Orafi, contratto nazionale dall’accento alessandrino
Il nuovo testo prevede innovazioni rispetto al welfare e novità economiche e normative frutto del lavoro di Confindustria Alessandria. Le novità e i numeri che interessano direttamente duemila addetti
Il nuovo testo prevede innovazioni rispetto al welfare e novità economiche e normative frutto del lavoro di Confindustria Alessandria. Le novità e i numeri che interessano direttamente duemila addetti
ECONOMIA – Parla molto alessandrino il nuovo contratto nazionale di lavoro di orafi, argentieri e gioiellieri italiani. Un testo che accanto agli elementi prettamente economici, affianca aspetti normativi che sono anche il frutto del lavoro di Confindustria Alessandria, non un caso visto il peso sul sistema nazionale del Distretto di Valenza e la presenza del gruppo Aziende orafe valenzane (Aov) che opera ormai da alcuni anni all’interno della stessa associazione industriale (il gruppo è guidato da Francesco Barberis).
In Confindustria Alessandria si parla di “buon contratto” per usare le parole di Fabrizio Grossi del Servizio Lavoro. Che riassume così alcuni degli aspetti più peculiari. “Dal 2017 è previsto il riconoscimento dell’inflazione reale con nuove modalità e, per esempio, per il 2016 il dato è pari a un aumento di 1,49 euro. Gli incrementi retributivi decorrono dal mese di giugno di ogni anno” spiega Grossi, Poi il nuovo contratto di lavoro precisa che i premi di risultato saranno totalmente variabili e “viene regolamentata l’assistenza sanitaria integrativa per tutti i dipendenti a decorrere dal primo aprile 2018 (circa tredici euro per dodici mensilità, per 156 euro annui) e il contributo aziendale al fondo Cometa passa dall’1,2 per cento all’1,6 dei minimi contrattuali”. Il contratto, valido fino al 30 giugno 2020, prevede una una tantum di ottanta euro (in busta paga ad ottobre) e il riconoscimento dell’inflazione che però avviene ex post anno su anno e non più ex ante. Non mancano aumenti sui minimi e un capitolo dedicato al welfare con, fra le altre cose, buoni spesa, servizi di assistenza, rafforzamento della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria. Grossi, a proposito di questo capitolo contrattuale che richiama quello dei ‘cugini’ lavoratori del settore metalmeccanico, specifica che “il welfare dal gennaio 2018 avrà un valore di cento euro, elevato a 150 euro dal giugno 2019 e a 200 euro dal giugno 2020. L’importo deve intendersi netto per azienda e lavoratore”.

L’accordo nazionale è stato sottoscritto da Federorafi Confindustria e i sindacati Fim, Fiom e Uilm. Il ruolo da protagonisti lo hanno avuto le tre ‘patrie’ dell’oro e del gioiello: Arezzo, Vicenza e il Distretto di Valenza, sotto la regia alessandrina della locale Confindustria. Rispetti alle imprese, sono direttamente coinvolte 75 aziende orafe con circa duemila addetti, mentre il totale del tessuto è composto da ottocento aziende (comprensive di industria, artigianato e commercio) per circa 4.700 dipendenti. Un dato che evidenzia il peso di quelle più strutturate rispetto all’universo di piccole e medie realtà produttive della dimensione valenzana.