Non c’è pace (eterna) per Bobi, il cimitero è abusivo. Tutti lo sanno, ma nessuno risolve
Dietro al cimitero comunale sorge un'area recintata autogestita, un vero e proprio cimitero degli animali con tanto di lapidi e croci. Ma non autorizzato. I volontari fanno quello che possono e sperano che il Comune aiuti loro a regolarizzarlo.
Dietro al cimitero comunale sorge un'area recintata autogestita, un vero e proprio cimitero degli animali con tanto di lapidi e croci. Ma non autorizzato. I volontari fanno quello che possono e sperano che il Comune aiuti loro a regolarizzarlo.
ALESSANDRIA – “Sono io il responsabile, parli con me”. Un gentile signore sovrintende alla pulizia delle tombe dei suoi cani: “Vede, qui ho seppellito tutti i miei animali, ho iniziato io, poi si sono aggiunti gli altri”. La punta del bastone indica quello che comunemente è conosciuto come il cimitero degli animali, dietro a quello ebraico di Alessandria.
Peccato che l’erba alta sovrasti quasi del tutto le lapidi di Rocky, Jack e di tutti gli altri defunti a quattro zampe, allineati come in un vero e proprio camposanto.
Il ‘responsabile’ mi indica un punto più o meno a caso, vicino ai suoi piedi: “faccia un buco da qui a là, garantisco io”. Ok, ma qualcosa non quadra. Il ‘cimitero’ è infatti nato per iniziativa e passione di alcuni volontari che periodicamente si fanno carico, gratuitamente, anche della sua manutenzione. Ma i lavori, purtroppo, sono fermi. “A fine mese ripuliamo”, assicura.
Tutti sanno che esiste quel cimitero, in primis il Comune. All’Ufficio Tutela Animali però sono chiarissimi: “E’ un cimitero abusivo”. Lo sanno i volontari, anche se hanno sempre sperato in una sanatoria da Palazzo Rosso, una sorta di accordo che potesse regolarizzare quel fazzoletto di terra in cui riposano in pace gli amici scodinzolanti. Anche perché si può interare un animale morto, ma a certe condizioni. E chissà se siano sempre state rispettate.
Non è la settimana giusta – a cavallo tra primo turno e ballottaggio – per avere risposte più precise dagli amministratori, ma quel che è certo è che – per il quieto vivere e per evitare malumori tra gli animalisti – quel sepolcreto fatiscente sia sempre stato tollerato. “Per noi non esiste e non c’è alcun responsabile, il terreno su cui sorge è comunale, per giunta”, ribadisce l’impiegato comunale. Ma c’è. Come pure un gruppo su Facebook dei volontari che se ne occupano.
Il cimitero regolare.
Non è stato facile per Laura e Sergio creare un vero e proprio cimitero per animali, in quel di Rocca d’Arazzo, a mezz’ora di strada da Alessandria, appena varcato il confine con la provincia di Asti. Un’area del genere – chiamato giardino degli animali – non si improvvisa: “Bisogna rispettare tute le leggi regionali”, spiegano, “Dalla distanza dal centro abitato all’inserimento nel piano regolatore. Servono certificazioni sanitarie e geologiche (tutti gli animali sono tumulati a terra)”. Ma la spesa maggiore è stata probabilmente la struttura uso ufficio e reception, con tanto di bagno per i disabili. “Conosciamo il cimitero abusivo di Alessandria perché ce ne hanno parlato alcuni padroni che poi sono venuti qui”.