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Ex dipendente dell’ospedale assolta dall’accusa di truffa
Dopo 19 anni assolta dall'accusa di truffa al Santi Antonio e Biagio: condannata in primo grado, è stata assolta in appello
Dopo 19 anni assolta dall'accusa di truffa al Santi Antonio e Biagio: condannata in primo grado, è stata assolta in appello
ALESSANDRIA – Assolta dopo 19 anni dall’accusa di truffa ai danni dell’azienda ospedaliera Santi Antonio e Biagio. Protagonista della vicenda è una ex infermiera, Liliana Bertasello, in servizio nel 1999 presso il reparto di pediatria. Secondo l’azienda era rimasta a casa senza un valido motivo per cinque mesi, dal febbraio al novembre. Aveva fornito certificazione medica che attestava come fosse affetta da uveite anteriore e da una sindrome depressiva ma, nel frattempo, aveva sostenuto esami all’università con ottimi voti. L’azienda, quindi, la trascinò in tribunale dove, in primo grado, era stata condannata ad 8 mesi di reclusione. Era l’anno 2006. L’Aso, con l’avvocato Piero Monti, si era costituita parte civile. La donna difesa dall’avvocato Giuseppe Lanzavecchia, ha però fatto ricorso in appello e, in questi giorni, in giudice di Torino si è espresso, assolvendola.
Il giudice ha infatti accolto la tesi difensiva secondo la quale la donna avrebbe preparato gli esami universitari nei momenti in cui la malattia non era presente, o non era disturbante. Mentre, per quanto attiene la sindrome depressiva, questa le avrebbe impedito di svolgere serenamente un lavoro tanto delicato, quello dell’infermiera, ma non di portare avanti gli studi nella sua abitazione. L’ospedale, in appello, ha rinunciato a costituirsi parte civile. Nel frattempo la donna, laureatasi, ha cambiato lavoro.