Ancora fuoco in Cittadella. I Bersaglieri garantiscono: “noi non c’entriamo”. Chi controlla?
Non è la prima volta che si trovano resti di combustione nella fortezza, con l'episodio più grave avvenuto alcuni mesi fa, e ammesso dai Bersaglieri, che portò a danni (per fortuna contenuti) ad un bastione. Ora, nonostante l'allerta incendi sia massima, si avvistano nuovi ritrovamenti di roghi. Di chi è la responsabilità?
Non è la prima volta che si trovano resti di combustione nella fortezza, con l'episodio più grave avvenuto alcuni mesi fa, e ammesso dai Bersaglieri, che portò a danni (per fortuna contenuti) ad un bastione. Ora, nonostante l'allerta incendi sia massima, si avvistano nuovi ritrovamenti di roghi. Di chi è la responsabilità?
ALESSANDRIA – In questi casi si dice spesso: “finché non succederà qualcosa di grosso non verranno presi provvedimenti”. Ciò che è certo per ora è che in Cittadella prosegue una pratica pericolosa che già in passato ha dato problemi, senza che nessuno, pare, sia in grado di contrastarla. Stiamo parlando della prassi di accendere fuochi, per bruciare sterpaglie o per altre ragioni, che al momento non si conoscono. E non è neppure certo chi sia stato protagonista dell’ultimo caso, testimoniato dai resti ben visibili nella foto a sinistra.
L’ultimo caso acclarato, prima di questo in foto rilevato appena un paio di giorni fa, riguardava un intervento di pulizia ad opera dei Bersaglieri, che in Cittadella operano come volontari. In quel caso le fiamme, utilizzate per bruciare le sterpaglie appena estirpate, scapparono dal controllo degli stessi, finendo per danneggiare un bastione e dovettero intervenire i Vigili del Fuoco per spegnere l’incendio.
Interpellato sul tema, il presidente dei Bersaglieri alessandrini, Pietro Bologna, però spiega: “dall’ultimo episodio in poi (era giugno, e le conseguenze sono visibili nella foto a destra), dove in effetti si è verificato un incidente che per fortuna ha avuto conseguenze contenute, visto anche il periodo dell’anno (è vigente la normativa regionale che vieta qualsiasi accensione di fuochi “liberi” ndr), abbiamo ritenuto importante non accendere più alcun fuoco. Non siamo quindi noi i responsabili di eventuali roghi accesi in questo periodo”.
“In compenso – sottolinea Bologna – stiamo proseguendo il nostro lavoro volontario di pulizia della fortezza, facendoci aiutare da un gruppo di richiedenti asilo ospiti in città, che così si rendono utili al bene comune (anch’essi a titolo volontario) invece che bighellonare per Alessandria. Chi fa a volte può commettere errori, mentre chi non fa nulla ha tempo per cercare pretesti per bloccare un’attività meritoria”.

Il vero problema è che in questa fase nessuno pare avere strumenti idonei di controllo sulle presenze e sulle attività svolte nella fortezza, con tutti i rischi che questa situazione può comportare. Come avvenuto la volta precedente infatti bastano fuochi di dimensioni assai modeste per scatenare incendi anche “importanti”, alimentati dal vento e dalle alte temperature, un mix micidiale se unito alla presenza di una quantità enorme di vegetazione facilmente combustibile.
Il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco ammette che sul tema esiste ancora confusione, e promette interventi futuri per affrontare la situazione:
“A me risulta che le chiavi per aprire e chiudere la Cittadella in questo momento le abbiano i bersaglieri ma è vero che la situazione non è chiara. Certamente il sistema adottato finora non va bene: servono responsabilità precise. Io stesso ho verificato che si può girare liberamente nella fortezza senza che nessuno venga fermato per chiedere chi è e cosa sta facendo lì: l’ho fatto un sabato mattina, facendo un giro ampio, e non ho incontrato nessuno che potesse fermarmi. Certo, per accendere dei fuochi in questo periodo – sottolinea con rammarico il primo cittadino – bisogna essere poco intelligenti. Il Comune – spiega Cuttica – ha il compito di custodia, non di sorveglianza. Vale a dire che dobbiamo vigilare che durante le manifestazioni nessuno si faccia 
Su quali interventi futuri potrebbero rendersi necessari, il sindaco prende per ora tempo, spiegandone le ragioni: “qualsiasi intervento va concordato con Demanio e Soprintendenza e questa triangolazione continua è assai macchinosa. Preferirei piuttosto averne la responsabilità diretta, almeno potremmo intervenire in autonomia. Oggi non è così. So che va garantita l’incolumità di chi la frequenza, e in realtà non tutto è ancora in sicurezza come dovrebbe. Da quattro giorni ho finalmente un Segretario Comunale, passaggio fondamentale per muovermi su più temi con piena operatività. Certamente la sicurezza in Cittadella sarà fra questi”.