Cuttica: “l’obiettivo è far pagare ai cittadini solo l’indifferenziato”. Intanto Aral riparte
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Cuttica: “l’obiettivo è far pagare ai cittadini solo l’indifferenziato”. Intanto Aral riparte

Aral sta svuotando i propri capannoni dai rifiuti rimasti bloccati dopo lo scandalo che l'ha travolta e ha ripreso a ricevere conferimenti da Genova. Il sindaco intanto sogna un ritorno del porta a porta spinto, e per l'ennesima volta il sistema di raccolta potrebbe cambiare (anche perché i bidoni attuali non vanno bene)

Aral sta svuotando i propri capannoni dai rifiuti rimasti bloccati dopo lo scandalo che l'ha travolta e ha ripreso a ricevere conferimenti da Genova. Il sindaco intanto sogna un ritorno del porta a porta spinto, e per l'ennesima volta il sistema di raccolta potrebbe cambiare (anche perché i bidoni attuali non vanno bene)

ALESSANDRIA – Grazie alla gestione “di garanzia” dell’amministratore unico Giacchetti, già ex prefetto di Trieste, Aral ha evitato il fallimento per un soffio e sta lentamente tornando alla normalità, superando il blocco imposto temporaneamente dalla provincia dei conferimenti esterni, fonte però imprescindibile di entrata economica. Una buona notizia per la filiera dei rifiuti alessandrini che consente di aprire il ragionamento a scenari più ampi guardando al futuro. 

In attesa che il procedimento penale in corso chiarisca le responsabilità per il conferimento non autorizzato di rifiuti, l’obiettivo dell’azienda è quello di liberare i propri capannoni (alcuni dei quali sono stati autorizzati, altri no ma riempiti in ogni caso) dai rifiuti rimasti lì, operazione che si sta compiendo grazie all’invio al termovalizzatore di Torino. “Intanto Genova riprende progressivamente a conferire i propri rifiuti ad Aral, con relativo pagamento, un nodo fondamentale per ridare liquidità all’azienda e consentirle di sopravvivere” – come annunciato dall’assessore Paolo Borasio durante l’incontro pubblico organizzato dall’associazione Cultura e Sviluppo qualche giorno fa e ribadito durante l’ultimo consiglio comunale.

Sul tema dei rifiuti è intervenuto anche il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, il quale ha illustrato quello che per ora resta “un sogno”, un obiettivo ma senza la certezza che si possa effettivamente realizzare. In ogni caso, la direzione indicata dal primo cittadino è chiara: “vedo per Alessandria un ritorno del porta a porta spinto, con un sistema in cui gli abitanti dovrebbero pagare solamente la quota di indifferenziato che producono. Il resto, opportunamente diviso e raccolto, potrebbe essere valorizzato rivendendolo come differenziato di qualità, contribuendo così ad abbassare le quote di costo del servizio”. 
Il progetto è ambizioso, ma diversi comuni in Italia si stanno orientando verso questa soluzione.

Lo scenario che potrebbe emergere è quindi quello di discariche votate a guadagnare ricevendo rifiuti da fuori provincia mentre Alessandria mirerebbe a ridurre il più possibile la parte di indifferenziato da conferire, “una scelta capace di coniugare una politica attenta all’ambiente con un interesse economico e l’obiettivo di dare ai cittadini un servizio migliore, facendo però pagare meno chi si dimostrerà più virtuoso”. Per ora di concreto c’è solamente l’invito di Cuttica ad Amag Ambiente per compiere insieme un ragionamento progettuale sul tema. 

Per Alessandria sarebbe l’ennesimo cambio di rotta nel sistema di raccolta, ed è facile immaginare che comporterebbe una nuova serie di investimenti economici necessari, storia che si ripete ormai ad ogni cambio di amministrazione. “La prima sperimentazione della raccolta differenziata partì all’epoca del sindaco Scagni – ricorda Cuttica – con aspetti positivi e negativi”.

Da allora il capoluogo ha sperimentato un po’ di tutto: dai bidoni interrati in alcuni luoghi della città, sistema presto abbandonato e investimento completamente buttato, fino all’acquisto di una serie di bidoni nuovi, che però presentano alcuni inconvenienti: “in città il numero di cassonetti è insufficiente – spiega Cuttica – ma la disponibilità che ha l’ente per ora è solo quella di bidoni con le feritoie strette, dove alcuni sacchi di immondizia portati dai cittadini fanno fatica a passare. Il risultato è che la gente li lascia spesso fuori, con evidenti problemi di igiene e di decoro. Su questo va detto che persiste un certo grado di inciviltà, su cui bisognerà ragionare perché se certi atteggiamenti non cambiano è praticamente impossibile intervenire”. 

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