Gioco erotico finito in tragedia, l’accusa è di omicidio preterintenzionale
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Gioco erotico finito in tragedia, l’accusa è di omicidio preterintenzionale

Ad un anno di distanza il pubblico ministero ha concluso le indagini sulla morte di Riccardo Sansebastiano: l'accusa è di omicidio preterintenzionale. Sarà il giudice per l'udienza preliminare a decidere se archiviare o rinviare a giudizio l'architetto Gianna Damonte

Ad un anno di distanza il pubblico ministero ha concluso le indagini sulla morte di Riccardo Sansebastiano: l'accusa è di omicidio preterintenzionale. Sarà il giudice per l'udienza preliminare a decidere se archiviare o rinviare a giudizio l'architetto Gianna Damonte

ALESSANDRIA – Per il pubblico ministero Andrea Zito si trattò di omicidio preterintenzionale. A conclusione delle indagini, durate un anno circa, è questa l’accusa contestata a Gianna Damonte, 59 anni, architetto dirigente dell’Atc di Alessandria per la morte di Riccardo Sansebastiano, direttore dell’Atc, avvenuta l’11 luglio scorso.
Tra i due c’era una relazione affettiva da lungo tempo, benchè lui fosse formalmente ancora sposato. L’11 luglio di un anno fa lei lo trovò agonizzante nella mansarda di via Maggioli, dove si incontravano e dove organizzavano giochi erotici. L’ultimo è finito in tragedia.
Agli inquirenti, con i quali Damonte ha collaborato fin da subito per ricostruire la vicenda, raccontò di avergli messo le manette ai polsi e una corda al collo. Faceva parte del rituale concordato. Sarebbe tornata ore dopo, a liberarlo. Ma quando lei arrivò, lui era completamente senza forze e senza fiato. Chiamò i soccorsi ma per l’uomo non ci fu nulla da fare. L’autopsia indicò come causa probabile della morte il soffocamento. Faceva caldo e l’aria era torrida. Lui, legato, non riuscì a liberarsi e prese poco a poco le forze, fino a restare soffocato con la corda che, invece, avrebbe dovuto procuragli piacere.
Secondo il pubblico ministero, il comportamento di lei, che lo legò e lo lasciò per ore nella mansarda con 40 gradi, provocò lesioni irreparabili, sebbene non ci fosse l’intenzione di ucciderlo.
Con questa accusa, Damonte dovrà ora comparire davanti al giudice per le indagini preliminari, assistita dai suoi avvocati. Sarà il giudice, sentite le parti, a decidere su un eventuale rinvio a giudizio o a archiviare il caso.
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