Il teatro degli orrori. Il punto sulla convulsa settimana dei Grigi
"Il Teatro degli orrori di cui qui parliamo è quello messo in scena dai Grigi in tutta questa prima parte di stagione, e con particolare intensità nella settimana in corso"
"Il Teatro degli orrori di cui qui parliamo è quello messo in scena dai Grigi in tutta questa prima parte di stagione, e con particolare intensità nella settimana in corso"
MATERIA GRIGIA – No, di seguito non troverete una recensione musicale o un articolo dedicato al gruppo “alternative rock” guidato da Pierpaolo Capovilla. Il Teatro degli orrori di cui qui parliamo è quello messo in scena dai Grigi in tutta questa prima parte di stagione, e con particolare intensità nella settimana in corso.
Domenica una gara indecente, persa nettamente in casa contro la Viterbese ordinata e grintosa del neo allenatore Stefano Sottili, terzo tecnico in tre mesi per l’ambiziosa compagine del vulcanico presidente Pietro Camilli. Scesa in campo al Moccagatta piuttosto rimaneggiata e con importanti assenze in attaccato (Jefferson infortunato e Razzitti squalificato), la squadra laziale ha meritato i tre punti e dimostrato di valere il quarto posto in classifica, anche se a dodici lunghezze dalla lanciatissima e imbattuta capolista, il Livorno di Andrea Sottil. Ben ventiquattro, invece, – incredibile dictu – i punti che separano i labronici e i Grigi in caduta libera, al sedicesimo e quart’ultimo posto, con solo quattro punti in più del Prato, fanalino di coda. A conclusione della partita, con un passivo pesante ben poco addolcito dalla rete di Gonzalez e dai dieci minuti di forcing e bel gioco degli uomini di Stellini dopo il tre a zero siglato da Cenciarelli, forse un minimo spronati dai cori sacrosanti di rabbia e indignazione provenienti dalla Gradinata Nord, è esplosa un’inevitabile contestazione. Quella breve fiammata, così come la partita dominata contro l’Olbia solo un paio di giornate or sono, aumenta semmai il rammarico e il disappunto per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Netta e diffusa la sensazione che la squadra giocasse “contro”. Giocatori, con qualche rara eccezione (Sestu, ad esempio, tra i più combattivi), sempre anticipati dagli avversari, apatici, irritanti. Il presidente Di Masi aveva più volte detto di non avere alcuna intenzione di cambiare la guida tecnica, individuando proprio nell’atteggiamento della squadra la responsabilità maggiore per questi risultati disastrosi. Ma così non si poteva andare avanti, e il cambio della guida tecnica si è reso inevitabile.
Non prima, però, di aver assistito ad un piccolo psicodramma – un teatro dai toni un po’ cupi, appunto – al fischio finale del signor Gino Garofalo di Torre del Greco. Il pubblico inizia a defluire, e in tribuna si fa il vuoto intorno al DS Pasquale Sensibile, che sta lì, fermo, seduto, solo, a prendere insulti e a incassare improperi vari. Una scena fra la tragedia e la farsa… L’immagine è quella dell’eroe sconfitto che affronta in solitudine il destino cinico e baro. Ma di eroico, in questo caso, non c’è proprio nulla. Tutti ricordiamo le roboanti affermazioni di inizio stagione, e ognuno ha potuto vedere in questi mesi che cosa la squadra costruita in estate abbia realizzato. Inevitabile, dunque, un profondo rivolgimento, che ha travolto mister e direttore sportivo. Stellini e Sensibile hanno così concluso anzitempo la loro esperienza ad Alessandria, e ben pochi li rimpiangeranno…
