Cittadella a rischio crollo. “Intervenire, ma senza spacchettare”
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Cittadella a rischio crollo. “Intervenire, ma senza spacchettare”

Il “forte degrado della fortezza” al centro del centro della relazione di Maria Luisa Musa, affiancata dal Fai, presentata al Rotary. Il sindaco, Cuttica di Revigliasco, precisa subito il pensiero dell'amministrazione, mentre sullo sfondo restano le storie del passato come il milione di euro per il concorso internazionale di idee mai assegnato

Il “forte degrado della fortezza” al centro del centro della relazione di Maria Luisa Musa, affiancata dal Fai, presentata al Rotary. Il sindaco, Cuttica di Revigliasco, precisa subito il pensiero dell'amministrazione, mentre sullo sfondo restano le storie del passato come il milione di euro per il concorso internazionale di idee mai assegnato

ALESSANDRIA – La Cittadella di Alessandria “è in condizioni di grave degrado” e le profonde lesioni presenti in molti edifici sono “a livello di crollo imminente”. Anche i bastioni manifestano “cedimenti strutturali importanti” che mettono a rischio intere zone con il Bastione di S. Antonio che “si sta quasi ribaltando dalla parte opposta”. E poi i danni causati, ovunque, dalla vegetazione, dall’umidità, dalle infiltrazioni di acqua, dai crolli di cornicioni, dai fuochi accesi senza alcuna precauzione e dai vandalismi. Insomma, la fortezza del capoluogo è condizioni disastrose. Una novità? Purtroppo no. Piuttosto una ulteriore sottolineatura dell’urgenza di atti concreti su un bene unico nel suo genere. Lo ‘stato di danno’ delle strutture della Cittadella è stato al centro della relazione che l’ingegnere Maria Luisa Musa ha presentato durante un incontro organizzato dal Rotary Cub di Alessandria, presieduto da Francesco Musante. Affiancata da Ileana Spriano, Capo Delegazione del Fai (Fondo ambiente italiano) di Alessandria, Maria Luisa Musa ha riassunto un viaggio tra edifici, caserme e bastioni in pessime se non gravissime condizioni che peraltro gli alessandrini conoscono bene. Da tecnico, ha espresso preoccupazione e allarme per le condizioni di alcune strutture che sono a rischio di crollo imminente, ha illustrato la gravità di diverse lesioni che hanno determinato il distacco di alcune solette anche di quasi trenta centimetri dai muri e dell’assenza di capacità di resistenza a carichi orizzontali. Che fare? Anche in questo caso le risposte sono obbligate: immediata “messa in sicurezza” per non fare crollare le strutture e mettere al sicuro il pubblico che frequenta la fortezza.

Concluso l’intervento del tecnico, si apre il dibattito che richiama a un certo punto anche capitoli dimenticati della storia recente dello storico monumento, come il concorso internazionale di idee per la ‘Valorizzazione della Cittadella di Alessandria’ promosso del 2005 e finanziato con un milione di euro. Avevano partecipato circa quindici gruppi professionali composti da un centinaio di tecnici, ma si è concluso male: nessuno dei progetti proposti è stato giudicato valido dalla Commissione che aveva parlato di “inadeguatezza delle proposte rispetto agli obiettivi perseguiti dal concorso”. E le risorse? Sono rimaste avvolte in un limbo fra premi mai assegnati, rimborsi mai erogati e una interrogazione parlamentare (presentata da Franco Stradella), richieste di chiarimenti alla giunta provinciale guidata da Paolo Filippi che aveva diretto la regia dell’iniziativa.

Sembra davvero lontana, anche se non lo è rispetto all’arco temporale trascorso, l’estate del 1997 quando le principali istituzioni alessandrine avviarono lo studio del ‘problema Cittadella’, anche stanziando un primo finanziamento per la ricerca del Politecnico di Torino in attesa di quella che appariva l’imminente dismissione da parte dell’Esercito. Dopo anni e anni di parole e progetti durante i quali non è mancata nemmeno la nascita di Comitato di valorizzazione e l’intensa attività di una associazione (‘Cittadella di Alessandria 1728’ presieuta da Enrico Patria) che ha riunito un gruppo di appassionati alessandrini, arriva il febbraio del 2016, quando la Cittadella di Alessandria è stata consegnata dal Demanio (cui era stata trasferita dall’amministrazione militare nel 2007) al Ministero dei Beni culturali e alla Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio delle province di Alessandria, Asti e Cuneo, con la vigilanza e la custodia affidate alla Città di Alessandria. Un’amministrazione che, per bocca del sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, riconosce l’urgenza degli interventi, parla di “esagerazione nel fare andare il pubblico in ogni luogo della fortezza alla luce della situazione di pericolo”, sollecita “una regia unica dello Stato, d’intesa con uil Comune” per adottare strumenti, e risorse, per impedire il peggio. Il primo cittadino poi dice chiaramente di essere “contrario allo spacchettamento della Cittadella”. E di essere “pronto a respingere al mittente ogni atto che non preveda un intervento organico e complessivo sulla fortezza progettata da Ignazio Bertola. 

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