Troppo brutta per essere vera. Altra pesante sconfitta dell’Alessandria
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Giorgio Barberis - sport@alessandrianews.it  
25 Ottobre 2017
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Troppo brutta per essere vera. Altra pesante sconfitta dell’Alessandria

"Molti giocatori a disposizione di mister Stellini hanno carriere di tutto rispetto alle spalle, e l'organico è stato allestito con l'obiettivo della promozione in serie B. E allora che cosa sta succedendo?"

"Molti giocatori a disposizione di mister Stellini hanno carriere di tutto rispetto alle spalle, e l'organico è stato allestito con l'obiettivo della promozione in serie B. E allora che cosa sta succedendo?"

MATERIA GRIGIA – Continua il momento più che negativo dei Grigi, sconfitti nuovamente in casa da un’altra ambiziosa compagine toscana: dopo Livorno e Arezzo, questa volta è toccato al Pisa di Michele Pazienza, subentrato a Gautieri dopo gli altalenanti risultati delle ultime domeniche, dominare al Moccagatta. Un secco due a zero per i nerazzurri, che inchioda l’Alessandria al quindicesimo posto in classifica, con otto miseri punti (ben sedici in meno della capolista Robur Siena), in piena zona retrocessione.  

Una squadra troppo brutta per essere vera. Molti giocatori a disposizione di mister Stellini hanno carriere di tutto rispetto alle spalle, e l’organico è stato allestito con l’obiettivo della promozione in serie B. E allora che cosa sta succedendo? Se lo chiedono tutti, i giornalisti che affollano perplessi la Sala stampa a conclusione del match, i tifosi sconfortati e disillusi, e forse pure la dirigenza, disorientata dalla piega che sta prendendo questa stagione infelice. A fine gara è il direttore sportivo Pasquale Sensibile, tra i più contestati dal pubblico, a prendere la parola. Difficile trovare le motivazioni di questo ennesimo crollo. Il presidente Di Masi aveva chiesto in settimana più grinta e determinazione, minacciando provvedimenti in caso di mancata risposta (anche se non ci è ancora chiaro a cosa si riferisse in concreto). I giocatori dell’Alessandria hanno mostrato qualche timido cenno di reazione soltanto a inizio gara e per una parte del primo tempo, per poi sciogliersi completamente dopo il vantaggio di Alessandro De Vitis al 39′, e soprattutto dopo il raddoppio di Umberto Eusepi al settimo della ripresa. Ora, la punta laziale (classe 89) ha giocato senza dubbio un’ottima partita (come tutta la compagine pisana, invero, con una nota di merito per capitan Mannini), mettendo spesso in difficoltà la retroguardia grigia; ma non stiamo parlando di Messi, per cui è inaccettabile che tutta la difesa alessandrina sia stata ubriacata dai suoi dribbling che hanno portato alla seconda marcatura pisana. Bastava forse un intervento un po’ deciso, ma la grinta è mancata a tutti, e dalla tribuna abbiamo avuto la netta sensazione che la squadra di casa fosse troppo contratta, poco concentrata e talvolta proprio arrendevole. Inaccettabile a questo punto della stagione e con una classifica così penalizzante. 

Bisogna allora capire – dicevamo – le ragioni della disfatta, e soprattutto pensare a come uscire da questo tunnel oscuro. A fine gara, le parole di Sensibile (foto), apprezzabile nel voler metterci la faccia e nell’assumersi la responsabilità delle difficoltà del momento, comunque non aiutano a far luce. Il ds dice che la soluzione è nel lavoro. Il concetto resta però un po’ indeterminato, e non ci risulta che fino ad ora si sia scherzato… Le domande della stampa locale sono molte, ma il tono è sempre pacato. Si sa che non è bene sparare sulla croce rossa, e nemmeno su un corteo funebre… Però la delusione è enorme in tutto l’ambiente. Si sperava in una stagione da protagonisti, e ora invece ci si deve rassegnare a pensare anzitutto alla salvezza

Il Pisa, ora quarto a 19 punti, è una squadra tosta, con una bella tifoseria (circa 350 i supporter al seguito degli ospiti al Moccagatta, e alcune migliaia gli abbonanti in casa) e un buon organico. Lotterà al vertice fino alla fine. Domenica, invece, i Grigi andranno a Gorgonzola a far visita al Giana Erminio, compagine meno ambiziosa, ma comunque solida, e però anch’essa delusa dal balbettante inizio di stagione. Solo un punto divide le due squadre. Obbligatorio non perdere, e magari smuovere invece il modesto bottino di quattro reti accumulato in ben nove gare. Un attacco sterile, che non sa più trovare la via del gol (e il modulo schierato contro il Pisa non ha certo giovato, con il solo Bunino punta di ruolo e i deludenti Bellomo e Branca subito dietro, mai incisivi).

I 2700 spettatori sugli spalti del Moccagatta (con i lavori di ristrutturazione in fase di completamento e l’apertura del nuovo settore Pitch-view, ma con il Rettilineo ancora chiuso) meritavano qualche emozione in più rispetto ai due soli tiri verso la porta di Lazar Petkovic. Una serata piacevole di un autunno per ora mite, rovinata per il pubblico di casa da una delusione sportiva davvero cocente. La Gradinata Nord alterna nostalgia (ripetuti i cori dedicati a bomber Artico, campione e uomo di valore, rimasto nel cuore di tutti e in curva insieme agli Ultras), ironia (con la riproposta del celebre motivo dedicato a Bocalon, amaramente modificato – “Din Don, Din Don, intervengo da Alessandria, qui nessuno fa mai gol”…) e rabbia (“Fate ridere”, “Meritiamo di più”, “Questa squadra fa ca…e”), fino all’invito esplicito al Presidente: “Di Masi mandali via”! 

Almeno fino a gennaio, non si può. Non si sa bene a cosa fare appello in questo momento, ma tacitando a forza il pessimismo della ragione, proviamo a credere – con l’ottimismo della volontà – che il “lavoro” tanto invocato dia finalmente i suoi frutti, in modo che il pubblico alessandrino non debba più assistere a disfatte come quella di domenica, arrivando perfino a sottolineare con olé irriverenti l’insistito palleggio degli avversari. Almeno un po’ di grinta in campo. Per favore.

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