Chirurgia di avanguardia nel nuovo blocco operatorio
Home

Chirurgia di avanguardia nel nuovo blocco operatorio

Giovedì il taglio del nastro e a fine luglio attività a pieno regime. Otto sale multispecialistiche, flessibili e intercambiabili rispetto all’uso delle diverse chirurgie, compresi i pazienti politraumatizzati. Previsti oltre trenta interventi al giorno, quasi tutti di alta intensità

Giovedì il taglio del nastro e a fine luglio attività a pieno regime. Otto sale multispecialistiche, flessibili e intercambiabili rispetto all?uso delle diverse chirurgie, compresi i pazienti politraumatizzati. Previsti oltre trenta interventi al giorno, quasi tutti di alta intensità

ALESSANDRIA – Tecnologia di avanguardia nelle nuove sale chirurgiche dell’ospedale di Alessandria che entreranno in attività a regime a fine luglio. Tutto è all’insegna della sicurezza, della connettività (il sistema è potenzialmente in grado di dialogare con ogni ospedale della regione per trasmettere o ricevere immagini e informazioni digitali), della dotazione di apparecchiature di ultima generazione. Il taglio del nastro, alla presenza di Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità, è in programma domani, giovedì, alle 14.30. Poi verrà completato, sfruttando in particolare i fine settimana, il trasferimento di tutti i materiali. Con il mese di agosto, l’ospedale di Alessandria avrà otto sale operatorie nuove e complessivamente la dotazione salirà a venti sale. Il nuovo blocco sarà dedicato agli interventi di alta complessità, la media annuale è di seimila, mentre le altre saranno impegnate per gli interventi di bassa e media intensità (è l’attività ordinaria al servizio del capoluogo, mentre quella più complessa vede arrivare pazienti da tutta Italia) che sono pari ad altrettanti seimila. Lo spazio, i percorsi dedicati, il personale appositamente formato consentirà di aumentare le prestazioni specialistiche, di gestire meglio le urgenze e le emergenze (sono circa duemila l’anno con interventi che possono durare anche dieci ore e che interrompono l’attività ordinaria causando lo slittamento degli interventi programmati) e superare i ‘colli di bottiglia’ presenti nei percorsi interni dell’ospedale. “Siamo di fronte al riscatto dell’intera azienda” commenta Giovanna Baraldi, direttore generale, mentre guida i giornalisti alla visita dei locali.

Il nuovo blocco (otto sale multispecialistiche, flessibili e intercambiabili rispetto all’uso delle diverse chirurgie, compresi i pazienti politraumatizzati) si contraddistingue per una altissima dotazione tecnologica. Le sale sono attrezzate con apparecchiature quasi tutte collocate su pensili a supporto dell’ergonomia, del risparmio e del movimento di tutto il personale. Ecco le lampade scialitiche a led con telecamere ad alta definizione, monitor ripetitori per immagini operatorie montati su braccia snodate a parete e tavoli operatori telecomandati, un ecografo dedicato, utilizzato per procedure ecoguidate anestetiche locoregionali agli arti inferiori e superiori e gli incannulamenti venosi centrali, con la conseguente riduzione delle complicanze e di minori dosaggi di anestetico, a tutto vantaggio del paziente. Le sale sono collegate con l’impianto di posta pneumatica, per poter effettuare l’invio immediato di campioni al laboratorio e la ricezione di emocomponenti nei casi di urgenza. La sala di accoglienza, dotata di otto posti letto, permette l’ottimizzazione dei tempi operatori grazie alla migliore gestione dei pazienti, che entrano nel blocco operatorio prima del termine dell’intervento precedente per iniziare il monitoraggio, l’incannulamento, il posizionamento di un eventuale catetere peridurale. La sala di risveglio, dotata di sei posti letto, garantisce una maggiore sicurezza per i pazienti, oltre a favorire i tempi operatori, perché appena usciti dalla sala operatoria sono monitorati per almeno trenta minuti prima di lasciare il blocco operatorio.

Nella nuova struttura realizzata sopra il Pronto Soccorso non mancano dotazioni come il passamalati, dotato di sensori per monitorare il paziente nel momento dell’arrivo nel blocco operatorio e il trasferimento nella sala di preparazione. In questa area sono stimati dai 30 ai 35 interventi al giorno di cui una ventina almeno di alta complessità. “Siamo nelle condizioni – dice Mauro Salvini, direttore del Dipartimento chirurgico – di operare al meglio. Tutte le sale sono in comunicazione ed è possibile connettere il segnale verso tutto l’ospedale”. Di tutte le sale, due saranno usate in prevalenza per le urgenze e una è riservata alla chirurgia robotica.

Giovanna Baraldi, insediata il primo maggio 2015, aveva chiesto alla fine dello stesso mese alla Regione l’autorizzazione a contrarre un mutuo decennale per sette milioni di euro con la Cassa depositi e prestiti (Cdp, società per azioni a controllo pubblico) per completare un intervento fermo da troppo tempo. Nel novembre 2015 la Regione autorizza l’accensione del mutuo. Però la Cdp non si è fidata e aveva chiesto ulteriori garanzie alla Regione per un patronage finanziario (è una raccomandazione finalizzata a rafforzare le garanzie del soggetto che si trova a dover chiedere la concessione di un nuovo finanziamento). Niente da fare. Allora l’ospedale a febbraio 2016 apre una procedura comunitaria per ottenere il finanziamento dal mondo bancario. Ma a giugno la gara va deserta. La direzione aziendale decide di rivedere l’intera pratica e riprova ad andare nuovamente sul mercato del credito e all’inizio di agosto arriva una offerta della Banca regionale europea. L’azienda chiede subito l’autorizzazione alla Regione. A questo punto cala il silenzio, poi arriva l’annuncio che “le mutate condizioni della Regione Piemonte hanno consentito l’assegnazione dei fondi con la delibera della Giunta del 10 ottobre che permette di presentare l’intervento finale che ha visto un investimento di quattro milioni e novecentomila euro.

La storia delle nuove sale operatorio dell’ospedale di Alessandria era iniziata nel 1996 quando viene finito lo studio di fattibilità. Nel gennaio 2008 iniziano i lavori, nell’agosto del 2011 il cantiere chiude, nel novembre 2013 il blocco è collaudato. E la vicenda si congela nuovamente. Fino a oggi. 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione