Spese elettorali e voti raccolti: chi ha investito “meglio”?
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Spese elettorali e voti raccolti: chi ha investito “meglio”?

Ecco le spese preventivate da ciascun candidato per la propria campagna elettorale al primo turno: le abbiamo messe in relazione con i voti raccolti. Chi ha investito di più? Chi ha il miglior rapporto spese/voti ottenuti? Scopriamolo insieme

Ecco le spese preventivate da ciascun candidato per la propria campagna elettorale al primo turno: le abbiamo messe in relazione con i voti raccolti. Chi ha investito di più? Chi ha il miglior rapporto spese/voti ottenuti? Scopriamolo insieme

ALESSANDRIA – Il primo turno elettorale è ormai alle spalle, ma ci sono analisi che possono ancora essere fatte, come quella che vi proponiamo oggi.

Quelli presentati nell’apposita sezione dell’Abo Pretorio sono solamente bilanci preventivi, ma sono comunque indicativi delle reali spese che ciascun candidato nel capoluogo ha stimato per la propria campagna elettorale. Vediamo allora quanto ha investito ciascuno degli 8 candidati alla poltrona di primo cittadino e quanto tali investimenti hanno effettivamente reso in termini di voti raccolti. 

Partiamo dal sindaco uscente, Rita Rossa, che al ballottaggio se la vedrà con il candidato del centrodestra Gianfranco Cuttica. E’ stata lei la più votata al primo turno, con 12.838 voti, ottenuta grazie a 4 liste a sostegno. Quanto ha investito nella campagna elettorale? La lista Pd ha messo a preventivo 11 mila euro, la Lista Rossa 5420, i Moderati per Ross 1550, Sinistra per Rossa 10.400. In totale la spesa ammonta quindi a 28370 euro, vale a dire che ogni voto ottenuto è “costato” in termini d’investimento circa 2,2 euro. 

Il suo sfidante al ballottaggio, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, ha ottenuto al primo turno 12164 voti, grazie a 4 liste a supporto. Quanto hanno investito? La lista Lega Nord dichiara un bilancio preventivo di 4000 euro, Forza Italia di 12.100, Sìamo Alessandria di 10850 e la Lista Fratelli d’Italia 1000 euro. Il totale è quindi di 27.950 euro, vale a dire un investimento di 2,3 euro per ogni voto ottenuto. Anche in questo caso la differenza con Rita Rita in termini di risultati è dunque minima. 

Al terzo posto in termini di preferenze alla prima tornata si è collocato Michelangelo Serra, candidato del Movimento 5 Stelle, con 4931 voti. Per ottenerli il Movimento ha preventivato d’investire in pubblicità la somma di 2500 euro, vale a dire un rapporto spese/voti ottenuti pari a 0,51 euro. Gli importi sono molto inferiori rispetto ai primi due candidati ma il risultato ottenuto in chiave di ritorno dell’investimento è stato decisamente migliore. In questa speciale classifica sono in effetti coloro che ottengono il risultato più virtuoso. Nessuno meglio di loro è stato capace di “far rendere” i soldi investiti nella prospettiva del ritorno elettorale. 

Chi ha pagato invece a prezzo decisamente più “caro” i proprio voti, predisponendo la campagna pubblicitaria più importante come cifra assoluta investita, è stato il Quarto Polo a sostegno di Oria Trifoglio. Le 3 liste civiche che l’hanno sostenuta le hanno consentito di ottenere 4630 voti, collocandosi subito dietro al Movimento 5 Stelle. La spesa preventivata per la campagna promozionale è stata però di 55 mila euro (non è stato presentato un rendiconto disaggregato per le 3 liste). Il rapporto costi per la campagna elettorale / voti ottenuti è pertanto particolarmente sbilanciato: ogni voto ottenuto è “costato” a Oria Trifoglio 11,9 euro.

La posizione successiva in termini di risultati elettorali è stata raggiunta da Emanuele Locci che con le sue 3 liste ha raccolto complessivamente 3295 voti. Gli investimenti dichiarati sono stati i seguenti: 2400 euro per la lista Locci Sindaco, 1200 per Direzione Italia e 1000 euro per Alessandria Migliore. In totale le spese elettorali preventivate ammontano a 4600 euro, vale a dire un investimento per ogni voto ottenuto pari a 1,4 euro. 


In terzultima posizione, con un risultato comunque di tutto rispetto sul piano personale, troviamo Gianni Ivaldi, che ha ottenuto grazie alle sue due liste civiche 1597 voti. Le spese complessive dichiarate (anche in questo caso è stato presentato solamente il dato aggregato) sono state pari a 2200 euro, per un rapporto investimento/voti ottenuti che si attesta su 1,38 euro a voto: comunque fra i più virtuosi. 

Cesare Miraglia ha ottenuto 481 voti, grazie al supporto delle liste “Lista civica Cesare Miraglia Sindaco”, “Verdi”, “Giovani Civici Lista civica Cesare Miraglia Sindaco”: in totale le spese elettorali preventivate ammontano a 950 euro (è stato fornito solamente il dato aggregato) per un “costo” per voto pari a 1,98 euro

Chiude la classifica dei voti ottenuti Domenico Campana, che con il suo movimento “Ripresa d’Italia” ha ottenuto 197 voti. L’investimento preventivato per la campagna elettorale è stato però di 15 mila euro. Anche in questa nostra classifica sul rendimento dell’investimento in chiave di ritorno elettorale si colloca all’ultimo posto, decisamente staccato rispetto agli altri candidati. Ogni voto ottenuto gli è infatti “costato” circa 76,1 euro. 

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