Testamento falso? Il pm chiede quattro anni per l’imputata
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
10 Ottobre 2017
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Testamento falso? Il pm chiede quattro anni per l’imputata

Il pubblico ministero chiede quattro anni di reclusione per la nipote nominata erede dell'anziano ricoverato in ospedale e 3 anni e mezzo per i coimputati, tra i quali in notaio che stese il testamento

Il pubblico ministero chiede quattro anni di reclusione per la nipote nominata erede dell'anziano ricoverato in ospedale e 3 anni e mezzo per i coimputati, tra i quali in notaio che stese il testamento

CRONACA – Riccardo Boccaccio non era in grado di firmare il testamento che nominava Giulia Borasi sua erede universale. E’ quanto ha sostenuto il pubblico ministero nella requisitoria finale al processo contro Borasi, il notaio totonese Vincenzo Esposito e i due testimoni Morena Balestra e Assuntino Baiardi. 
L’accusa ha chiesto di condannare gli imputati alla pena di quattro anni per Borasi e tre anni e mezzo per gli altri tre. 
Boccaccio, funzionario pubblico in servizio a Venezia, era tornato in provincia per trascorrere gli ultimi anni della sua vita. Fu ricoverato in nell’ultimo periodo in ospedale, dove morì nel giugno 2010. Poco prima aveva nominato con un testamento redatto dall’avvocato Esposito la nipote come unica erede. 
Altri parenti contestarono però la vedicità dell’atto, sostenendo che la firma apposta non era quella di Boccaccio. 
Da quel momento si è aperto il procedimento davanti al tribunale di Alessandria.
Fu fatta anche una perizia calligrafica ed una successiva integrazione, chiesta dai famigliari estromessi dall’eredità. A processo sono finiti anche i due testimoni alla stesura del testamento. 
Secondo il pubblico ministero l’anziano non era in grado di parlare né, tanomeno, di firmare. 
Il giudice, sentite le parti, si esprimerà a breve in merito. 
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Tino Goglino, Massimo Bianchi, Cesare Zaccone e Giuseppe Cormaio. 
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