Villaggio Fotovoltaico: “la cura parta dai residenti, ma le istituzioni facciano la loro parte”
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Villaggio Fotovoltaico: “la cura parta dai residenti, ma le istituzioni facciano la loro parte”

Dopo il primo articolo che segnalava il grande degrado dell'area sono stati decine i commenti apparsi sui social networks: c'è chi se la prende con i mancati interventi del Comune e chi sottolinea come gli atti vandalici e l'incuria siano causati prima dai tutto dai residenti stessi. Ma a farne le spese sono stati anche gli animali...

Dopo il primo articolo che segnalava il grande degrado dell'area sono stati decine i commenti apparsi sui social networks: c'è chi se la prende con i mancati interventi del Comune e chi sottolinea come gli atti vandalici e l'incuria siano causati prima dai tutto dai residenti stessi. Ma a farne le spese sono stati anche gli animali...

ALESSANDRIA – E’ bastato accendere i riflettori sulle condizioni degradate del Villaggio Fotovoltaico e del suo laghetto, grazie alla segnalazione di alcuni residenti, per stimolare un dibatitto nato in rete e raccogliere decine di nuove segnalazioni.

La zona, un tempo simbolo di innovazione e cura degli spazi urbani cittadini, da tempo è lasciata a se stessa, ed è solo grazie ai numerosi interventi di gruppi di volontari che si è evitata (almeno parzialmente) una situazione ancor più grave e una vera e propria strage dei pesci e delle tartarughe che abitano il laghetto. 

Era ora che i residenti si lamentassero – spiegano i volontari dell’Ata-Pc Alessandria – ma non si tratta solo di sporcizia, si tratta di vandalismo e crudeltà verso gli animali (tartarughe e pesci) che sono stati abbandonati da cittadini nel laghetto e che sono bersaglio di bande di teppisti che uccidono le tartarughe lanciando le mattonelle tolte dalla pavimentazione o bruciandole vive. Come Ata-Pc Alessandria in questi ultimi anni abbiamo fatto di tutto per salvare almeno gli animali tra cui Trachemis elegans, una specie protetta di tartarugha che vive lì.
Tutto l’impianto di depurazione delle acque è allo sfascio e comunque non è stato costruito per ospitare animali. Già una volta il laghetto è stato svuotato e ripulito, ma non è questa la soluzione. Conosciamo bene il problema e, insieme alla presidente dell’Associazione, abbiamo segnalato il problema negli anni passati all’Assessore Tutela Animali e alla Forestale. Siamo a disposizione per aiutare a risolvere il problema. La situazione è stata denunciata più volte anche al Responsabile del verde, ma invano. Anzi, le cooperative che si occupano della cura del verde hanno provocato ulteriori danni distruggendo tutte le bocchette dell’irrigazione. Il problema è anche di sicurezza perchè le bande di delinquenti, d’estate, schiamazzano fino alle 3-4 di notte accampandosi intorno alla pista di pattinaggio. I residendi sono disperati perchè non riescono a dormire. Queste bande sono pericolose perchè minacciano di ritorsioni chiunque si lamenti. Speriamo che la nuova amministrazione riesca a risolvere il problema”. 

Su Facebook il dibatitto si è però sviluppato anche sul senso civico dei residenti, che, ricorda qualcuno, “dovrebbero essere i primi a prendersi cura dell’area, invece che contribuire a sporcarla, sommando incuria a incuria. Si inizia dalle piccole cose, dal gettare le bottiglie nei cestini e nel raccogliere ciò che eventualmente si vede in giro, così come dall’evitare che i cani facciano i proprio bisogni senza poi raccoglierli”. 

Anche perché i soli volontari, come sperano loro stessi, non bastano più, e si attende ormai un intervento del Comune, “se si dimostrerà sensibile, come speriamo, al nostro appello”. 

“Da qualche anno, prima come ANPANA, ora come AtaPc, Associazione tutela ambiente protezione civile, ci siamo impegnati strenuamente presso quel laghetto. Pulizie periodiche del prato, della pista da pattinaggio, e pure sotto le pedane. Abbiamo collocato due cestini portarifiuti comprati a nostre spese e ci siamo impegnati per svuotarli periodicamente. Abbiamo curato le rose e nutrito i pesci e delle tartarughe. Abbiamo riparato, sempre a nostre nostre spese (e non piccole), le pompe e i sistemi di filtraggio acqua. Siamo intervenuti in emergenza per aggiungere acqua fresca e pulita nei giorni di calura estiva, altrimenti i pesci sarebbero morti (l’acqua aveva raggiunto i 30 gradi, come da termometro installato da noi). E ci siamo perfino organizzati per la vigilanza anche notturna contro gli atti vandalici (hanno perfino bruciato alcune tartarughe in questi anni). Ricordiamo di intere nottate spese a fare vigilanza, e siamo anche stati aggrediti. Il tutto sempre a nostre spese, senza mai ricevere aiuti o contributi da enti pubblici, ma neppure da privati e residenti. Ora, il problema è che i volontari possono fare tanto, ma non possono fare tutto.
Soprattutto, non possono nulla contro la maleducazione duffusa. Sono stati spaccati i cestini che abbiamo collocato. Li abbiamo ricomprati. Sono stati incendiati. Li abbiamo sostituiti nuovamente, e nuovamente sono stati dati alle fiamme. È stata persino fusa la carena con la quale li avevamo fissati. Abbiamo organizzato una pulizia speciale dell area per fine anno, in.modo che fosse decorosa in occasione del Natale. Il due gennaio, la zona era lercia, con fuochi artificiali bruciati, bottiglie, cocci di vetro, e altri rifiuti sparsi ovunque. Abbiamo ripulito il roseto, potato e curato le rose. Per ritrovarle piene di rifiuti. Abbiamo strisciato carponi sotto le pedane, per estrarre i rifiuti, e collocato un ulteriore cestino a fianco delle pedane in legno, affinché le persone gettassero lì i rifiuti e non sotto le tribune. Il cestino è stato fracassato a calci, i rifiuti gettati nuovamente sotto. Ora, bisogna capire che i volontari non sono marziani. Sono cittadini come gli altri con il loro lavoro, i loro problemi, le loro preoccupazioni, le loro ristrettezze economiche ma nonostante questo trovano ore da impegnare per il bene comune, ora che sottraggono alla famiglia e al riposo. E trovano anche soldi, magari risparmiando su necessità personali, da spendere per comprare cestini, sacchi, scope, ramazze, cibo per le tartarughe, alimento per i pesci e attrezzature varie per rendere il laghetto fotovoltaico pulito e gradevole. Ma non possono essere lasciati soli. E, alla lunga, si demotivano e demoralizzano, se vedono il loro lavoro costantemente mandato in fumo dal menefreghismo e dalla maleducazione imperanti”.

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