L’Università del futuro secondo Cuttica di Revigliasco e Rossa
Incontro, ieri pomeriggio, coordinato dai direttori del Disit (Leonardo Marchese) e del Digspes (Salvatore Rizzello) con i candidati a sindaco su ruolo dell'ente locale e residenze universitarie
Incontro, ieri pomeriggio, coordinato dai direttori del Disit (Leonardo Marchese) e del Digspes (Salvatore Rizzello) con i candidati a sindaco su ruolo dell'ente locale e residenze universitarie
ELEZIONI – Residenze e servizi universitari, collaborazione fra ente locale e Università del Piemonte Orientale (Upo), scenari di sviluppo. Confronto pacato nei toni e nei contenuti quello andato in scena ieri pomeriggio nell’aula 201 al secondo piano del Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica (Disit), in viale Michel 11. Ospiti dell’incontro ‘Ruolo e futuro dell’Università in Alessandria’ sono stati Gianfranco Cuttica di Revigliasco e Rita Rossa, candidati a sindaco. Organizzato in vista del ballottaggio del 25 giugno è stato coordinato da Leonardo Marchese, direttore del Disit, e da Salvatore Rizzello, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, scienze politiche, economiche e sociali (Digspes). Di fronte ai candidati, un gruppo di docenti e ricercatori che hanno formulato alcune domande dopo gli interventi iniziali.
La prima è intervenire è stata Rita Rossa (centrosinistra) che si è subito soffermata sul problema delle residenze. “Rispetto ai vari contenitori – ha detto – c’è l’ex ospedale militare di proprietà comunale e la cui concessione di uso è ancora in capo all’Ateneo. I vincoli della Soprintendenza hanno bloccato tutto il progetto di ristrutturazione che prevedeva di ospitare una Facoltà. L’ex caserma dei carabinieri, che è di proprietà della Provincia (ente presieduto dalla stessa Rita Rossa, ndr), vede ancora un paio di appartamenti occupati da uomini dell’Arma, c’è un progetto mai andato avanti e l’Ateneo conserva comunque un diritto di prelazione in caso di vendita. Sull’ex caserma Valfrè possiamo solo fare ipotesi perché è di proprietà del Demanio e ogni decisione, al momento, non spetta al Comune. Invece l’ex istituto sordomuti di piazza Santa Maria di Castello lo abbiamo messo a disposizione e al termine di un ciclo di incontri anche con l’Edisu (Ente regionale per il diritto allo studio) la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ha affidato uno studio di fattibilità alla società immobiliare Ream, pronta a investire risorse. Abbiamo anche stimato i posti che si potrebbero ricavare, circa un centinaio”. Rita Rossa ha concluso l’intervento ricordando il Protocollo di intesa sottoscritto con Ateneo e Politecnico per sostenere e sviluppare la ricerca, la collaborazione per la partecipazione a bandi europei e quella sul fronte della sanità e in particolare dell’Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) cui potrebbe aspirare l’azienda ospedaliera.
Quindi la parola a Gianfranco Cuttica di Revigliasco (centrodestra) che ha prima tracciato un quadro generale parlando della “necessità di lavorare tutti insieme”, poi ha affrontato il tema delle residenze e del rapporto con il territorio, alzando contemporaneamente lo sguardo a quanto avviene fuori da Alessandria, a cominciare dal polo Human Technopole che sorgerà a Milano e rappresenterà un nuovo fronte dello sviluppo destinato a incidere anche sul Piemonte e sull’Università del Piemonte Orientale. “È una questione su cui riflettere perché potrebbe determinare ricadute da cui Alessandria potrebbe anche trarre vantaggio. C’è poi la potenzialità della ricerca ospedaliera (Irccs, mesotelioma), la logistica dove per lo scalo ferroviario alessandrino non tutto è perduto e poi c’è il turismo dove insieme all’Ateneo c’è la possibilità di delineare un percorso con Alessandria in grado di diventare il vero hub del Monferrato”. Il riferimento è al Master sul turismo dell’Ateneo che ha registrato un notevole successo di adesioni e che ha coinvolto il territorio in una misura inattesa. “Mi piacerebbe parlare in futuro di città universitaria e non di città con l’università” ha aggiunto prima di passare al capitolo residenze. “Sui progetti in campo – ha detto – non posso entrare, ma mi sento di dire che potrebbero essere riprese in mano le carte sull’ex ospedale militare per ragionare su una eventuale trasformazione della destinazione d’uso originale in una di tipo residenziale. Siamo in pieno centro, con uno spazio verde ora in stato di degrado e di fianco alla chiesa di San Francesco. Sulla ex caserma dei carabinieri di via Cavour, di fronte a Palazzo Borsalino, mi sembra poi logico fare un ragionamento sugli spazi, anche se la competenza non è del Comune”.
