Giunta e Movimento per la Casa: ‘prove di dialogo’ su sfratti e case popolari
In coda alla manifestazione avvenuta venerdì 6 ottobre si è tenuto un lungo incontro fra il sindaco Cuttica, l'assessore Straneo e una delegazione del Movimento per la Casa. Sul tavolo le proposte avanzate da questi ultimi in tema di "sanatoria" sulle occupazioni e diritto all'abitare: "E' stato aperto un canale"
In coda alla manifestazione avvenuta venerdì 6 ottobre si è tenuto un lungo incontro fra il sindaco Cuttica, l'assessore Straneo e una delegazione del Movimento per la Casa. Sul tavolo le proposte avanzate da questi ultimi in tema di "sanatoria" sulle occupazioni e diritto all'abitare: "E' stato aperto un canale"
ALESSANDRIA – “Venerdì 6 ottobre, dopo tanti anni di muro contro muro, si è riaperto un tavolo di confronto fra il Movimento per la Casa e l’amministrazione comunale. Dopo anni di colpevole indifferenza da parte della precedente giunta a guida PD, il Movimento per la Casa ha cercato ed ottenuto un incontro con l’amministrazione comunale che ha portato all’apertura di una nuova interlocuzione sul problema abitativo. Interlocuzione che pare avere i necessari requisiti di serietà”.
Si apre così il Comunicato diramato dal Movimento della Casa a seguito dell’incontro avvenuto venerdì mattina e durato circa un’ora, fra il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, l’assessore Silvia Straneo e una delegazione del Movimento. A differenza di qualche anno fa infatti (era il 2014), quando i ragazzi del Laboratorio Sociale “invasero” Palazzo Rosso, ieri l’atteggiamento dei manifestanti è stato differente: presenti alcune decine di persone alla manifestazione, perlopiù famiglie in difficoltà, a salire al piano nobile di Palazzo Rosso per portare le istanze del Movimento sono stati in due, rispettosi dei tempi e dei modi dettati dall’amministrazione per l’incontro.
In cambio hanno ricevuto da parte della Giunta un’accoglienza fatta di ascolto e volontà di mediazione, con la possibilità di entrare nel merito delle 5 proposte avanzate dal Movimento alcuni giorni fa.
Reciproca soddisfazione è stata espressa alla fine dell’incontro. Il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco e l’assessore Silvia Straneo hanno invitato il Movimento a prendere parte al tavolo di coordinamento sull’emergenza abitativa e a collaborare attivamente per segnalare con tempestività, e seguendo i canali istituzionali, i casi di diffocoltà familiari con cui vengono in contatto, così da tentare strade di supporto economico e di ricerca di soluzioni preventive alla “crisi” che sopraggiunge nel momento dello sfratto, quando poi è più difficile intervenire.

L’impegno comune è stato quello di affrontare il problema degli sfratti individuando situazioni alternative alle occupazioni abusive, consentendo così ai piccoli proprietari di rientrare in possesso dei propri alloggi, spesso fonte insostituibile di rendita.
Ecco, in concreto, alcuni dei temi trattati durante l’incontro:
Per prima cosa l’impegno a creare una squadra di esperti che si occupi di studiare il percorso migliore per trovare una soluzione alle occupazioni storiche presenti in Alessandria: le palazzine di via Brodolini, proprietà del demanio e quelle corso Acqui, la cui proprietà è della provincia. In particolare la richiesta del Movimento è quella che il Comune riesca a ottenere gli stabili dagli altri Enti così da poter applicare sugli stessi una sorta di sanatoria che regolarizzi chi vi sta abitando, dopo aver occupato come alternativa al vivere in strada e aver lavorato per risistemare gli alloggi, vuoti e semi abbandonati da tempo.

Le parti hanno convenuto di rivedersi a inizio novembre per entrare nello specifico delle soluzioni di cui si è iniziato a discutere nel corso della mattinata del 6 ottobre.
“Se ci fosse qualcuno che vede in questo incontro delle contraddizioni si sbaglia di grosso – è la sottolineatura finale del Movimento – Le contraddizioni stavano laddove non veniva data la possibilità di un dialogo, di un’interlocuzione, nell’intenzione di non porsi nemmeno il problema di centinaia di persone costrette a vite non degne di essere definite tali, nella negazione di qualsiasi canale di dialogo. Le prossime tappe si costruiranno con impegno e ragionamento, col dialogo e il confronto, rimanendo consci e determinati che nessuno deve rimanere senza una casa in cui vivere e coltivare i suoi bi-sogni”.