Processo Neri-Martino, il Pm chiede 4 anni
Il Tribunale di Alessandria
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
9 Novembre 2017
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Processo Neri-Martino, il Pm chiede 4 anni

Il pubblico ministero chiede la condanna per il dirigente comunale Marco Neri e il progettista Luigi Martino a quattro anni di reclusione per peculato, per la passerella del Cristo progettata e mai realizzata. La difesa chiede l'assoluzione piena. Sentenza rinviata al 13 dicembre

Il pubblico ministero chiede la condanna per il dirigente comunale Marco Neri e il progettista Luigi Martino a quattro anni di reclusione per peculato, per la passerella del Cristo progettata e mai realizzata. La difesa chiede l'assoluzione piena. Sentenza rinviata al 13 dicembre

ALESSANDRIA – Il lavoro non fu portato a termine e, pertanto, non andava pagato per 160 mila euro. E’ quanto ha sostenuto in sintesi il pubblico ministero Silvia Saracino nel chiedere la condanna di quattro anni per Marco Neri, dirigente del comune di Alessandria, e Luigi Martino, ingegnere torinese, per il progetto della passerella ciclopedonabile di collegamento tra il quartiere Cristo e il resto della città. L’accusa per Neri e Marino è quella di peculato.
Ieri, davanti ai giudici, il pubblico ministero e la difesa hanno tenuto le requisitorie finali. Saracino ha sottolineato come non vi fosse coerenza tra “quanto fatto e quanto corrisposto”.

Il progetto, avviato nel 2006, non venne mai completato. Martino presentò quello preliminare e quello definitivo, ma non quello esecutivo. Per il lavoro svolto, aveva affermato il consulente di parte dell’accusa, la somma corrisposta poteva aggirarsi sui 25 mila euro, ossia il 40% circa della somma pattuita.
Di avviso contrario i legali della difesa, Luca Gastini per Neri e l’avvocato Cavalli per Martino.
Ben vero che il progetto esecutivo non fu mai presentato, ma perchè mancava lo studio idrogeologico, che avrebbe dovuto fornire il Comune, e perchè, nel frattempo, la giunta stralciò il progetto dal piano di opere pubbliche. “Casomai è il Comune ad essere stato inadempiente”, ha detto Cavalli.
Soprattutto, secondo la difesa, non vi è, e non è stata dimostrato, il dolo nel comportamento dei due imputati, ossia la volontà di commettere un reato. Inoltre, è stato ancora sottolineato, per quelle fatture Neri fu sottoposto ad un procedimento disciplinare durante il quale la commissione ritenne di non procedere contro il dirigente. Tanto che il Comune non si è presentato neppure come parte civile, ossia lesa, nel processo penale. I difensori hanno quindi chiesto l’assoluzione di Neri e Martino.
Il giudice ha fissato per il 13 dicembre l’udienza durante la quale dovrebbe arrivare la sentenza di condanna o assoluzione.

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