Le acque del Bormida avvelenate come in Veneto? Le ultime analisi dicono di no
L'allarme per la presenza di Pfas scoppiato in Veneto riguarderebbe, secondo il Cnr anche il fiume Bormida. Arpa eseguì controlli nel 2016 che diedero esito negativo, ma l'attenzione resta
L'allarme per la presenza di Pfas scoppiato in Veneto riguarderebbe, secondo il Cnr anche il fiume Bormida. Arpa eseguì controlli nel 2016 che diedero esito negativo, ma l'attenzione resta
CRONACA – Secondo uno studio del Cnr, Centro nazionale di ricerca , del 2013 anche il Piemonte, e in particolare all’area del fiume Bormida, è a rischio per l’inquinamento da Pfas nelle acque.Arpa, tuttavia, ha inserito già da tempo la ricerca delle sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas, appunto) nel protocollo dei monitoraggi sulle acque del Bormida.
Si tratta di “composti chimici di sintesi utilizzati in molteplici applicazioni industriali e in prodotti di largo consumo Sono usati principalmente per rendere resistenti ai grassi e all’acqua diversi materiali, quali tessuti, tappeti, carta, rivestimenti di contenitori per alimenti, nonché come emulsionanti e tensioattivi in prodotti per la pulizia, insetticidi, schiume anti-incendio, vernici. Questi composti – spiega Alberto Maffiotti, direttore di Arpa Alessandria – sono considerati altamente persistenti nell’ambiente, con una rilevante capacità di diffusione nell’ambiente idrico”.
Ad usarli sono le aziende del polo chimico. “Nel 2011- 2012 aderendo ad una richiesta di collaborazione del Cnr, i tecnici del Dipartimento di Alessandria di Arpa hanno eseguito una serie di campionamenti delle acque superficiali del fiume Bormida, della falda superficiale e profonda dell’area a valle del polo chimico di Spinetta Marengo che, all’epoca, utilizzava composti fluoro alchilici tra cui il Pfoa,composto sostituito negli ultimi anni con altro componente di sintesi”.

Vennero quindi eseguiti nuovi campionamenti, “che hanno interessato anche i pozzi dell’acquedotto di Alessandria che, posto a monte idraulico dello stabilimento”, senza però riscontrare la presenza di Pfas.
Le ultime analisi risalgono al 2016 e sono state eseguite su richiesta del comune di Alessandria. Anche in questo caso, “non hanno trovato questi composti del fluoro al di sopra del limite di rilevabilità analitico”, sia in superficie, sia in falda.
L’attenzione, tuttavia, resta alta. “Attualmente – conclude il direttore Arpa – la ricerca di queste sostanze è stata inserita nel set analitico delle acque di falda afferenti alla rete regionale di monitoraggio delle acque”.