Michelangelo Serra
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Cinque Stelle delusi: “il nostro lavoro non è stato capito”
Delusione tra i Cinque Stelle alessandrini che puntavano al ballottaggio. Serra ci abbiamo creduto e abbiamo dato il 110%. Di Filippo: abbiamo fatto cinque anni di opposizione seria e costruttiva. Il nostro lavoro forse non è stato capito
Delusione tra i Cinque Stelle alessandrini che puntavano al ballottaggio. Serra ?ci abbiamo creduto e abbiamo dato il 110%?. Di Filippo: ?abbiamo fatto cinque anni di opposizione seria e costruttiva. Il nostro lavoro forse non è stato capito?
ALESSANDRIA – Delusi dal responso delle urne i pentastellati alessandrini. Già dai primi dati parziali che arrivavano dai seggi lasciavano poco spazio alla speranza. Il dato finale (4.943 voti pari al 12,32%) non soddisfa.“Un risultato decisamente sotto le aspettative (terzi con enorme distacco)”, commenta Michelangelo Serra. “Un po’ di delusione nel responso delle urne, ma ci abbiamo creduto, abbiamo dato il 110%. Non abbiamo rimpianti”, aggiunge nel ringraziare “Grazie soprattutto agli elettori che ci hanno dato fiducia. Grazie a chi si e’ sbattuto leggersi il programma, apprezzarlo e votarci. Grazie alla squadra che per mesi/anni ha lavorato al progetto. Molte cose non han funzionato o potevano funzionare meglio e mi assumo tutte le responsabilità del risultato”.
Guarda anche al lato positivo: “molte cose han funzionato: Siamo un gruppo di persone con obiettivi comuni e tanta voglia di cambiare le cose e con i progetti in mano per farlo: Lo dobbiamo ai nostri figli, lo dobbiamo al futuro di questa città. Lo faremo. Anche all’opposizione. In Alto i Cuori!”
Domenico Di Filippo, consigliere uscente (e quasi sicuramente rieletto), nel bilancio ci mette anche il lavoro fatto in cinque anni di opposizione: “abbiamo fatto un opposizione seria e puntuale, accendendo le luci su molte cose che non andavano. Abbiamo fatto approvare circa dieci mozioni, alcune delle quali approvate anche dalla maggioranza. Forse il nostro lavoro non è stato capito fino in fondo. Questo è il mio più grande rammarico”. E, poi, una considerazione: “si rischia un consiglio comunale fotocopia di quello uscente”.