Genitori contro la mensa, una pagina Facebook per protestare sui costi esagerati
Cresce la protesta e il numero dei genitori iscritti ad una pagina su Facebook che si lamenta per il costo di iscrizione al servizio mensa, oltre al prezzo dei singoli pasti. "Regola del 2010" ricorda l'assessore, "ma nel corso del 2018 cercheremo di rivedere queste ed altre tariffe"
Cresce la protesta e il numero dei genitori iscritti ad una pagina su Facebook che si lamenta per il costo di iscrizione al servizio mensa, oltre al prezzo dei singoli pasti. "Regola del 2010" ricorda l'assessore, "ma nel corso del 2018 cercheremo di rivedere queste ed altre tariffe"
ALESSANDRIA – Alessandra è una delle mamme più agguerrite: “Dobbiamo fare qualcosa di concreto! Dobbiamo opporci a questa tassa superflua! Non è forse già sufficiente pagare il buono pasto in base al reddito? E poi perchè in altri comuni si paga moooolto meno?”. Le fa eco Erika, che aggiunge il carico da 90: “Oltre a pagare per l’iscrizione alle scuole bisogna portare la carta igienica durate l’anno… non mi pare corretto, dovrebbe pensarci il Comune”.
La protesta per l’iscrizione alla refezione scolastica del Comune di Alessandria – una tantum annuale fino a 150 €, oltre il costo dei singoli pasti – ha scatenato le ire di tante mamme a tal punto da spinger loro ad aprire una pagina su Facebook dal nome pugilistico: “Genitori Alessandrini vs costi mensa scolastica”, proprio per dimostrare il disappunto su un plus da pagare ad inizio anno, ad ogni anno scolastico. Il gruppo aperto sta per raggiungere i 900 iscritti, tutti ovviamente critici nei confronti della spesa ulteriore per far mangiare i figli nelle scuole pubbliche.
Per la verità la regola dell’iscrizione è in vigore dal 2010, ma evidentemente alcune genitrici battagliere che si sono trovate per la prima volta ad aggiungere costi su costi hanno deciso di ribellarsi. Lo sa bene il neo assessore ai servizi educativi, Silvia Straneo, anche lei nel novero di chi paga per questi famigerati 150 euro per la mensa del figlio. “E’ un’iscrizione decisa anni fa che con la questione del dissesto non è stata più toccata. Ne parleremo in Giunta per queste ed altre revisioni delle tariffe”, anticipa l’assessore, “Già nel corso del 2018 si potrà ragionare se e come ritoccarle”. Si spera, al ribasso.