In ricordo di Luigina Braggio
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Patrizia Nosengo - redazione@alessandrianews.it  
5 Settembre 2017
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In ricordo di Luigina Braggio

Patrizia Nosengo ricorda l'insegnante, amata e stimata in città, mancata dopo una malattia

Patrizia Nosengo ricorda l'insegnante, amata e stimata in città, mancata dopo una malattia

E’ mancata, dopo una lunga e dolorosa malattia, la professoressa Luigina Braggio, già docente di Filosofia e Storia presso i licei scientifici di Tortona e di Alessandria; e la sua morte è parsa a chi l’ha conosciuta ancor più ingiusta e crudele di quanto appaia solitamente la morte delle persone che frequentiamo.

Era una bella persona Luigina, o, come la chiamavano i più intimi, Ginetta: dolce, profondamente buona, di una perenne e infrangibile gentilezza d’animo e sempre disponibile ad aiutare, nei piccoli e nei grandi gesti, chi la circondava. Ed era schiva, aliena da ogni esibizione di sé, quasi come se chiedesse scusa al mondo di esistere; e sempre disposta a cedere il passo alle altrui esigenze, a cercare l’incontro anziché lo scontro, a trovare mediazioni, a muoversi con lieve e costante garbo e con silente generosità ai margini delle vite degli altri. Aveva idee salde e valori radicati, ma non imponeva mai ad alcuno la sua visione del mondo e alle parole preferiva l’agire silenzioso e ritroso di chi compie con indefettibile minuziosità il proprio dovere e persegue il bene, senza attendersi riconoscimenti e senza ostentare la propria virtù. Era fin da ragazza una donna giusta, ma temperava sempre la giustizia con la compassione; e, severa e rigorosa con se stessa, verso gli altri era sempre indulgente e comprensiva.

Nella vita privata si era presa cura per molti anni della madre malata, sempre di buon grado e con inesausta serenità, senza mai lamentarsi della fatica delle incombenze cui doveva far fronte e presentando anzi il dovere filiale come semplice, naturale, spontanea scelta di vita. Nella sua pluridecennale vita di insegnante, in diversi ordini di scuola e come maestra di pianoforte, aveva sempre saputo proporsi tacitamente e inconsapevolmente come modello virtuoso e trasmettere il suo sapere e i suoi tanti talenti con l’amabile dolcezza e l’infinita pazienza che trapelavano dal suo volto sempre sorridente.
Ed è il suo sorriso ciò che credo oggi molti ricorderanno: il sorriso gentile, affabile e po’ malinconico, con cui l’ho conosciuta quand’era poco più che ventenne, una bella ragazza minuta, dai lunghi capelli mossi e chiari racchiusi in una coda, affranta dal dolore per la morte prematura dell’amatissimo padre; il sorriso accogliente e gentile che rivolgeva ai suoi allievi a scuola; il sorriso affettuoso di quando parlava della sua famiglia; il sorriso coraggioso, silente e pudico, che aveva ancora durante la sua terribile malattia.
In questo giorno, in cui tanti sono rimasti costernati dalla sua morte, valgono certamente soprattutto per lei le parole del poeta: e tu terra non esserle pesante; ella non lo fu per te.

Per tutti coloro che l’hanno conosciuta, il rosario si terrà questa sera, martedì 5 settembre, alle 19 presso la chiesa San Paolo, del Villaggio Europa (in via De Gasperi) e il funerale sarà celebrato nella stessa chiesa mercoledì mattina alle ore 10.

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