Rifiuti e discariche, c’è chi sapeva e lo ha detto. Ma senza Brescia…
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Rifiuti e discariche, c’è chi sapeva e lo ha detto. Ma senza Brescia…

L'inchiesta sul traffico illecito ha reso note le anomalie dei conferimenti a Castelceriolo e Solero, che peraltro erano state denunciate in passato, però senza esito nonostante indagini, commissioni e segnalazioni

L'inchiesta sul traffico illecito ha reso note le anomalie dei conferimenti a Castelceriolo e Solero, che peraltro erano state denunciate in passato, però senza esito nonostante indagini, commissioni e segnalazioni

CRONACA – C’è chi sapeva. E chi ha sempre saputo. C’è chi ha raccolto documenti e messo a punto relazioni. E c’è chi ha denunciato. Ma sempre senza risultato. È stata necessaria l’inchiesta bresciana sul traffico illecito di rifiuti da sud a nord per fare emergere il sistema di gestione alessandrino. Quello che oggi ha come effetti diretti l’aumento dei rischi di conseguenze ambientali e la messa in discussione della gestione dell’Aral. Mentre il percorso giudiziario prosegue, aumentano le domande sul fronte locale. Perché non c’è stato alcun intervento negli ultimi anni a fronte di ripetute denunce? Alessandria dovrà fare i conti a medio termine con una emergenza rifiuti a causa del progressivo esaurimento della discarica di Solero e in assenza di progetti per nuovi impianti? Cosa è effettivamente stato “tombato” (parole che ricorre anche nelle carte del Tribunale di Brescia) nella discarica di Castelceriolo?

Quello delle denunce è uno dei capitoli ancora tutto da scrivere. Non per quello che è stato fatto, bensì per quello che non è avvenuto. Per esempio, il 29 ottobre 2015 del personale ispettivo della Provincia di Alessandria ha effettuato un sopralluogo alla discarica di Solero dove a riscontrato un conferimento anomalo di rifiuti che ha determinato “una sopraelevazione palesemente difforme all’atto autorizzativo” e quindi hanno deferito alla Procura di Alessandria l’allora presidente dell’Aral, Fulvio Delucchi, per inosservanza delle prescrizioni. Le anomalie rilevate periodicamente dalla Provincia devono essere state numerose, come conferma anche l’Arpa (Agenzia per la protezione ambientale) che si è premurata ancora recentemente (‘Le anomalie c’erano e sono state segnalate‘) di precisare di avere informato gli enti competenti, tra cui la Procura della Repubblica di Alessandria e la Provincia, delle anomalie riscontrate negli impianti di Srt e in altri fra cui Solero nel 2015. I risultati delle ispezioni “sono comunicati all’ente autorizzante, al Comune e all’Asl per gli adempimenti di competenza. Nel caso poi siano segnalate delle inadempienze di carattere normativo ambientale la segnalazione viene inoltrata direttamente alla Procura di competenza”.

Il riferimento è all’anno 2015, lo stesso in cui sono state svolte le indagini dalla magistratura bresciana, e lo stesso che nel mese di luglio ha visto presentare una relazione di quaranta pagine (‘I casi anomali scoperti della Commissione speciale di controllo‘) frutto del lavoro di due anni della Commissione sulle Partecipate del Comune di Alessandria presieduta dal consigliere Domenico Di Filippo del Movimento 5 Stelle. Cosa è emerso? Ad esempio il notevole incremento di rifiuti provenienti da fuori provincia. “L’azienda per incrementare i ricavi ed ammortizzare gli investimenti effettuati sull’ampliamento degli impianti, necessita di un aumento dei quantitativi di rifiuti indifferenziati ricevuti” si legge nella relazione. Per “esigenze di bilancio” Aral si è così trovata a dover accettare sempre più rifiuti provenienti da fuori e ha operato, di fatto, al di fuori dei requisiti previsti per l’affidamento ‘in house’”. Altro? Durante un sopralluogo alla discarica di Castelceriolo la Commissione ha notato il mancato controllo nel passaggio di un camion dal front-office e la strumentazione per la rilevazione della radioattività del materiale in ingresso che era spenta. La relazione, dopo la presentazione a Palazzo Rosso, è stata trasmessa alla Procura della Repubblica.

Due anni indietro. Siamo nell’ottobre del 2013. Periodo in cui è in corso un’indagine (Strani materiali all’ex discarica di Castelceriolo?) dopo le preoccupanti segnalazioni giunte all’allor assessore comunale all’Ambiente, Claudio Lombardi su “strani conferimenti nell’ex discarica di Castelceriolo”. L’assessore ha fatto il punto in Commissione Ambiente dove ha spiegato di avere subito reso noto il materiale e la situazione alla Procura della Repubblica, al Comando Carabinieri Tutela Ambiente, all’Arpa e alla Provincia così che si avviassero i controlli e gli approfondimenti del caso.

Infine, i rischi ambientali futuri. Da un lato sono arrivate parole confortanti da Claudio Coffano, direttore della Direzione Ambiente della Provincia, che durante una recente riunione congiunta di due Commissioni consiliari di Palazzo Ghilini, alla precisa domanda ha risposto escludendo “rischi ambientali effettivi, anche se è finito del ‘secco’ non trattato correttamente in discarica”. Poi però ha anche aggiunto: “Se c’è finito altro, non lo sappiamo”.
 

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