“Rifiuti Aral verso Novi e Solero e poi gestione in house”
Le ipotesi di lavoro del nuovo amministratore unico e di Palazzo Rosso, mentre pesano le incognite del materiale non ancora caratterizzato e della bonifica dei capannoni di Castelceriolo. Senza dimenticare gli effetti sul bilancio
Le ipotesi di lavoro del nuovo amministratore unico e di Palazzo Rosso, mentre pesano le incognite del materiale non ancora caratterizzato e della bonifica dei capannoni di Castelceriolo. Senza dimenticare gli effetti sul bilancio
ALESSANDRIA – “Stiamo procedendo con prudenza, senza accelerazioni di alcun tipo. Quello che mi sento di dire è che saranno necessari non meno di venti giorni prima di cominciare a trasferire i rifiuti stoccati nei capannoni dell’Aral a Castelceriolo”. Paolo Borasio, assessore comunale alle Politiche ambientali, sta vivendo il secondo giorno dall’insediamento di Alessandro Giacchetti (foto a fianco) alla carica di amministratore unico di Aral. Lunedì, il primo giorno dopo l’assemblea dei soci che domenica mattina ha dato il via libera alla gestione a termine (l’incarico di Giacchetti è per sei mesi), è stato quello della visita nella sede della società e a Castelceriolo, dell’incontro con i dipendenti, i legali e il Collegio sindacale, della presa in carico di carte e responsabilità. Il nuovo amministratore – romano, classe 1947, prefetto con una lunga carriera nell’amministrazione dello Stato – si è preso qualche giorno di ferie, peraltro già programmate, e da lunedì prossimo “lavorerà a tempo pieno” assicura Borasio. “L’amministrazione ha cercato un percorso di garanzia e ha trovato la totale collaborazione del prefetto di Alessandria, Romilda Tafuri, che si è concretizzata con l’indicazione di Giacchetti” sottolinea Gianfranco Cuttica di Revigliasco, sindaco del capoluogo.

Nel futuro prossimo non c’è solo la gestione dei rifiuti, ma anche della società. Ancora Borasio: “Non stiamo pensando né a giochi di vendita di quote, né a cercare soggetti terzi. Intendiamo, nel rispetti dei parametri di legge, mantenere l’Aral con i requisiti di una gestione in house”. Che può essere svolta solo da un soggetto in possesso del requisito della totale partecipazione pubblica, del ‘controllo analogo’ (come viene chiamato) e della attività prevalente in favore dell’ente affidante, come ricorda la giurisprudenza di settore, nella misura dell’ottanta per cento.