Processo Vandone: condizioni di salute peggiorate? Saranno sentiti ancora i periti
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
12 Ottobre 2017
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Processo Vandone: condizioni di salute peggiorate? Saranno sentiti ancora i periti

Dopo lo stralcio dal procedimento principale, che vede imputati l'ex sindaco Fabbio con il ragioniere capo Ravazzano, avrebbe dovuto iniziare il procedimento a carico di Luciano Vandone ma, per la difesa le condizioni di salute dell'ex assessore sono peggiorate e non è in grado di stare in giudizio. Chiamati nuovamente i due periti

Dopo lo stralcio dal procedimento principale, che vede imputati l'ex sindaco Fabbio con il ragioniere capo Ravazzano, avrebbe dovuto iniziare il procedimento a carico di Luciano Vandone ma, per la difesa le condizioni di salute dell'ex assessore sono peggiorate e non è in grado di stare in giudizio. Chiamati nuovamente i due periti

ALESSANDRIA – Si è riaperto, dopo un anno dall’ultima udienza, il processo che vede impuato l’ex assessorela bilancio del comune di Alessandria Luciano Vandone. L’iter, però, è ancora in forse. Secondo gli avvocati Marco Conti e Marco Panerai, infatti, “le condizioni di salute di Luciano Vandone sono peggiorate” e l’imputato, chiamato a rispondere di falso ideologico, truffa e abuso in atti di ufficio per il bilanci “taroccati” del comune di Alessandria del 2010, non sarebbe in grado di stare in giudizio.
La posizione dell’ex assessore al bilancio era stata stralciata dal procedimento che vedeva imputati anche l’ex sindaco Piercarlo Fabbio e il ragioniere capo Carlo Aberto Ravazzano (condannati in primo e secondo grado, in attesa della sentenza di Cassazione che potrebbe essere emessa il 19 ottobre) perchè Vandone era stato colpito da ictus.

Su richiesta delle difese erano state eseguite alcune perizie, che avevano dato e siti discordanti. Il perito del tribunale, nel settembre 2017, aveva alla fine stabilito come le lesioni subite non impedivano all’ex assessore di comprendere la situazione e di affrontare il processo, nonostante la riconosciuta difficoltà di concentrazione dell’imputato.
Ieri, alla ripresa del procedimento, gli avvocati hanno però depositatoi risultati di nuove analisi dalla quale emergerebbe come si sia ulteriormente compromessa la capacità mnemonica di Vandone e la capacità di concentrazione. Tesi sulla quale il pubblico ministero Riccardo Ghio, però, non concorda.
Il pm ha chiesto quindi di proseguire, sostenendo che alcuni parametri, come la memoria a breve termine, siano addirittura migliorati. L’esame e i test eseguiti dai medici, su richiesta degli avvocati, saranno quindi nuovamente valutati dai periti già nominati, quelli dell’accusa e quelli della difesa. Il collegio dei giudici, presieduto da Aldo Tirone, ha quindi convocato una nuova udienza, il 17 gennaio, durante la quale sarà valutata la situazione, con l’ausilio dei periti. Intanto ieri erano presenti anche i testimoni che avevano già reso dichiarazioni nel procedimento principale, prima dello “stralcio” ai quali è stato chiesto, in sostanza, di confermare quanto già dichiarato.
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