L’Ateneo parla inglese, ma ha sempre pochi spazi e servizi
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L’Ateneo parla inglese, ma ha sempre pochi spazi e servizi

Incontro del Dipartimento di giurisprudenza, scienze politiche, economiche e sociali (Digspes) con le parti sociali per presentare l'offerta formativa 2017-2018. Il miraggio delle residenze e il lento trasferimento del Museo del Cappello

Incontro del Dipartimento di giurisprudenza, scienze politiche, economiche e sociali (Digspes) con le parti sociali per presentare l'offerta formativa 2017-2018. Il miraggio delle residenze e il lento trasferimento del Museo del Cappello

UNIVERSITA’ – L’Ateneo parla inglese, cresce sul fronte internazionale, aumenta l’offerta formativa e l’alta formazione, riuscirà ad aumentare gli spazi per la didattica (ma dipende tutto dal Comune di Alessandria che in sostanza è in ritardo di un anno sul completamento del trasferimento della sala campioni della Borsalino), ma il tallone d’Achille della sede alessandrina dell’Università del Piemonte Orientale (Upo) restano sempre i servizi per studenti. Che in tutto nel capoluogo sono circa 3.500 di cui 1.730 iscritti al Dipartimento di giurisprudenza, scienze politiche, economiche e sociali (Digspes) diretto da Salvatore Rizzello, che ieri pomeriggio ha incontrato le parti sociali per presentare l’offerta formativa dell’anno accademico 2017-2018: quattro i corsi di laurea triennale (Scienze politiche economiche e sociali, diretto da Giorgio Barberis; Servizio sociale, Chiara Bertone; Economia aziendale, Maura Campra; Lettere, Patrizia Zambrano), uno di laurea magistrale a ciclo unico (Giurisprudenza, diretto da Roberto Mazzola) e i corsi di laurea in Società e sviluppo locale (direttore Maria Luisa Bianco) ed Economia, Management e istituzioni (direttore Daniele Bondonio). Tra le novità, c’è quella del corso interamente in inglese ‘Law, economics and institutions’ che aprirà spazi occupazionali a livello europeo e rafforza gli scambi e le collaborazioni internazionali dell’Ateneo. Non manca poi un ampio ventaglio di offerte post laurea, a cominciare dai master (fra gli ultimi è stato ricordato il successo di quello sull’innovazione turistica coordinato da Marco Novarese e proposto dall’agenzia turistica Alexala), dai corsi di alto perfezionamento alla Scuola Forense. I risultati dei corsi, dall’alta percentuale di occupati al termine degli studi, e la progressiva interazione con il sistema socioeconomico sono gli altri aspetti illustrati ai professionisti e ai rappresentanti di enti economici e associazioni di categoria incontrati da Rizzello. Che non ha dimenticato nemmeno i 400 studenti di Novara iscritti a Giurisprudenza, il corso che è stato sdoppiato (le altre esperienze simili sono state Economia e Lettere) con un successo inatteso.

L’Upo si prepara a compiere 20 anni nel 2018. Una bella età, giovane e di bell’aspetto, ma dalle fragilità irrisolte. Soprattutto ad Alessandria. Le ha ricordate Rizzello, non per deprimere la platea, bensì per fare capire come basti solo un po’ di volontà per dare al territorio servizi e residenze universitarie adeguate. Ma se Marcello Ferralasco, assessore comunale a fine mandato, ha prima affermato che “sono necessarie coralità e lobby per venire a capo del problema della residenza”, poi si è contraddetto nei fatti perché l’amministrazione comunale, rispetto alla quale lui ha fatto delle precise distinzioni su competenze e proprietà, allora perché ha sostenuto soluzioni che si sono poi dimostrate del tutto impraticabili come il recupero dell’ex istituto sordomuti di piazza Santa Maria di Castello? Non si sa. Prima vengono interessate possibili sedi che vanno dall’ex ospedale militare (al centro da anni di contenziosi giuridici), all’ex caserma dei carabinieri di via Cavour (di proprietà della Provincia, non ha mai cambiato destinazione nemmeno a fronte di un finanziamento milionario della Fondazione Crt) e fino all’ex caserma Valfrè, promessa da tutte le amministrazioni comunali, ma per la quale Ferralasco ha detto che “è del Demanio e sono previsti altri filoni edilizi”. Poi ha ammesso che “l’ex sordomuti, di proprietà del Comune, potrebbe essere a disposizione se non fosse in condizioni fatiscenti”. E allora perché continuare, come ha fatto il primo cittadino uscente a rilanciarlo come ipotesi possibile?

E non è tutto. Mentre il Digspes cresce per attività e numero di studenti, lo spazio a Palazzo Borsalino diminuisce. Una soluzione è rappresentata dallo spostamento della Sala esposizioni della Borsalino a piano terra dove dovrebbe sorgere il Museo del Cappello. Ma quando? Per un assessore alla Cultura che da mesi dice che è tutto pronto, l’assessore Ferralasco, dopo una telefonata agli uffici comunali, annuncia che i lavori per lo spazio museale “dovrebbero essere finiti entro l’estate” e solo successivamente avverrà il trasferimento dei cappelli e della struttura espositiva, vincolata peraltro dalla Soprintendenza. Se l’estate è quella meteorologica, allora parliamo di fine settembre. Se va tutto bene. Nel frattempo l’Ateneo procederà almeno a realizzare, negli spazi liberati al primo piano, la nuova aula magna multimediale e due aule da duecento e cento posti.

Intanto l’altro giorno il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Cesare Emanuel, è stato sentito a Roma, in Senato, dalle Commissioni permanenti ‘Istruzione pubblica, beni culturali’ e ‘Igiene e sanità’, in merito agli scenari futuri che comporterà la nascita di Human Technopole a Milano e del polo universitario che si insedierà. “L’audizione – si legge su una nota – è stata resa possibile grazie al sostegno della senatrice Elena Ferrara, convinta sostenitrice dell’Università del Piemonte Orientale e delle dinamiche positive che essa comporta per l’intero sistema economico, culturale e sociale del Piemonte orientale”. A giudizio di Emanuel, Human Technopole comporterà “un’enorme possibilità di sviluppo per il nord-ovest e per il sistema Paese. Resta, tuttavia, da valutare come questa nuova realtà influenzerà i territori limitrofi, come quello a cui noi dell’Upo facciamo riferimento tra Piemonte e Lombardia. È mio dovere istituzionale fare in modo che l’Ateneo sappia cogliere ogni opportunità per continuare il processo di crescita e rafforzare la posizione di motore di sviluppo per la comunità intera”. 

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