il blocco delle slots machine nei locali che non distano almeno 500 metri (nella città con più di 5 mila abitanti) da un lungo elenco di luoghi sensibili, la polemica si muove su più fronti. 

La gran parte dei commercianti ha effettivamente spento gli strumenti di gioco diventati non a norma, e in diversi casi sono stati direttamente le società che li gestiscono in remoto a imporre il blocco, almeno in attesa di un’eventuale proroga, che però, ribadisce la giunta regionale, non arriverà. 

“Esprimo l’orgoglio che il Piemonte sia una delle prime Regioni ad aver approvato una legge netta, e mi auguro efficace, contro la ludopatia, terribile patologia che colpisce soprattutto le fasce più povere e indifese della popolazione. E che il Consiglio e la Giunta regionale abbiano espresso la volontà di avanzare unanimemente sulla via che essa ha tracciato”. Con queste parole il presidente della Giunta regionale Sergio Chiamparino ha aperto il proprio intervento, richiesto dalla Commissione Sanità, nella seduta pomeridiana dell’Assemblea regionale di martedì 21 novembre, dopo un chiarimento chiesto a livello regionale. 

Nel suo intervento Chiamparino ha anche risposto a chi ventilava l’ipotesi che un tale provvedimento potesse costituire un danno erariale per lo Stato, che non incasserà le proprie percentuali sulle slots machine fermate dal provvedimento piemontese e a chi aveva riferito ci stesse ripensando: “Respingo nel modo più netto l’insinuazione di aver voluto fare un tentativo per modificare la legge e mi è sembrato un dovere di correttezza istituzionale informare la Presidenza del Consiglio regionale su quanto appreso in modo informale dal viceministro Baretta in merito all’eventuale approvazione, da parte del Parlamento, dell’articolo 90 della legge di stabilità”.

Intanto diversi commercianti lamentano la difficoltà a dover stimare da soli se il proprio locale dista o meno 500 metri da luoghi quali chiese, bancomat, centri sportivi, etc, senza che sia consegnata una mappa chiara dei locali divenuti non a norma. La legge ha concesso un “preavviso” ai commercianti di 18 mesi, ma sono pochi quelli che hanno effettivamente provveduto a dismettere progressivamente le macchinette, lavorando per affrancarsi da quelle entrate economiche, che per tanti erano diventate fondamentali per sostenere l’attività commerciale. 

Una possibile soluzione al problema della mappatura era stata offerta da Libera, l’associazione che si batte contro le mafie, che già con la precedente amministrazione aveva avviato un progetto di mappatura delle slots utilizzando un software opensource dedicato alla geolocalizzazione (Gis), insieme a un gruppetto di ragazzi impegnati con l’alternanza scuola lavoro.

“Per venire incontro al mancato introito sarebbe bello che le Amministrazioni locali diano sgravi fiscali a chi dismette le slots machines. Lo avevamo già proposto mesi fa – spiegano dal coordinamento di Libera – e ci fu anche un impegno del precedente Consiglio comunale a proseguire la mappatura dei locali, ma poi la cosa è stata messa in stand by. Per ora non abbiamo avuto contatti al riguardo con la nuova Amministrazione ma saremmo lieti di riprendere il lavoro”. 

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