L’Alessandria di pancia e dei social: dopo il voto è tutti contro tutti
Dalla metà degli alessandrini, quella che ha votato, sui social è già iniziato un pesante sfogo verso chi ha scelto di non farlo, e gli insulti non conoscono colore politico. Ciascuno si lamenta degli altri, di chi a parole è insoddisfatto ma poi, quando sarebbe il momento di agire, non lo fa
Dalla metà degli alessandrini, quella che ha votato, sui social è già iniziato un pesante sfogo verso chi ha scelto di non farlo, e gli insulti non conoscono colore politico. Ciascuno si lamenta degli altri, di chi a parole è insoddisfatto ma poi, quando sarebbe il momento di agire, non lo fa
ALESSANDRIA – Il dato così alto legato all’astensione, che ha coinvolto quasi il 50% degli aventi diritto nel capoluogo (ha votato “appena” il 54,9% ndr) porta con sé pesanti strascichi sul web.
Protagonista assoluto è Facebook, ormai pubblica piazza dove commentare quotidianamente (e a volte per buona parte della giornata) ciò che succede in città e nel mondo. Quale occasione più ghiotta dunque, fra il serio e il faceto, che prendere spunto dalla recente tornata elettorale per condividere i propri pensieri, le proprie gioie e le proprie (tante, a giudicare dai commenti) amarezze?
Ai ringraziamenti dei tanti candidati infatti, che dalle proprie pagine personali spendono parole al miele per elettori e simpatizzanti un po’ a prescindere dai risultati ottenuti, fanno eco i tanti sfoghi, a dire il vero da parte di praticamente tutti gli schieramenti, su quanto emerso dal voto di domenica.

C’è però anche il popolo dei delusi che al voto si è recato a fare la voce grossa, scottato da un risultato che, evidentemente, ha portato a più di una sorpresa: “come si fa a continuare a votare il sindaco meno amato d’Italia? E allora perché lamentarsi? Teniamocelo e stiamo almeno zitti”. “Dovremo tornare a scegliere chi ha già provocato un dissesto in città, votando un bilancio per il quale poi è stato condannato?“
Non mancano continui richiami al masochismo italiano (e in particolare, secondo diversi commentatori, alessandrino) e riferimenti perfino alla “sindrome di Stoccolma”, situazione nella quale si finisce per essere soggiogati a tal punto da credere di amare i propri aguzzini e carcerieri.
Alessandria, nel post elezioni, si sveglia per nulla cambiata: lo sport cittadino è quello della lamentela pubblica, ed è sempre l’altra parte ad avere torto.
E voi, da che parte state?