Centri estivi gratis per i bambini bisognosi. “Esempio per ogni impianto sportivo”
SAVES ha aperto gratuitamente a bambini meno abbienti i suoi centri estivi, per favorire la socializzazione ed evitare l'esclusione. "Tutti gli impianti sportivi dovranno garantire servizi ai meno abbienti", promette l'assessore Molinari.
SAVES ha aperto gratuitamente a bambini meno abbienti i suoi centri estivi, per favorire la socializzazione ed evitare l'esclusione. "Tutti gli impianti sportivi dovranno garantire servizi ai meno abbienti", promette l'assessore Molinari.
ALESSANDRIA – Le voci divertite dei bambini a bordo piscina, il pranzo pronto per i piccoli ospiti. Il centro estivo del circolo SAVES (conosciuto come ex circolo CRAl) è già partito, e dai primi di agosto si è arricchito di ulteriori bambini che normalmente non riuscirebbero a frequentarlo, perché figli di famiglie che non hanno la possibilità di pagare la quota settimanale.
Grazie al progetto nato dalla collaborazione fra il circolo stesso (già impegnato nel sociale con il tennis in carrozzina), il Comune ed il CISSACA è stata offerta gratuitamente la possibilità ad alcuni alessandrini dai 4 ai 13 anni di frequentare le giornate di animazione e sport, insieme a tuttu gli altri. Il Consorzio si è preoccupato di selezionare le situazoni di disagio e quindi segnalare i bambini che avrebbero potuto rientrare nell’iniziativa. Ora sono una decina (“La priorità è per i cittadini italiani poi i residenti stranieri”, ha puntuaizzato l’assessore Rolando), ma progressiamente potrebbero arvare a 25.
Sindaco e assessori hanno sottolineato la rapidità nell’implementare un progetto sociale del genere, con buona pace della burocrazia che spesso è sinonimo di lentezza.
“Spesso sul tema del sociale ci si ferma alle parole ed ai buoni propositi, oggi siamo arrivati ad una proposta concreta”, ha sottolineato il sindaco Cuttica, “Ci auguriamo che questo tipo di azioni segnino l’esordio di un percorso sul sociale che la nostra Amministrazione ha realmente a cuore”.
L’importanza di un’idea apparentemente semplice è spiegata dal presidente del CISSACA Mauro Buzzi: “I minori con disagio economico non possono fare attività sportiva e relazionarsi con i coetanei. Questo per noi è un gap da coprire perché oltre al disagio economico si rischia di costruire un disagio relazionale che potrebbe sfociare in disagio sociale”.
“Per evitare che sia una iniziativa spot legheremo fortemente i centri sportivi comunali alle politiche sociali attive sul territorio”, ha continuato l’assessore allo Sport ed Impiantistica Sportiva, Riccardo Molinari, “Vogliamo fare in modo che questo modus operandi diventi prassi e che tutti i centri sportivi comunali alessandrini si mettano nella condizione di garantire anche alle famiglie meno abbienti i propri servizi”.
