Emergenza Casa, svolta della Lega: “prima gli italiani”. Intanto si riducono le occupazioni
Giovedì 5 ottobre prevista una conferenza stampa della Lega Nord per annunciare una revisione dei criteri per l'assegnazione di case popolari, atti a favorire chi risiede da più tempo in città. Intanto l'Atc fa il punto della situazione: migliora, ma mancano fondi per le manutenzioni
Giovedì 5 ottobre prevista una conferenza stampa della Lega Nord per annunciare una revisione dei criteri per l'assegnazione di case popolari, atti a favorire chi risiede da più tempo in città. Intanto l'Atc fa il punto della situazione: migliora, ma mancano fondi per le manutenzioni
ALESSANDRIA – Il Movimento per la Casa ha annunciato una manifestazione sotto Palazzo Rosso in programma venerdì 6 ottobre alle ore 10 con l’intento di aprire un dialogo con la nuova amministrazione sulla base di 5 proposte dedicate al tema del diritto all’abitare.
Intanto la Lega Nord si muove e per oggi, giovedì 5 ottobre, ha previato una conferenza stampa con l’intento di annunciare misure a sostegno degli italiani e di chi da più tempo soggiorna in città per favorirne l’accesso alle case popolari, attribuendo loro punteggi più alti nelle graduatorie di assegnazione delle abitazioni Atc, come già annunciato durante il confronto pubblico con la cittadinanza avvenuto qualche settimana fa presso la sede di Cultura e Sviluppo.
Secondo Marco Santi (nella foto a destra), vicepresindente dell’Agenzia Territoriale per la Casa Piemonte Sud, ci sono già stati nell’ultimo anno netti miglioramenti della situazione rispetto al passato: “l’eventuale cambiamento dei criteri di assegnazione degli alloggi è una decisione che spetta all’amministrazione comunale e il compito dell’Atc è solo quello di prenderne atto e applicare le eventuali nuove disposizioni. Quello che però possiamo dire è che il trend in questi ultimi anni è positivo: siamo passati da circa 150 alloggi occupati abusivamente e una cinquantina. Via via che sono stati liberati degli appartamenti si è preceduto ad assegnarli in tempi brevi a chi ne aveva diritto, salvo i casi in cui le occupazioni avevano purtroppo arrecato gravi danni agli ambienti, e in quel caso si è proceduto ad avviare i necessari lavori di ripristino”.

I problemi maggiori, secondo il vicepresidente Atc, riguardano i lavori di manutenzione degli stabili e i tanti crediti che l’agenzia territoriale ha sul territorio.
“Se avessimo più fondi per i piccoli interventi di ripristino degli alloggi potremmo assegnarli più rapidamente, scongiurando anche il rischio che gli stessi vengano nuovamente occupati nell’attesa che si possano insediare i legittimi inquilini. Purtroppo Atc sconta il problema dei tanti crediti non ancora riscossi: ci sono Comuni ancora molto indietro con le quote, la Regione ci deve erogare cifre importanti ormai da tempo ed esiste anche il problema degli inquilini morosi. Vi sono gli incolpevoli ma ci sono anche diversi casi di chi se ne approfitta e non paga, quando invece potrebbe farlo”.
Infine, Santi condivide anche una riflessione su chi decide di occupare e poi interviene sugli alloggi, con interventi “migliorativi” ma non autorizzati: “chi occupa compie un atto illegale, e anche se interviene su pannelli elettrici o sull’impiantistica lo fa senza rispettare le norme di sicurezza. Non viene compiuto un miglioramento degli alloggi in quel caso, come sostenuto da chi ‘difende’ certe occupazioni, ma ne riceviamo comunque un danno perché qualsiasi impianto modificato in questo modo andrà comunque rifatto da chi ha le certificazioni necessarie. Per noi resta un costo”.