Aziende, dinamica lenta anche se con il segno ‘più’
L'analisi di UnionCamere regionale sull'andamento dell'anagrafe delle imprese nel secondo trimestre dell'anno. Alessandria cresce all'insegna di un +0,21 per cento, contro il + 0,63 di Novara che è risultato il primo territorio piemontese
L'analisi di UnionCamere regionale sull'andamento dell'anagrafe delle imprese nel secondo trimestre dell'anno. Alessandria cresce all'insegna di un +0,21 per cento, contro il + 0,63 di Novara che è risultato il primo territorio piemontese
ECONOMIA – Quella di Alessandria è stata una delle dinamiche “più lente” fra quelle analizzate da UnionCamere Piemonte nel secondo trimestre dell’anno. Ma almeno c’è un segno positivo, anche se il + 0,21 per cento della provincia è un po’ distante da quello delle altre realtà piemontesi. Non che le altre abbiano compiuto un grande balzo in avanti. Novara e Torino hanno registrato un tasso di crescita rispettivamente pari a +0,63 per cento e +0,55, seguite da Asti +0,52, Vercelli e Verbania a +0,49. Ecco poi Cuneo con +0,27, Alessandria il territorio Biellese fermo a un +0,05 per cento. Ecco come il tessuto imprenditoriale piemontese ha manifestato una “lieve espansione” nel trimestre aprile-giugno con 6.547 aziende nate in regione, un dato “più basso” rispetto a quello dello stesso periodo del 2016 (erano state 7.470). “Al netto delle 4.589 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), il saldo – si legge su una nota di UnionCamere Piemonte – è positivo per 1.958 unità con lo stock globale che sale a 435.710 imprese complessivamente registrate a fine giugno nel Registro delle imprese delle Camere di commercio piemontesi. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del +0,45 per cento, lievemente più ridotto rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2016 (+0,54) e di poco inferiore rispetto a quello rilevato a livello medio nazionale (+0,59).
Per Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte, la strada “è ancora lunga, ma la direzione intrapresa è quella giusta. Tutti i settori, infatti, hanno registrato andamenti positivi e tra questi spicca il turismo e il comparto degli ‘altri servizi’ (attività finanziarie e assicurative, trasporto e immagazzinaggio, attività immobiliari, noleggio e agenzie di viaggio): settori strategici, insieme al commercio, per ridare slancio al mercato interno e per attrarre investimenti e turisti. Ora però dobbiamo premere sull’acceleratore e puntare sul rilancio dei nostri prodotti e del nostro saper fare, soprattutto grazie alla digitalizzazione dei nostri processi e a un uso più diffuso delle tecnologie”.
Dopo il turismo, che registra un’espansione del +0,95 per cento, il comparto più vivace risulta infatti ancora una volta quello degli altri servizi con un tasso di variazione +0,80, seguito dal commercio (+0,41). Le costruzioni hanno registrato un tasso di variazione trimestrale dello stock pari a +0,37, mentre l’agricoltura (+0,26) e l’industria in senso stretto (+0,09) “hanno vissuto dinamiche più deboli”. Rispetto all’analisi per classe di natura giuridica, ancora una volta sono le società di capitale (+1,24 per cento) a realizzare “il risultato più brillante, seguite dalle altre forme (+0,74)”. Le ditte individuali crescono a un tasso in linea con il dato medio regionale (+0,39 per cento), mentre risulta invariata la base imprenditoriale delle società di persone.