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Emergenza rifiuti: “Se gli impianti Aral non riaprono, abbiamo due mesi di vita”
"Se gli impianti Aral non torneranno a funzionare pienamente abbiamo due mesi di vita". A dirlo è Paolo Borasio, assessore all'Ambiente del comune di Alessandria, dopo il vertice che si è tenuto ieri a Tortona tra i sindaci del territorio e i tecnici delle due società (Aral e Srt) coinvolte nell'inchiesta della procura di Brescia
"Se gli impianti Aral non torneranno a funzionare pienamente abbiamo due mesi di vita". A dirlo è Paolo Borasio, assessore all'Ambiente del comune di Alessandria, dopo il vertice che si è tenuto ieri a Tortona tra i sindaci del territorio e i tecnici delle due società (Aral e Srt) coinvolte nell'inchiesta della procura di Brescia
ALESSANDRIA – “Se gli impianti Aral non torneranno a funzionare pienamente abbiamo due mesi di vita”. A dirlo è Paolo Borasio, assessore all’Ambiente del comune di Alessandria, dopo il vertice che si è tenuto ieri a Tortona tra i sindaci del territorio e i tecnici delle due società coinvolte nell’inchiesta della procura di Brescia. A seguito dell’inchiesta giudiziaria, la Provincia di Alessandria ha imposto il blocco dei conferimenti all’impianto di trattamento Aral di Castelceriolo da parte di aziende fuori dall’ambito provinciale, mentre sono stati ridotti quelli da parte dei comuni che non fanno direttamente parte del territorio alessandrino. Srt, che conferiva circa 8 camion di rifiuti al giorno all’impianto Aral, ne può conferire oggi solo 3.
Occorre prima svuotare, e in fretta, i due capannoni dell’impianto Aral occupati “abusivamente” da rifiuti provenienti da fuori Provincia, per consentire alla società di trattamento alessandrina di fare spazio e riprendere l’attività.
Per Aral il blocco, imposto dalla Provincia a seguito dell’inchiesta, significa mancati introiti; per le società che conferivano rifiuti, come Srt, significa trovare nuovi siti dove trattare l’indifferenziata. “Se non sarà individuata una via d’uscita, rischia il collasso l’intero sistema di smaltimento della Provincia”, aggiunge il presidente di palazzo Ghilini Rocchino Muliere.
Dal vertice di ieri sono emerse tre ipotesi di lavoro: trovare siti pronti ad accogliere i rifiuti stoccati; fare una nuova ordinanza che consenta di smaltire quei rifiuti in discariche della Provincia; spostare quei rifiuti in altre aree dell’impianto.
“Stiamo valutando diverse le diverse ipotesi e lunedì ci incontreremo nuovamente”, conferma Borasio. L’assessore alessandrino parla di “positivo clima di collaborazione”, ma tra le righe si legge, invece, una sorta di conflitto di competenza: a chi spetta prendere la decisione? “Alla Provincia”, secondo il comune di Alessandria. “E’ il comune di Alessandria che deve valutare l’ipotesi più veloce, quella di spostare i cumuli di indifferenziata stoccata all’interno dell’impianto”, secondo Muliere.
In queste settimane c’è stata una sorta di “caccia alla discarica” dove collocare i rifiuti, ricerca che pare abbia dato esito negativo per Aral, mentre Srt ha “tamponato” portando parte del rifiuto indifferenziato da trattare a Torino, Asti e Biella.
Tra le urgenze da risolvere c’è anche quella della nomina di un direttore operativo per Aral, dopo le dimissioni di Fulvio Delucchi, indagato nell’ambito dell’inchiesta bresciana.
Il commissario Alessandro Giacchetti si era impegnato ad individuare una figura “di competenza” pronta a prendere in mano le redini di Aral entro pochi giorni dalla sua nomina. Si parlava della settimana di Ferragosto. Ad oggi la figura non è ancora stata individuata.
Entro lunedì occorrerà tirare le somme, pena il collasso del sistema.
Dal vertice di ieri sono emerse tre ipotesi di lavoro: trovare siti pronti ad accogliere i rifiuti stoccati; fare una nuova ordinanza che consenta di smaltire quei rifiuti in discariche della Provincia; spostare quei rifiuti in altre aree dell’impianto.
“Stiamo valutando diverse le diverse ipotesi e lunedì ci incontreremo nuovamente”, conferma Borasio. L’assessore alessandrino parla di “positivo clima di collaborazione”, ma tra le righe si legge, invece, una sorta di conflitto di competenza: a chi spetta prendere la decisione? “Alla Provincia”, secondo il comune di Alessandria. “E’ il comune di Alessandria che deve valutare l’ipotesi più veloce, quella di spostare i cumuli di indifferenziata stoccata all’interno dell’impianto”, secondo Muliere.
In queste settimane c’è stata una sorta di “caccia alla discarica” dove collocare i rifiuti, ricerca che pare abbia dato esito negativo per Aral, mentre Srt ha “tamponato” portando parte del rifiuto indifferenziato da trattare a Torino, Asti e Biella.
Tra le urgenze da risolvere c’è anche quella della nomina di un direttore operativo per Aral, dopo le dimissioni di Fulvio Delucchi, indagato nell’ambito dell’inchiesta bresciana.
Il commissario Alessandro Giacchetti si era impegnato ad individuare una figura “di competenza” pronta a prendere in mano le redini di Aral entro pochi giorni dalla sua nomina. Si parlava della settimana di Ferragosto. Ad oggi la figura non è ancora stata individuata.
Entro lunedì occorrerà tirare le somme, pena il collasso del sistema.