La giunta, i primi nomi e la grande Amag
La mappa dei posti è appena abbozzata, ma già si parla di Buzzi Langhi, Barosini, Molina, Iacovoni e poi di Locci e dei vertici della 'cassaforte' del Comune. Quindi, mirini puntati sulla dirigenza di Palazzo Rosso e sul segretario generale
La mappa dei posti è appena abbozzata, ma già si parla di Buzzi Langhi, Barosini, Molina, Iacovoni e poi di Locci e dei vertici della 'cassaforte' del Comune. Quindi, mirini puntati sulla dirigenza di Palazzo Rosso e sul segretario generale
ALESSANDRIA – La mappa dei posti in Giunta è appena abbozzata. Così come per ora si rincorrono, come è naturale che sia, i nomi. Messi in giro ad arte, formulati in buona fede, espressione e sintesi di accordi politici o di intese raggiunte all’ultimo minuto. La stagione di Gianfranco Cuttica di Revigliasco a Palazzo Rosso è appena cominciata, ma lui, da politico, pur se abbastanza fuori dagli schemi tradizionali, riesce a non sbilanciarsi. È solo a distanza di alcune ore dal verdetto finale che pronuncia nomi e cognomi. “Ho solo già pensato a un paio di persone, ma per gli altri ci devo ancora riflettere” dice nella notte dei festeggiamenti. Su tre nominativi, poi, si sbilancia: Davide Buzzi Langhi per la carica di vicesindaco che ha ottenuto 390 preferenze (in caso di nomina in giunta in Consiglio comunale entrerebbe Angela Maria Poggio che ha avuto 134 preferenze), mentre ad Emanuele Locci dovrebbe andare la presidenza del Consiglio. Locci, candidato a sindaco al primo turno e sostenuto da tre liste, ha sottoscritto un accordo politico con il centrodestra, senza apparentamento. Entra a Palazzo Rosso con un posto che tecnicamente si colloca fuori dalla maggioranza, anche se non è così nella realtà. L’altro nome fatto da Cuttica di Revigliasco è stato quello di Roberto Molina con tanto di indicazione di delega: assessore al Bilancio. Su Giovanni Barosini (826 preferenze) circolano al momento con insistenza solo ipotesi per un incarico da assessore (il primo degli esclusi è Ezio Castelli). Un altro nome che ad un certo punto, quasi al termine della campagna elettorale è sfuggito al candidato a sindaco è stato quello di Lorenzo Iacovoni (153 preferenze, al terzo posto dopo Piervittorio Ciccaglioni, 234, e Alessandro Rolando, 231) per un non meglio precisato posto in giunta (un suo incarico aprirebbe le porte a Giovanni Ravazzi). Fra i ‘si dice’ non manca anche quello di Paolo Bonadeo, nome assente dalle cronache politiche e che ha ricoperto la carica di assessore alla Cultura con Fabbio. In ogni caso, sono ovviamente solo ipotesi in attesa di conferma.Gli ‘appetiti’, come impone il copione post elettorale di ogni vincitore, sono molti. Bisogna premiare chi ha avuto ampi consensi e chi ha raccolto fondi e mobilitato risorse, anche se oggi le poltrone sono meno numerose del passato. Ad Alessandria c’è la Grande Amag (un presidente e un amministratore delegato, più gli incarichi diretti per ogni singola società che fa capo alla multiutility che continua a rappresentare una preziosa cassaforte per il Comune capoluogo), il consorzio socioassistenziale Cissaca, più una manciata di possibili nomine che spettano all’amministrazione comunale. Per esempio, è circolato anche il nome di Ugo Cavallera per un incarico al vertice di Amag, una ipotesi probabilmente delineata ad arte. E a proposito di ex, nella notte del successo di Cuttica di Revigliasco ha fatto capolino Lorenzo Repetto, presidente dell’Amag nell’era di Piercarlo Fabbio. Una presenza rispetto alla quale non è mancato qualche segnale i imbarazzo da parte di alcuni sostenitori del centrodestra e leghisti in particolare. Fra i rinnovi, anche quello della presidenza della Centrale del Latte di Alessandria e Asti. Una compagine sociale in parte rinnovata e un presidente, Filippo Zaio, che ha sempre interpretato il ruolo con equilibrio e buon senso. Una gestione tranquilla, durante le quale non sono mancati investimenti (da quelli sugli impianti alla rimozione della copertura in amianto) e strategie di sviluppo. Anche queste consegnate ora alla giunta di centrodestra.
Su un altro punto, invece, il nuovo inquilino di Palazzo Rosso ha avuto parole chiare. Ed è quello del riordino della macchina comunale, a partire dal ridisegno delle competenze e dei ruoli dei massimi dirigenti (tutti nel mirino della nuova maggioranza), mentre un elemento chiave sarà il nuovo Segretario generale dell’ente. “Non dovrà essere un “amico degli amici”, né appartenere ad alcun “cerchio magico” di ambito locale” ha detto più volte Cuttica di Revigliasco. Non che la nomina avvenga con facilità. È necessario un bando specifico e solo quanto arriveranno le candidature sarà possibile scegliere.