Alessandria come Parigi, Oslo e Hong Kong? La sfida del progetto “City tree”
L'assessore alla Smart City Kerima Fteita ci racconta il progetto "The City Tree" che potrebbe portare all'installazione di pannelli "viventi" ricoperti di muschi e licheni in alcune rotonde e piazze della città con l'obiettivo di catturare le polveri sottili e migliorare la qualità dell'aria, almeno a livello locale
L'assessore alla Smart City Kerima Fteita ci racconta il progetto "The City Tree" che potrebbe portare all'installazione di pannelli "viventi" ricoperti di muschi e licheni in alcune rotonde e piazze della città con l'obiettivo di catturare le polveri sottili e migliorare la qualità dell'aria, almeno a livello locale
ALESSANDRIA – Cos’hanno in comune Alessandria, Parigi, Desdra, Oslo e Hong Kong? Per ora quasi nulla, ma in un prossimo futuro potrebbero essere tutte città che ospitano pannelli di ultimissima generazione studiati per la pulizia dell’aria in ambito locale.
Stiamo parlando del progetto “The city tree”, già presentato dal sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco alcuni giorni fa e che oggi ci facciamo spiegare meglio dall’assesore alla Smart City Kerima Fteita, che ne è la prima sostenitrice.
“A volte bisogna avere delle visioni, non serve per forza essere grandi architetti” – ci spiega nel suo ufficio a Palazzo Rosso, dove la incontriamo.
“Il progetto mi è stato proposto da un’azienda tedesca (la Greencities soluzions ndr) e devo dire che mi è ha subito colpito: stiamo parlando di grandi pannelli ‘viventi’ che alcune città stanno già utilizzando. Non è detto che intraprenderemo questa strada ma il progetto è molto affascinante e vale la pena approfondirlo, anche in considerazione del fatto che potremmo godere dell’esperienza di queste realtà, che sono già in grado di fornire i primi dati sull’utilizzo di questa soluzione e le sue ricadute”.

Le unità da installare in città dovrebbero essere 6-8, dal costo ci circa 35-40 mila euro a pannello.

I sistemi sono già dotati di tutte le tecnologie per funzionare in maniera autosufficiente, compresi un’alimentazione a pannelli solari e un sistema di monitoraggio consultabile dai cittadini anche mediante un’app, in grado di restituire praticamente in tempo reale i benefici che i pannelli stanno garantendo. Un sistema interno d’irrigazione e di controllo delle piante consente di limitare al minimo gli interventi di manutenzione.
Ecco la mappa dei luoghi in cui i pannelli, indicativamente, potrebbero essere collocati (Qui l’immagine ingradita).
