Milioni per l’ospedale grazie all’eredità
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Milioni per l’ospedale grazie all’eredità

Una anziana alessandrina ha deciso di indirizzare una parte del patrimonio per acquistare apparecchiature per l'Infantile. Nei prossimi giorni l'azienda ospedaliera chiarirà i termini della gestione delle risorse

Una anziana alessandrina ha deciso di indirizzare una parte del patrimonio per acquistare apparecchiature per l'Infantile. Nei prossimi giorni l'azienda ospedaliera chiarirà i termini della gestione delle risorse

ALESSANDRIA – Una volta accadeva spesso e così fra lasciti, eredità e donazioni, gli ospedali riuscivano a mantenere un buon livello di attività. Nell’arco di molti decenni è andata così e i numerosi ritratti dei benefattori che occupano molte pareti degli uffici della direzione generale del ‘Santi Antonio e Biagio’ di Alessandria sono la testimonianza di questa sensibilità nei confronti di chi lavora per gli altri. I tempi (e i regimi fiscali) cambiano e oggi i soggetti che più di altri possono intercettare le raccolte di fondi sono le fondazioni. Ma ad Alessandria c’è stato chi ha voluto fare esattamente come un tempo. Elisa Baralis, classe 1921, scomparsa a metà febbraio, titolare di una gioielleria, ha messo nero su bianco sul testamento di volere lasciare 3,7 milioni di euro all’ospedale del capoluogo per l’acquisto di apparecchiature per l’Infantile. Una eredità decisamente cospicua (non sono mancate anche quelle a eredi e altri enti di ricerca) che adesso l’azienda ospedaliera guidata da Giovanna Baraldi dovrà gestire. Come? A questa domanda risponderà ufficialmente la direzione generale in cui responsabile amministrativo, Francesco Arena, sta studiando le carte da qualche giorno. Saranno da affrontare questioni fiscali e gestionali, prima di poter disporre di questo capitale che è il frutto di titoli e azioni. 

L’attività di raccolta fondi da indirizzare totalmente al finanziamento di progetti di intervento (apparecchiature, ambienti di lavoro, arredi e servizi) è invece il compito da anni perseguito dalla Fondazione Uspidalet, oggi presieduta da Alla Palenzona e che ha appena approvato un nuovo pacchetto di iniziative.

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