L’ultima lettera di Giulia: “nessuno deve essere lasciato indietro, nessuno vale meno di un altro”
Giulia Russo, 14 anni, se ne è andata. Si è spenta all'alba di ieri dopo aver lottato contro la sua malattia, una forma molto rara di cancro. A tutti ha voluto lasciare una lettera, che pubblichiamo per intero, che parla di coraggio, di sofferenza ma, soprattutto di speranza: "la vita è stronza - scrive - ma se non fosse così, che vita sarebbe?"
Giulia Russo, 14 anni, se ne è andata. Si è spenta all'alba di ieri dopo aver lottato contro la sua malattia, una forma molto rara di cancro. A tutti ha voluto lasciare una lettera, che pubblichiamo per intero, che parla di coraggio, di sofferenza ma, soprattutto di speranza: "la vita è stronza - scrive - ma se non fosse così, che vita sarebbe?"
ALESSANDRIA – Giulia Russo, 14 anni, non ce l’ha fatta. Si è spenta all’alba di ieri dopo aver lottato contro la sua malattia, una forma molto rara di cancro. Ha lottato a lungo, la piccola, con tutte le sue forze e con tanto coraggio. Giocava nella squadra femminile dell’Alessandria Calcio e il destino le ha giocato il tiro più brutto, quello di toglierle progressivamente l’uso delle gambe, fino a toglierle la vita. Quella terrena.Dal suo letto di ospedale, e successivamente da casa, ha tenuto un piccolo blog, per raccontare la sua storia e per dare speranza a chi ne ha bisogno.
Tanti i messaggi nella sua ultima lettera, che il padre ha chiesto di poter diffondere: a noi ne sono rimasti impressi alcuni, ancor più sorprendenti, se si considera che a scriverli è stata una bimba che si stava affaccinado alla giovinezza.
A noi, che non abbiamo avuto la fortuna di conoscerla, è rimasto impresso soprattutto il suo coraggio:
L’immagine è un disegno manga fatto da Giulia, un’altra delle sue passioni.
Ok, questo è un post che mi ero ripromessa di fare e ora sono qui per mantenere fede alla promessa; Ora ( in breve … ) cercherò di raccontare cosa ho alla schiena, come è iniziato il tutto. BENE INIZIAMO !!!!!!
♢ Ho due cisti intramidollari, cioè due masse tra il midollo e le vertebre, che bloccano i nervi da cui passa l’impulso per far muovere le gambe .
♢ Ho fatto in tutto 2 interventi alla schiena da 8 ore ciascuno , ma purtroppo i chirurghi non hanno potuto toglierle del tutto . Se avessero continuato avrebbero lesionato i nervi e sarei rimasta paralizzata, un vegetale.
♢ Sono stata ricoverata per sei mesi nel reparto di neurochirurgia, e poi sono stata spostata in un alloggio d’appoggio all’ospedale per altri tre. Alla fine sono riuscita a tornare a casa
♢ Per via delle cisti e gli interventi sono su una sedia a rotelle (da tre anni). Quando con l’aiuto dei farmaci se ne saranno andate del tutto, mi serviranno tre anni (sempre il tre) di dura fisioterapia per rimettermi in piedi: anche se non potrò ne più correre e saltare, o ballare .
♢ Il mio è un caso sul 3% al mondo perché queste masse si sviluppano un po’ da tutte le parti, e purtroppo la medicina di oggi non ne ha ancora capito il motivo, le uniche informazioni che si hanno è che spesso attaccano il sistema nervoso nel periodo dello sviluppo (ma non solo … ) e per questo che non c’è una cura specifica. Si va per tentativi i farmaci possono funzionare e ridurle, come invece possono non fare assolutamente nulla .
Ok , spero di aver dato un’idea abbastanza generale e ampia del tutto. Siccome non posso stare qui a spiegare tutto ( verrebbe una cosa mostruosamente lunga … ) se avete domande o dubbi chiedetemi pure tutto quello che volete nei commenti, sarò più che felice di rispondervi (per quanto le mie conoscenze me lo permettano … ). Passando al discorso di come è successo bhe ….. è stato tutto molto strano:
♡ È stato quasi più di tre anni fa. Era estate, e all’improvviso da un giorno all’altro iniziai a cadere per terra senza un motivo è a strascicare i piedi quando camminavo. Caso volle che in quel periodo mi ruppì il mignolo del piede, e perciò tutti attribuimmo questo mio strano comportamento al fatto che il piede mi faceva ancora male, e avevo bisogno di riprendermi con calma; solo che le settimane passavano e io non facevo altro che peggiorare, ora non si trattava più di una caduta ogni tanto, ma SEMPRE!!! E camminare era diventata un’impresa (ero anche diventata lentissima .. ) !!!! Poi arrivò il sintomo più allarmante il mal di schiena, all’inizio poco poi sempre di più. Tanto da non riuscire più a stare sdraiata, un dolore che mi mozzava il fiato. Mamma e papà (ovviamente) a quel punto capirono che c’era qualcosa che non andava, e così chiamarono la mia dottoressa che disse “Ma non è nulla, non stressatela è solo nel periodo dello sviluppo. Sta crescendo!!! Datele una tachipirina e vedrete che starà meglio, lasciatela RESPIRARE!!!!” (l’incompetenza) i miei fecero come gli era stato detto, ma. …
Il dolore era sempre più forte e io sempre più debole e al limite, e intanto continuavo a cadere sempre più frequentemente e strisciare i piedi. Allora mi fecero varie visite e mi diedero una diagnosi completamente errata, dissero che avevo la scogliosi e che avrei dovuto fare fisio e nuoto per sempre e tenere un bustino correttivo per tre anni; quindi mi mandarono a fare fisioterapia all’ospedaletto infantile. Inutile dire che non servì a nulla.
In fisio mi avevano soprannominato la “sagoma” perché facevo sempre ridere tutti: ricordo che una volta feci morir dal ridere la mia fisioterapista perché ( mentre stavamo facendo un esercizio ) le gambe mi cedettero di nuovo e lei mi ritrovò a terra e mi disse ” Ma cosa ti è successo ? ODDIO ti sei fatta male ?! Non ti ho neanche sentito !!!! ” e io rialzandomi a fatica ( perché si , era un’impresa ) le dissi ridendo “a no tranquilla , sto bene . Ormai mi succede così tante volte che ho imparato a cadere silenziosamente e senza farmi male ; tutto merito dei miei splendidi riflessi !!!” all’inizio rimase di stucco ma poi scoppio a ridere e chiamò tutti gli altri fisioterapisti per raccontare quello che era successo (potrà sembrare indelicato , ma questo è un ricordo felice per me che conservo nel cuore; perché nonostante tutto ho capito che si trova sempre la forza e un modo per sorridere anche nelle avversità … ) Ecco queste sono le origini del mio soprannome . Ma andiamo avanti , stavo dicendo ……. ah si !!!!
Dunque: un giorno ( e quella fu la mia salvezza … ) mi mandarono a prendere le misure per fare il busto, il dottore che mi visito andò a chiamarne subito un altro dicendo che quella non era assolutamente scogliosi non così grave almeno …). Questo dottore era un neuropsichiatra ma non solo era anche un esperto del sistema nervoso, e li bastò un’occhiata alla mia schiena per dire “Questa non è assolutamente scogliosi, ma quale bustino e nuoto per tre anni, qui ci vuole con urgenza un ricovero immediato e una risonanza magnetica!!!”. Mi ricoverarono il giorno dopo, e sempre quello stesso giorno facemmo la risonanza. Dove ci dissero che sarei dovuta andare di corsa al “Gaslini di Genova” dove sicuramente mi avrebbero dovuto operare …… Non vi dico i pianti che mi feci, ma era normale ero spaventata a morte!!! Così feci i bagagli e andai (con i miei … ) al Gaslini. Li mi ricoverarono nel reparto di neurochirurgia uno dei più importanti e seri dell’ospedale (e anche molto restrittivo, non ti facevano mai uscire) e lì c’è lo dissero definitivamente dovevo operarmi, e in fretta ….. ero grave e avevamo già perso fin troppo tempo. Poi i medici (a parte) dissero ai miei genitori i rischi che correvo, che forse sarei rimasta paralizzata a vita. Io ovviamente ero all’oscuro di tutto (dovevo restare rilassata .., o così sarebbe dovuto essere: perché facendo due più due ci arrivai anch’io da sola, ma stranamente avevo fiducia in quella equipe di medici; la cosa più straziante era vedere i volti dei miei genitori che mi guardavano come se fosse l’ultima volta che potevano ammirare il mio sorriso e parlare con me, i loro occhi sempre lucidi e segnati dalle occhiaie ogni volta che rientravano nella mia stanza sforzandosi di sorridere e non scoppiare a piangere (soprattutto mia madre), era quella la cosa più dolorosa, ero io che arrecavo tutto quel dolore e sofferenza agli altri, era mia e di nessun altro. Arrivò il giorno dell’intervento ed andò tutto bene (anche se ….. CAZZO come faceva male la schiena) che seguì il secondo è poi bh .
Rimasi lì ricoverata ancora per lungo tempo (e posso dirvi che il cibo dell’ospedale fa proprio schifo) per tenere il tutto sotto controllo e poi segui un periodo in cui andai in un alloggio d’appoggio con la mamma . E ora sono qui a casa che vi scrivo
È stata proprio una storia lunga, ci ho messo ore per scriverla . Morale alla fine: posso dirvi che anche se ci ho passato i momenti più brutti della mia vita in quel ospedale sono stati probabilmente anche i più significativi è importanti , ho avuto modo di conoscere tante persone che mi hanno trattato e voluto bene come una figlia, ho fatto amicizia con le infermiere e i dottori e i degenti , ho riso tanto con loro e loro con me , ci siamo sostenuti a vicenda; siamo una grande famiglia, in fondo mi hanno salvato le culott 😂😂😂
Ho imparato cosa vuol dire la sofferenza ( di cui fino ad allora avevo solo sentito parlare … ) a rispettarla e anche un po’ a capirla : perché per quanto possiamo essere sensibili e avere i nostri problemi non potremmo mai capire affondo quella degli altri . Ma sostenerci a vicenda , quello possiamo farlo , di qualunque malattia o problema si tratti . Nessuno e meno importante degli altri , nessuno è da sminuire perché pensiamo che il nostro sia di PIÙ , questo assolutamente no . Che sia un problema alimentare , che sia un problema come il mio , che sia anche un mal di testa o un periodo di depressione …. NESSUNO È MENO IMPORTANTE, MAI !!!!! NESSUNO È DA LASCIARE INDIETRO, NESSUNO VALE MENO DELL’ALTRO.
Perché ognuno a modo suo soffre per le proprie cose , e nelle proprie cose soffre tanto . Quindi sono dell’idea che dobbiamo essere tutti uniti e cercare di sostenerci a vicenda, a volte potremmo non capire, a volte potrò non capire. Perché non ci sono / siamo dentro. Ma se avete bisogno nel mio piccolo e nella mia bolla di incompetenza e ignoranza io ci sono ❤
Un’ ultima cosa, per quanto si possa soffrire, per quanto sia dura, per quanto il mondo sembra che ci debba cadere addosso, non arrendiamoci, continuiamo a vivere e sorridere . C’è il brutto delle cose in tutto, ma dall’altra parte della medaglia ci possiamo anche trovare il bello, dipende da che parte scegliamo di guardarla a quale diamo più voce. La vita è STRONZA, BASTARD , ma se non fosse così che vita sarebbe?! Se non ci fossero le avversità e la sofferenza come potremmo apprezzare i momenti di felicità?! Come potremmo capire la nostra vera forza e tirarla fuori se non avessimo nulla per cui lottare?! Come sarebbe la nostra vita se fosse tutta rosa e fiori , e soprattutto come saremmo noi?! Credo degli involucri vuoti . Con questo ovviamente non voglio dire che soffrire sia giusto e bello (anch’io avrei preferito una vita normale) ma dico solo che se deve succedere, che se è successo . Dobbiamo (scusate la parola ) TIRARE FUORI I COGLIONI E LOTTARE !!!!!! E poi ovviamente uscirne vincitrici . Con questo chiudo , scusate il papiro ma ci tenevo particolarmente a finire il discorso così. Vi ringrazio per il sostegno nella page, mi sono ormai affezionata a voi ❤ baci 😘😘😘