“Scagionato” dalla calvizie: “non ho aggredito io quella donna”
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“Scagionato” dalla calvizie: “non ho aggredito io quella donna”

Venne accusato di aver aggredito una donna a seguito di un litigio stradale ma l'accusatrice ed una testimone parlano di "uomo brizzolato", mentre l'accusato è completamente calvo da parecchi anni

Venne accusato di aver aggredito una donna a seguito di un litigio stradale ma l'accusatrice ed una testimone parlano di "uomo brizzolato", mentre l'accusato è completamente calvo da parecchi anni

CRONACA – Due volte nei guai per una aggressione che, dice l’accusato, non fu lui a commettere. La prova schiacciante? La sua calvizie.

L’episodio risale al gennaio del 2012 e in città creò scalpore. Una donna disse di essere stata strattonata da un uomo in strada che la aveva anche urtata con l’auto. A causa delle percosse la donna, di origini marocchine, disse di aver perso il bambino che portava in grembo.

Agli agenti di polizia arrivati in suo soccorso aveva infatti detto di essere stata urtata dall’auto mentre percorreva via San PioV, insieme al figlio più piccolo, nel passeggino. Lei protestò e l’automobilista, per tutta risposta, sarebbe sceso dall’auto strattonandola e facendola cadere a terra. Per quel gesto, l’uomo, un alessandrino oggi settantenne, venne denunciato per procurato aborto.
A scagionare l’uomo dall’accusa fu la perizia del ginecologo, il professor Ezio Fulcheri di Genova, che aveva accertato come la donna avesse sì abortito, ma diversi giorni prima dell’episodio.

Lei, a distanza di tempo, però insiste: “mi ha aggredita”, dice. Il caso è finito nei giorni scorsi davanti al giudice di pace. “Non sono io quello che ha aggredito la donna”, ha sempre detto Gianfranco Cuoco, l’uomo finito sotto accusa e difeso dall’avvocato Giuseppe Lanzavecchia. L’aggressione, pare, ci fu in strada, ma non per mano del settantenne. La signora, nella sua testimonianza, descrive l’aggressore come “un uomo alto e brizzolato”. Caratteristica, quella dei capelli bianchi, confermata anche da una testimone.
Gianfranco Cuoco, però, è completamente calvo, oggi come nel 2012. Per dimostrarlo l’avvocato Lanzavecchia ha consegnato al giudice di pace Cinzia Dettori la copia delle carte d’identità del 2004, del 2009 e del 2014: nelle foto Cuoco è sempre calvo. Avrebbe potuto tra un rinnovo e l’altro del documento farsi ricrescere i capelli? Dalla sua parte ci saranno anche testimoni che potranno dirlo. Il processo è fissato per il 29 novembre davanti al giudice di pace.

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