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Asti “salva” Aral: alla società Gaia i rifiuti fermi a Castelceriolo
C'è un accordo di massima, che sarà perfezionato nelle prossime ore, tra Aral, la società di trattamento rifiuti dell'alessandrino, e la cooperativa Gaia di Asti per il conferimento delle 3.500 tonnellate di fos, rifiuto urbano stabilizzato, fermo sotto i capannoni 18 e 19 dell'impianto di Castelceriolo. Una volta liberati spazi, potrebbe riprendere l'attività dell'impianto
C'è un accordo di massima, che sarà perfezionato nelle prossime ore, tra Aral, la società di trattamento rifiuti dell'alessandrino, e la cooperativa Gaia di Asti per il conferimento delle 3.500 tonnellate di fos, rifiuto urbano stabilizzato, fermo sotto i capannoni 18 e 19 dell'impianto di Castelceriolo. Una volta liberati spazi, potrebbe riprendere l'attività dell'impianto
ALESSANDRIA – C’è un accordo di massima, che sarà perfezionato nelle prossime ore, tra Aral, la società di trattamento rifiuti dell’alessandrino, e la società Gaia di Asti per il conferimento delle 3.500 tonnellate di fos, rifiuto urbano stabilizzato, fermo sotto i capannoni 18 e 19 dell’impianto di Castelceriolo.L’accordo è stato illustrato ieri, dopo un vertice tra la società, la Provincia e i sindaci del territorio. “Liberare” i capannoni dai rifiuti era la prima condizione, imposta dalla Provincia, per consentire ad Aral di riprendere l’attività e tornare a lavorare i rifiuti provenienti da Genova e dagli altri impianti alessandrini. “Sono in corso trattative per definire i dettagli contrattuali”, spiega l’assessore all’ambiente del comune di Alessandria Paolo Borasio. A quel punto, liberati gli spazi, la Provincia si è detta pronta a revocare il divieto di conferimento di altri rifiuti, che impediva ad Aral di lavorare a pieno regime e di “incassare” i corrispettivi. “Questo ci dovrebbe consentire di arrivare a fine anno non in sofferenza”, aggiunge Borasio.
Il blocco era scattato dopo l’inchiesta della procura di Brescia sul trattamento dell’immondizia. Era emerso come fossero presenti negli impianti di Castelceriolo rifiuti di cui non era ben nota la provenienza. L’inchiesta, peraltro, non è ancora chiusa.
Oltre ai capannoni 18 e 19, autorizzati, ci sono altre zone dell’impianto in cui sono accatastati rifiuti, non autorizzati. “Quelli nei capannoni che saranno liberati sono fos già stabilizzata e proveniente dalla provincia. Altri, legati all’inchiesta e probabilmente provenienti da fuori, resteranno al momento dove sono”.
La caratterizzazione (ossia l’analisi del rifiuto) è stata avviata e in parte conclusa. Non si tratta di rifiuti tossico-nocivi e questa è già una buona notizia. Da qualche parte, però, quella spazzatura doveva essere messa. La società Gaia si è detta disponibile a ritirarla.
Oltre ai rifiuti genovesi, potrebbe riprendere il conferimento anche da parte della vicina di casa Srt, che comprende le zona del novese, tortonese, acquese ed ovadese.
Ossigeno per Aral che ha già subito pesanti perdite economiche dallo stop. Ed un sospiro di sollievo anche per tutta la provincia, il cui sistema di smaltimento e lavorazione aveva rischiato di andare in tilt.
Ora resta da nominare un direttore per Aral, dopo le dimissioni di Fulvio Delucchi, indagato dalla procura di Brescia. A capo dell’azienda è stato nominato un commissario Alessandro Giacchetti. “Sarà individuata a breve una figura tecnica, di esperienza, ma come consulente”, anticipa Borasio. La nomina è questione di giorni. Il compito sarà quello di portare Aral fuori dall’emergenza.