Cuttica alla festa islamica del Sacrificio: “io, sindaco di tutti”. Ma una parte della base leghista s’indigna
Il primo cittadino spiega le ragioni che lo hanno spinto a recarsi, insieme all'assessore Cherima Fteita, alla Festa organizzata dalla comunità musulmana per la Festa del Sacrificio, occasione rituale sempre "disertata" gli anni passati da Rita Rossa. Tanti sostenitori della Lega lo accusano d'incoerenza, mentre il Pd loda il gesto, ma...
Il primo cittadino spiega le ragioni che lo hanno spinto a recarsi, insieme all'assessore Cherima Fteita, alla Festa organizzata dalla comunità musulmana per la Festa del Sacrificio, occasione rituale sempre "disertata" gli anni passati da Rita Rossa. Tanti sostenitori della Lega lo accusano d'incoerenza, mentre il Pd loda il gesto, ma...
ALESSANDRIA – “Spiace vedere come l’adempimento dei doveri di sindaco venga preso per incoerenza, specie se chi confonde le cose è in malafede e strumentalizza un comportamento che, fin dal principio, voleva essere all’insegna della trasparenza”.
Gianfranco Cuttica di Revigliasco, primo cittadino di Alessandria, commenta così le polemiche e le accuse scaturite all’indomani della sua comparsa alla Festa del Sacrificio, quando si è recato al campo sportivo Cattaneo dove circa 500 praticanti di fede islamica si erano ritrovati per celebrare una delle più importanti feste dell’anno islamico.
“Insisto in particolar modo sulla trasparenza – spiega Cuttica – perché è di questo che si tratta: la comunità cittadina musulmana ha chiesto, per iscritto, l’autorizzazione a poter svolgere l’evento in un’area che era stata loro assegnata dal proprietario della struttura e io, sempre per iscritto, ho concesso loro questa autorizzazione, nel pieno rispetto delle leggi vigenti. La mia risposta, però, conteneva anche due pagine di prescrizioni che prevedevano, tra l’altro, il divieto assoluto di macellare animali”.
“Mi sono presentato all’evento – prosegue – proprio per verificare che tutte le prescrizioni venissero rispettate. Con me, l’assessore Cherima Fteita Firial, a capo scoperto, nel pieno rispetto di quella che è la tradizione occidentale. Siamo rimasti una decina di minuti, abbiamo ricevuto un’accoglienza cordiale, seppur sorpresa (tanto che l’imam ha interrotto la preghieri per accoglierli ndr), e il saluto è stato un momento in cui ho ribadito la libertà di culto e l’importanza del rispetto delle tradizioni di chi ospita. Insomma, quella orchestrata da chi ci attacca, oggi, è una strumentalizzazione bella e buona: sono il sindaco di un’intera città, e come tale rispondo a tutti i cittadini, ma questo non significa che pecchi di incoerenza. Quello che molti hanno confuso con un “omaggio” è semplicemente l’adempimento del proprio dovere di sindaco e la mia comparsa alla Festa del Sacrificio non scalfisce minimamente le mie idee. Come è sempre stato, prima l’Italia, prima gli italiani e un categorico rifiuto dello ius soli”.
Diversi sostenitori della maggioranza e militanti della Lega Nord in particolare in queste ore si sono in realtà indignati animando Facebook con commenti infuriati nei confronti del sindaco, accusato di essere andato perfino oltre a quanto fatto da Rita Rossa nel corso della precedente amministrazione, che mai partecipò alla festa, come presa di posizione contro le uccisioni rituali di animali (senza che questi vengano precedentemente storditi), come previsto dalla tradizione, ma giudicato un gesto insensibile e da stigmatizzare.

Possiamo anche cogliere favorevolmente l’apertura dimostrata dal Sindaco, ma come non vedere alcune contraddizioni di fondo, determinate dai pensieri esplicitati prima della sua entrata in carica e in particolare durante la campagna elettorale, dove lo slogan “ meno immigrati” tappezzava la città.
Non possiamo dimenticare i post del rappresentante in Consiglio Comunale della Lega, Roberto Sarti, che per 5 anni si è accanito contro la la cultura e la religione musulmana, contro la presenza di immigrati, invocando “pulizia”, pubblicando sui social foto di alcuni extracomunitari seduti sulle panchine di Piazza Santa Maria di Castello, alimentando il rancore verso chi non ha la pelle del nostro colore.
Non possiamo dimenticare le numerose visite effettuate da Salvini a sostegno dell’attuale Sindaco, Gianfranco Cuttica, che a nome della Lega Nord, dei suoi rappresentanti nelle Istituzioni e dei propri iscritti e simpatizzanti, sottolineava l’eccessiva presenza di migranti nella nostra città, oltre a ritenere dannose le caratteristiche della cultura islamica per le nostre radici cristiane.
E lo stesso Cuttica che nei diversi “faccia a faccia” succedutisi durante la corsa a Sindaco, ha sempre fatto riferimento alla necessità di “ripulire la città” e di prendere provvedimenti restrittivi verso le comunità non italiane
Indimenticabili i numerosi commenti negativi rispetto alla cerimonia che si è svolta a fine Ramadan presso il Centro d’Incontro Galimberti strumentalizzando quell’evento che si è svolto proprio la mattina del ballottaggio come un’iniziativa negativa dell’allora in carica Giunta Rossa.
Non dimentichiamo nemmeno tutti gli lo slogan “prima gli italiani, comparsi in questi anni in tutti gli ambiti, dai social al Consiglio Comunale o addirittura il più recente “meno #buonismo più #manganello” dell’attuale Vice Sindaco.
Ebbene, ormai da Sindaco, Gianfranco Cuttica, si definisce opportunamente il Sindaco di tutte le Comunità che vivono la nostra città e invita al rispetto reciproco fra le diverse culture e religioni.
Questo è positivo, però perché sia autentico, il Sindaco dovrebbe ripudiare tutti gli atteggiamenti discriminatori e intolleranti e invitare a considerare quelle Comunità davvero come alessandrine, come lui stesso ha dichiarato durante la manifestazione.
Sorge quindi naturale una domanda: come intende questo Sindaco e la sua Amministrazione coniugare i principi ispiratori del suo Partito, le promesse fatte in campagna elettorale ai propri elettori in materia di immigrazione, con la necessità di rappresentare e governare dal punto di vista amministrativo tutte le Comunità presenti, compresa quelle dei migranti e dei Musulmani?
Da ultimo, e abbiamo sempre interpretato correttamente questo pensiero non partecipando a queste manifestazioni legate ai riti sacrificali , rispettare le altrui tradizioni non significa condividerne le modalità.