Alessandria, un tabù chiamato promozione. Ora il rebus panchina…
Ripartire non sarà semplice e per rimettersi in carreggiata il tempo a disposizione è davvero poco.Tra meno di due settimane scadono i contratti di diversi giocatori ed entro un mese inizierà la preparazione estiva. Nei prossimi giorni, Sensibile e Di Masi dovranno decidere il da farsi in ottica panchina
Ripartire non sarà semplice e per rimettersi in carreggiata il tempo a disposizione è davvero poco.Tra meno di due settimane scadono i contratti di diversi giocatori ed entro un mese inizierà la preparazione estiva. Nei prossimi giorni, Sensibile e Di Masi dovranno decidere il da farsi in ottica panchina
MATERIA GRIGIA – Ripartire non sarà affatto semplice e per rimettersi in carreggiata il tempo a disposizione è davvero poco. Per il terzo anno consecutivo il campionato dell’Alessandria si chiude tra le polemiche e la consapevolezza di aver sprecato l’occasione giusta per realizzare un sogno atteso da oltre 40 anni. Più passano gli anni, più il salto di categoria sembra diventare un tabù impossibile da sfatare. Da tre stagioni i Grigi arrivano a gennaio fregiandosi dell’effimero titolo di campioni di inverno per poi ritrovarsi a giugno con un pugno di mosche. Questa volta, però, si è toccato davvero l’apice dell’autolesionismo. Inutile rivangare sulla quantità sconsiderata di punti dilapidati, chi ha seguito anche solo sfuggevolmente il campionato dell’Alessandria conosce i contorni del crocevia imboccato negli ultimi tre mesi.
Emettere giudizi e sentenze a priori è sempre troppo facile ma, a rifletterci un attimo, ormai privi del contagioso entusiasmo riacceso durante i play off, la sconfitta con il Parma sembra ora l’inevitabile prodotto di una somma di prestazioni obiettivamente sottotono. A ripercorrere al contrario il cammino nella ‘post season’ risulta davvero arduo sostenere che esistessero le debite premesse per un finale diverso. La semifinale con la Reggiana è stata condizionata da due svarioni difensivi degli emiliani che hanno dato il via libera alle fughe di Gonzalez, prima su bella imbeccata di Bocalon (favorita dalla dormita generale della retroguardia granata) poi su grave incertezza di Spanò, che praticamente a metà campo si è fatto anticipare dall’attaccante argentino mancando poi l’intervento decisivo. Nel secondo tempo, tra l’altro, la Reggiana ha prevalso nel possesso palla, riuscendo anche ad andare in gol al 78′ con Guidone e a sfiorare poco dopo il pareggio su calcio d’angolo.

Solo nella gara di ritorno con la Casertana si è vista un’Alessandria padrona del campo, ma obiettivamente il tasso tecnico delle due formazioni non era nemmeno paragonabile. All’andata, tra l’altro, i campani hanno saputo sopperire a questo evidente handicap con agonismo e cuore, grazie ai quali sono riusciti a strappare un illusorio pareggio sull’erroraccio in disimpegno di Celjak.
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Ora, dopo qualche giorno di pausa necessario a metabolizzare la sbornia di delusione accumulata, tocca rimettersi subito al lavoro. Tra meno di due settimane scadono i contratti di diversi giocatori (molti dei quali ormai invisi alla tifoseria) e a metà luglio inizierà la preparazione estiva. Nei prossimi giorni, Sensibile e Di Masi dovranno decidere il da farsi in ottica panchina. La sensazione è che le strade di Pillon e dell’Alessandria siano destinate a dividersi. Ad ogni modo, sul nome del nuovo allenatore (sarebbe il settimo dell’era Di Masi, iniziata a febbraio 2013) o sull’eventuale conferma del tecnico trevigiano si dovrà fare chiarezza entro breve, anche perché solo dopo aver stabilito chi guiderà i grigi nel prossimo campionato di C si potrà iniziare a pianificare la campagna acquisti.
Nel viaggio di ritorno da Firenze ad Alessandria lo scoramento è il sentimento di tutti, ma la speranza non può abbandonare la tifoseria grigia. Ci sono altri casi (il Benevento, ad esempio) di squadre che hanno fallito l’obiettivo a ripetizione, e poi hanno ottenuto straordinari successi (nel caso dei campani, il doppio salto fino alla A). Prima o poi toccherà anche all’Alessandria. O no?
(A cura di Alessandro Francini e Giorgio Barberis)