Camperio ai dipendenti: “La Borsalino resta ad Alessandria”
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Camperio ai dipendenti: “La Borsalino resta ad Alessandria”

Durante l'assemblea sindacale convocata di fretta, ieri mattina, nella sede della storica azienda l'imprenditore italo-svizzero ha ribadito che il business plan di Haeres Equita Srl “non prevede alcuno spostamento dello stabilimento produttivo”

Durante l'assemblea sindacale convocata di fretta, ieri mattina, nella sede della storica azienda l'imprenditore italo-svizzero ha ribadito che il business plan di Haeres Equita Srl “non prevede alcuno spostamento dello stabilimento produttivo”

ECONOMIA – Assemblea sindacale convocata di fretta, ieri mattina, nella sede della Borsalino, nella zona industriale D5 di Spinetta. Ed è stato direttamente Philippe Camperio a partecipare per spiegare, rassicurare, aggiornare i dipendenti (oltre un centinaio) che lavorano per lo storico marchio di cappelli. “Quelle che abbiamo ascoltato – racconta Elio Bricola della Uil – sono state parole tranquillizzanti. Camperio ha voluto mettere la faccia ancora una volta per ribadire la volontà di continuare a restare al timone della Borsalino”. L’imprenditore italo-svizzero ha ribadito che il business plan di Haeres Equita Srl (sede legale a Valenza, nello studio del commercialista Carlo Frascarolo), se diverrà titolare delle attività di Borsalino Giuseppe e Fratello Spa, “non prevede alcuno spostamento dello stabilimento produttivo da Alessandria, né tanto meno dei dipendenti”. Borsalino “è e rimarrà un azienda italiana del lusso” ha aggiunto. La smentita sulla figura e sul possibile ruolo di un uomo d’affari cinese chiamato Bo Zhang di Shanghai è apparsa netta, pur con un passaggio, nella dichiarazione ufficiale diffusa l’altra sera, che invece appare criptico: “Non conosco questo Bo Zhang, e Haeres Equita, a oggi, non ha alcuna garanzia contrattuale esercitabile nei suoi confronti riferibile a finanziamenti ricevuti” (‘Borsalino e gli occhi a mandorla…).

I lavoratori si sono in parte tranquillizzati, ma per quanto? “Attendiamo la prossima scadenza che coincide con l’assemblea degli azionisti” aggiunge con prudenza Bricola. Una assemblea che era stata convocata per l’11 settembre, ma che dovrebbe invece slittare al 18 settembre per un errore tecnico nella convocazione e per la necessità di rispettare i tempi della pubblicazione della convocazione sulla Gazzetta Ufficiale. La sostanza, però, non cambia, Appuntamento negli uffici dello stabilimento di Spinetta per l’assemblea straordinaria e ordinaria degli azionisti per discutere innanzitutto della proposta di conferire la delega al Consiglio di amministrazione della società (composto da composto da Raffaele Grimaldi, Saverio Canepa e Marco Moccia) per procedere a un aumento del capitale fino a un massimo di 7,5 milioni di euro attraverso l’emissione di azioni ordinarie. La parte ordinaria dell’assemblea, invece, riguarda l’approvazione dei Bilanci 2014, 2015 e 2016 e la proposta di una azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori che hanno portato al tracollo l’azienda.

Quella che resta sullo sfondo è l’operazione cui sta puntando Philippe Camperio (l’affitto del ramo di azienda scade a fine anno, ndr) per aggirare gli ostacoli che potrebbero sorgere con la nuova procedura di concordato che prevede una modalità che è più simile a una gara in cui non ci sono vantaggi per chi, come lui, ha nel frattempo investito parecchio nell’azienda. L’imprenditore ha deciso quindi di cambiare strategia, cercando risorse fresche e puntando ad acquisire il controllo della società rilevando la quasi totalità delle azioni. Ecco il perché dell’assemblea straordinaria degli azionisti della società Borsalino. Un nuovo assetto proprietario allontanerebbe il rischio del concordato, assicurando la svolta necessaria all’impresa. Per farlo, però, sono necessarie risorse. Che il mondo del credito non sarebbe pronto a concedere perché non è ancora chiusa la procedura del concordato. Così è probabile che Camperio si sia mosso per reperire il finanziamento sul mercato finanziario internazionale, quello in cui operano fondi globali all’interno dei quali si muovono finanzieri di diversi Paesi, Cina compresa. Ecco da dove potrebbe essere uscito il nome di Bo Zhang. A meno che non vi siano altri interessi rimasti finora nascosti.  

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