Consiglio comunale: approvato il bilancio consolidato. Si va verso la cessione della Centrale del Latte
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Marco Madonia - marco.madonia@alessandrianews.it  
29 Settembre 2017
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Consiglio comunale: approvato il bilancio consolidato. Si va verso la cessione della Centrale del Latte

Per il primo anno il Comune è stato chiamato a votare il bilancio consolidato e una ricognizione delle partecipate, fotografia dello stato "di salute" dell'Ente. La Giunta, a malincuore, annuncia la necessità di cedere le quote della Centrale del Latte, come previsto dalla legge Madia, avendo bilanci in rosso ormai da 3 anni consecutivi

Per il primo anno il Comune è stato chiamato a votare il bilancio consolidato e una ricognizione delle partecipate, fotografia dello stato "di salute" dell'Ente. La Giunta, a malincuore, annuncia la necessità di cedere le quote della Centrale del Latte, come previsto dalla legge Madia, avendo bilanci in rosso ormai da 3 anni consecutivi

ALESSANDRIA – Il bilancio consolidato del nostro capoluogo, votato giovedì 28 settembre in Consiglio Comunale, racconta di una città che ha un attivo di circa 5,5 milioni di euro, differenza fra i 227 milioni circa di entrate e i 221 milioni di uscite, cifre che indicano il valore del “gruppo comune” verso l’esterno, cioè epurato delle varie partite contabili “intracomunali”, per esempio per debiti o crediti fra partecipate. 

L’obiettivo dell’approvazione del bilancio consolidato è stato dunque raggiunto, pur sul filo di lana (il limite per farlo era fissato al 30 settembre), “grazie al grande lavoro di tutti gli uffici che hanno faticato non poco a ottenere a bilanci civilistici di tutte le realtà partecipate dal Comune”, come ricordato dall’assessore Cinzia Lumiera.

Fra i compiti dell’amministrazione c’è anche quello, introdotto dalla Legge Madia, di eseguire una ricognizione ed un’eventuale razionalizzazione di tutte le realtà partecipate del Comune, documento anch’esso presentato e approvato durante la seduta del Consiglio di giovedì sera. 

Il Comune di Alessandria allo stato attuale possiede 10 società a partecipazione diretta e 8 a partecipazione indiretta. 

SOCIETA’ A PARTECIPAZIONE DIRETTA

SOCIETA’ A PARTECIPAZIONE INDIRETTA

Fra questa società partecipate alcune sono in liquidazione da tempo (come Svial e Valorial), con bilanci ormai “fermi” al 2012 e situazioni debitorie importanti. Nel complesso però la ricognizione si è conclusa positivamente, senza che Palazzo Rosso abbia per ora scelto di applicare particolari correttivi all’operato delle società, con una sola eccezione.     

A “fare le spese” del decreto Madia, che impone rigidi vincoli a cui ogni amministrazione comunale deve attenersi per gestire le proprie partecipate, vi è quello di dismittere le quote di società non strategiche per il Comune che per più anni consecutivi dovessero riportare bilanci in perdita. Ad Alessandria è il caso della Centrale del Latte, che chiude da tre anni i propri bilanci in rosso (con perdite intorno ai 150 mila euro per anno, a fronte però di un fatturato complessivo di circa 27 milioni di euro). 

Proprio sulla necessità di dismettere le quote della Centrale del Latte si è accesa la discussione, con la Giunta chiamata a rispondere sulla decisione da parte degli stessi membri della maggioranza, che da un lato hanno a più riprese insinuato che i bilanci potrebbero essere stati mantenuti in rosso appositamente per facilitare eventuali operazioni di mercato, e dall’altra di come ci si dovrebbe opporre alla normativa nazionale, combattendo per mantenere le quote nella Centrale, come simbolo di presidio del territorio e volontà di supportare un settore, quello dell’allevamento e della produzione di latte, importante per il Comune. 

“La norma al momento è però questa – ha ribadito l’assessore alle partecipate Davide Buzzi Langhi  (nella foto) – e si tratta di una decisione tecnica imposta dalle leggi nazionali, non certo di una scelta politica. Se ci saranno i margini per comportarci diversamente lo faremo, in caso contrario la dismissione delle quote è l’unica via”. Accolta invece la proposta di organizzare audizioni dei vertici delle società partecipate, Centrale del Latte compresa, per fare il punto sulle diverse realtà, in attesa, nel tempo, di “poter cambiare gli amministratori che non dovessero soddisfare la Giunta, così da essere pientamente responsabili su quanto accade”. 

Il documento conclusivo di razionalizzazione è stato approvato con i voti favorevoli della maggioranza, mentre la minoranza di centro sinistra, dopo aver votato a favore in Commissione, ha scelto di astenersi: “siamo stati messi in difficoltà dalla presentazione del documento fatta dall’assessore – hanno spiegato dalla minoranza – perché i documenti dicono che non sono stati adottati sostanziali correttivi all’impianto messo in piedi dalla precedente giunta e alla gestione che è stata fatta dalle partecipate, segnale della bontà del lavoro che abbiamo svolto. Essendoci continuità saremmo lieti di votare a favore, ma se nei fatti l’amministrazione ci dà ragione, a parole ci accusa di aver mal governato, e non possiamo ignorare questo aspetto”. 

Da parte della Giunta la replica è invece che “ci siamo adeguati alla situazione che abbiamo trovato, ma in futuro sono molti gli aspetti che desideriamo cambiare e che non saranno in continuità con quanto svolto dalla precedente amministrazione, che non ha fatto nulla per risolvere le questioni legate a Svial e Valorial, ha portato alla dismissione della maggioranza delle quote legate alla società di trasporto pubblico e ha lasciato Aral nella situazione che tutti conosciamo, giusto per citare le realtà più problematiche. Inoltre sono stati lasciati al proprio posto anche amministratori di società, come la Centrale del Latte, che con un piccolo sforzo, vista la mole del fatturato, avrebbero potuto chiudere in attivo”. 

Contrari al documento si sono invece espressi i rappresentanti del Movimento 5 Stelle: “perché nel 2011 i cittadini si sono espressi, mediante un referendum nazionale, per avere garantita la gestione pubblica dell’acqua. Avremmo pertanto voluto che ‘Amag Reti Idriche’ venisse scorporata dal gruppo Amag (che ha partecipazioni anche di soci privati) in modo da farne una società completamente in house. Siamo inoltre per cedere le quote Telenergia che si occupa di teleriscaldamento e finisce per fare concorrenza interna ad Alegas”. 

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