Alessandria, il nuovo Consiglio. E per la giunta…
Ecco l'assemblea di Palazzo Rosso a maggioranza centrodestra e chi invece entra per la minoranza. Fra i nomi spunta quello di Roberto Molina, attuale segretario cittadino della Lega Nord
Ecco l'assemblea di Palazzo Rosso a maggioranza centrodestra e chi invece entra per la minoranza. Fra i nomi spunta quello di Roberto Molina, attuale segretario cittadino della Lega Nord
La maggioranza di venti seggi consiliari è composta da ‘SiAmo’ con Giovanni Barosini, Giuseppe Bianchini, Elisabetta Onetti; Forza Italia con Davide Buzzi Langhi, Stefano Foglino, Maurizio Sciaudone, Monica Formaiano, Paolo Borasio, Carmine Passalacqua, Caterina Micò; Lega Nord: Pier vittorio Ciccaglioni, Alessandro Rolando, Lorenzo Iacovoni, Evaldo Pavanello, Pierpaolo Guazzotti, Chiara Buzzi, Cinzia Lumiera, Daniela Ruffato, Gian Paolo Lumi; Fratelli d’Italia: Piero Castellano.
Sul fronte dell’opposizione, dove si inserisce solo tecnicamente Emanuele Locci, candidato sindaco, i consiglieri sono Michelangelo Serra e Andrea Cammalleri per il Movimento 5 Stelle; Partito Democratico: Rita Rossa, Enrico Mazzoni, Vincenzo Demarte, Vittoria Oneto, Giorgio Abonante, Paolo Berta; Lista Rossa: Maria Enrica Barrera; Moderati: Claudio Falleti. Infine, l’ultimo posto sarà occupato da Oria Trifoglio, candidata a sindaco per quel Quarto Polo che nonostante le alchimie da ‘prima repubblica’ messe in campo da Felice Borgoglio (in prima linea) e Renato Balduzzi (dietro le quinte) sembra rimasto con il classico pugno di mosche. Una fine analoga ha fatto la regia della campagna elettorale di Rita Rossa che ha visto tornare in campo Paolo Filippi, già presidente della Provincia, insieme ad alcuni esponenti di un Pd che, ad Alessandria come in quasi tutto il resto del Paese, è uscito con le ossa frantumate dalle elezioni amministrative.
L’assemblea dell’era Cuttica di Revigliasco si apre con un Consiglio, sia in maggioranza, sia in minoranza, in cui si mescolano volti nuovi e vecchi, storie di appartenenze partitiche che si intrecciano, truppe volenterose, consiglieri premiati dalle urne nonostante un’attività amministrativa quanto meno trasparente. C’è chi, in maggioranza, ha alle spalle l’esperienza amministrativa dell’era di Piercarlo Fabbio e chi rimanda addirittura alla prima stagione leghista di Francesca Calvo. L’opposizione riporta a Palazzo Rosso alcuni esponenti della giunta di Rita Rossa, mentre riduce a due la rappresentanza pentastellata rispetto alla quale le attese elettorali erano state di ben altra portata.
Ovviamente già nelle ore immediatamente successive all’esito elettorale, si è cominciato a parlare dei nomi dei futuri assessori. Ma è lo stesso neosindaco a smorzare l’interesse e, almeno a parole, gli appetiti per alcuni incarichi manifestati da quale esponente della coalizione di centrodestra. “Ho solo già pensato a un paio di nomi, ma per gli altri ci devo ancora riflettere” dice nella notte dei festeggiamenti. Su tre nominativi si sbilancia: Davide Buzzi Langhi per la carica di vicesindaco (in questo caso in Consiglio comunale entrerebbe Angela Maria Poggio), Emanuele Locci alla presidenza del Consiglio e Roberto Molina (a destra con Cuttica di Revigliasco) come assessore al Bilancio. Un nome sicuramente poco noto al pubblico è quello di Roberto Molina. Classe 1964, dirigente di banca, una lunga esperienza, anche romana, nelle fila della Democrazia Cristiana, ha vissuto la politica della ‘prima Repubblica’ e l’esperienza successiva con toni moderati e cercando sempre la mediazione figlia della competenza e del buon senso. Su Giovanni Barosini circolano al momento con insistenza solo ipotesi per un incarico da assessore (il primo degli esclusi è Ezio Castelli). In ogni caso, sono ovviamente ipotesi in attesa di conferma.