Dov’è finita la Sinistra? Senza unità non incide
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Dov’è finita la Sinistra? Senza unità non incide

Le due liste più "di sinistra" che si sono presentate al voto nel capoluogo lo hanno fatto sostenendo due candidati differenti: Sinistra per Alessandria (2,28% in appoggio a Rita Rossa) e Partecipazione Democratica (che si schierava con Oria Trifoglio e ha raccolto il 2,27% delle preferenze). E se fossero andate insieme?

Le due liste più "di sinistra" che si sono presentate al voto nel capoluogo lo hanno fatto sostenendo due candidati differenti: Sinistra per Alessandria (2,28% in appoggio a Rita Rossa) e Partecipazione Democratica (che si schierava con Oria Trifoglio e ha raccolto il 2,27% delle preferenze). E se fossero andate insieme?

ALESSANDRIA – Prosegue la nostra analisi sull’esito della prima tornata elettorale nel capoluogo: dopo aver passato in rassegna l’andamento del voto e il risultato dei diversi candidati rispetto al 2012 è tempo di bilanci e riflessioni anche guardando a ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Fra gli spunti più interessanti del primo turno c’è stato, per esempio, l’exploit di Emanuele Locci che ha deciso di correre da solo rispetto alla compagine di centro destra e ha superato, insieme alle sue 3 liste a supporto, l’8% dei consensi.

Dall’altra parte ci si interroga sui risultati raccolti dalle liste che raccoglievano i candidati più “di sinistra” che si sono presentati a queste elezioni, almeno guardando alla loro storia personale e ai percorsi precedenti di appartanenza: da una parte “Sinistra per Alessandria”, in appoggio a Rita Rossa, ha ottenuto il 2,28%, dall’altra “Partecipazione Democratica”, a sostegno di Oria Trifoglio, ha ottenuto più o meno il medesimo esito, fermandosi al 2,27%.

Ora, a bocce ferme, c’è chi legittimamente si chiede, anche all’interno delle stesse liste, se strategicamente non sia stato un errore non esprire un candidato “alla Locci”, dichiaratamente “di sinistra” intorno al quale costruire un percorso alternativo ai due candidati e capace d’intercettare l’interesse di una parte dell’elettorato che forse ha guardato altrove, anche per l’assenza di un soggetto politico unitario.

Per come sono andate le cose entrambe le liste risultano infatti fortemente penalizzate nella logica degli schieramenti e rischiano di veder eletto un solo consigliere (o addirittura nessuno, dipenderà infatti dall’esito del ballottaggio e da eventuali apparentamenti). 

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